mercoledì 18 agosto 2010

Peking Opera blues ( Tsui Hark , 1986 )

Giudizio: 10/10
Rivisitazioni cinematografiche
Il frutto del genio di Tsui Hark


E' il genio creativo di Tsui Hark il protagonista assoluto di questo straordinario film, autentico capolavoro del Cinema HKese: una struttura narrativa che fonde commedia e film d'azione, melodramma e storia portando in superficie quell'ingenuo candore emozionale  tipico delle produzioni della ex colonia inglese.
Sono 100 minuti di immagini e di vicende narrate ad un ritmo vorticoso, che si costruiscono strada facendo intorno al mondo del teatro in costume e che Tsui Hark utilizza come parabola dell'epoca storica a cavallo tra fine della monarchia , repubblica e rivoluzione culturale: un variopinto sussegguirsi di eventi che quasi dilatano la narrazione con momenti di cinema indimenticabile, soprattutto in alcuni frangenti da action movie.
Le vicende dei cinque protagonisti ,che vediamo incrociarsi dapprima quasi per caso, impegnati in una arditissima operazione semiclandestina, danno modo al regista di alternare momenti di pura commedia ad altri drammatici, che portano ad un divenire sempre più tumultuoso in cui  anche chi era capitato per caso nella faccenda assurge a protagonista assoluto.
Il turbinio policromatico che avvolge il film è di quelli che appagano gli occhi a lungo ed il ritmo ottimamente scandito da una colonna sonora bellissima contribuisce a donare alla pellicola un aura di magia che alla prima visione può anche sembrare eccessiva.
Di fatto il film , rivisto dopo molti anni, conserva, anzi aumenta, il suo enorme fascino anche in ragione della magnifica costruzione di alcuni personaggi femminili , eroine ante- litteram di una lotta contro la servile condizione della donna dell'epoca e la forte sensazione di caos provata durante la prima visione lascia il posto ad un eccesso emozionale , forse sì caotico, ma difficilmente riscontrabile in altri film.
Tsui Hark è regista che non ama le convenzioni e questo lavoro nel suo genere è assolutamente rivoluzionario, proprio dove tutto sembra accadere per caso e con tumulto, privo di ogni logica e di ogni regola ; dove una sparatoria nel teatro si eleva ad uno spettacolo coreografico più simile ad un complesso ballo, e dove comunque i protagonisti pulsano di una vita propria, tra ideologia e amore filiale.
Le tre interpreti femminili si ergono su tutto il cast: Brigitte Lin, assolutamente grandiosa nel suo look maschile con tanto di divisa, autentica incarnazione della doppiezza, Sally Yeh e Cherie Cheung sembrano più di tutte avere afferrato l'idea che sta alla base del lavoro di Tsui Hark

2 commenti:

  1. Davvero un capolavoro, con una Brigitte Lin indimenticabile! ^_^
    L'opera di Pechino tradizionale era riservata solo ad attori maschi, ed è dunque quasi ironico che protagoniste del film siano invece tre donne!

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  2. Tsui Hark ama essere "provocatorio" e quella che effettivamente sembra ironia è invece una scelta rivoluzionaria. Io credo sia uno di quei film basilari nella storia del cinema HKese.

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