L'amore assoluto tra madre e figlio
Una vecchia casa in disarmo nella campagna, in un luogo e un tempo imprecisato: solo una madre morente ed un figlio che la accudisce con passione, i prati sferzati dal vento, rari alberi che si slanciano verso il cielo, nessun segno di vita se non una lontana locomotiva a vapore che passa. I due come animali simbionti vivono in quasi perenne contatto fisico: il figlio porta la madre in braccio tra l'erba, su una panchina, sotto un albero; gesti quotidiani, ma dolorosi che emanano un senso di epica tragicità: il ragazzo che come Enea si carica addosso la madre malata, l'attesa per la morte che arriverà nonostante gli esorcismi dettati dall'amore e dall'affetto , una attesa fatta di dolore immane, di silenzi , di immagini deformate , di una farfalla posata sulla mano.
Sono 70 minuti di pellicola che commuovono, che racchiudono un nucleo di tragicità che solo la cultura russa sa esprimere con tanta grandezza ed emozione: sembrano due eroi madre e figlio, quegli eroi che possiedono l'infinita forza di toccare il cuore. Il rimorso dell'una e il dolore dell'altro non trovano tregua in nessun momento, neppure quando il sibilo lontano della locomotiva regala al ragazzo una lontanissima via di fuga; il rifugio sarà un largo tronco a cui si appoggia l'uomo e piange , singhiozza, certo dell'imminente arrivo della morte.