domenica 8 novembre 2009

Milano calibro 9 ( Fernando Di Leo , 1972 )


 Giudizio: 8.5/10
Rivisitazioni cinematografiche / 5
Un noir che anticipa i tempi.


La modaiola tendenza volta al recupero di tutto ciò che appartenne agli anni 70 e 80 , oltre ad una serie di inenarrabili misfatti, ogni tanto conduce a risultati notevoli: è il caso dei film di Fernando Di Leo , ed in special modo questo Milano calibro 9, catalogato come B movie all'epoca ed invece giustamente considerato come film di culto ora, alla luce del percorso effettuato dal Cinema in questi ultimi 40 anni. A ciò aggiungiamo che tutto quello che tocca ReMida Tarantino diventa oro , figuriamoci quando dichiara in maniera aperta che questo è uno dei più bei noir mai fatti e lo omaggia addirittura ne Le Jene.
Milano si offre livida e plumbea alle gesta della malavita organizzata cui appartiene Ugo Piazza (un ottimo Moschin) , sospettato di avere tirato una bella fregatura al capobanda; intorno a quei 300.000 dollari spariti si scatena una guerra fatta di cazzotti, pallottole, tradimenti e carneficine, da cui il solo Piazza riesce alla fine ad uscirne vivo, fino al colpo di scena finale , estremo atto di tradimento.
L'aspetto più interessante del film sta nella descizione molto netta dei vari personaggi, ricchi di carognaggine (molta) e di un personalissimo senso dell'onestà , una descrizione essenziale , fatta di battute secche, talune in stile saloon; sullo sfondo la diatriba tra i due poliziotti che suona come denuncia verso un certo modo di intendere il potere di polizia, aspetto che in quegli anni iniziava ad essere dibattuto.
Tutta la storia ha un eccellente ritmo, scandito da dialoghi e atteggiamenti divenuti poi modelli negli action movie e nei thriller di mezzo mondo, avvolta da una alone cupo cui i personaggi contribuiscono notevolmente.
Oltre a Gastone Moschin , la schiera degli attori è convincente: un Mario Adorf violento e caricaturale, Philippe Leroy nel ruolo di un killer solitario dal forte senso dell'onore e una Barbara Bouchet bellissima nel ruolo della donna di Moschin nonchè sensualissima ballerina di night , omaggiata anche essa dal tarantiniano Robert Rodriguez in Planet Terror.

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