Rivisitazioni cinematografiche
Il mondo privo di rapporti umani
Mai ri-visione di un film fu così provvidenziale, perchè a prima vista, anni addietro, lasciò non poco amaro in bocca, che poi è il risultato al quale ambisce il regista, e quindi una seconda visone libera dallo sforzo di cercare di assimilare ogni immagine, restituisce a questo lavoro la sua giusta dimensione di grandezza che merita.
Rimane un Cinema difficile, ostico, quasi antitetico quello di Tsai, ma il fortissimo impatto delle immagini e dei personaggi che racconta ha un altrettanto grande potere ipnotico.
Tre vite sciatte, marginali ed "estreme" racchiuse in una casa in vendita, rifiugio di tre anime perse e votate alla solitudine devastante, si sfiorano , si attraggono , si compenetrano e fuggono via come atomi opposti che giunti al punto di fondersi, rimbalzano via con una forza distruttrice che lascia privi di parola.
L'amore del titolo è falsamente fuorviante, nulla di amorevole lega i tre , salvo forse un appena accennato bacio omosessuale, che forse è l'unico momento in cui il sentimento affiora timidamente.
Sono altre le immagini che impregano lo schermo: solitudine e assoluta incomunicabilità , persino corporea ,che viene volutamente eclissata dal regista, lasciandoci solo mugolii che sembrano di piacere , ma che in effetti sono solo grida di dolore.