giovedì 20 marzo 2014

My Lucky Star / 非常幸运 ( Dennie Gordon , 2013 )

Giudizio: 5/10

Sophie è tornata ! Evviva Sophie ! Ma attenzione a non confondere il personaggio con l'attrice: i fans della Zhang Ziyi brillante e romantica troveranno in My Lucky Star più di una occasione per rallegrarsi, ma la Sophie di Revenge era un'altra cosa.
La star cinese qui in veste di produttore, produttore esecutivo e protagonista indiscussa incrocia la sua strada con la regista americana Dennie Gordon, attiva soprattutto nel campo dei programmi televisivi ( e si vede...), mettendo così in atto una delle prime joint venture cinematografiche in cui è chiarissima la deriva che certo cinema commerciale cinese ha intrapreso.
My Lucky Star è il prequel di Revenge in cui Sophie è ancora una giovane cartoonist in cerca di gloria che lavora in un call center e che passa il tempo a sognare ad occhi aperti tramutando il tutto in fumetti grondanti romanticismo smielato.

mercoledì 19 marzo 2014

Personal Tailor / 私人订制 ( Feng Xiaogang / 冯小刚 , 2013 )

Giudizio: 7/10

Passati i fasti del dramma bellico 1942, Feng Xiaogang si cimenta in una commedia dal forte sapore satirico che offre una lettura personale, anche se basata su situazioni abbastanza convenzionali, della società moderna cinese.
Personal Tailor è un lavoro impostato come le più classiche commedie brillanti hollywoodiane, con una estetica molto ricercata, un cast ben affiatato ed una morale di fondo ben precisa; quello che rende il film di Feng apprezzabile è sicuramente lo sguardo beffardo che il regista utilizza per raccontare quelle che sono le principali ossessioni del cinese moderno tra loro variamente intrecciate: potere, corruzione, denaro e arte.
Una agenzia è in grado di poter trasformare in realtà , almeno per un limitato periodo di tempo , i desideri e i sogni delle persone: quattro indefessi professionisti lavorano a ciò, ognuno dedicato ad un particolare campo.

martedì 18 marzo 2014

Borgman ( Alex van Warmerdarm , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

" E scesero sulla terra per rafforzare il proprio essere" : con questa frase sovrascritta inzia Borgman dell'olandese Alex van Warmerdarm, cui segue una frenetica caccia all'uomo da parte di alcuni uomini tra cui un prete con tanto di fucile.
Come prologo non c'è male, anche se quella sovrascritta, il prete armato e i lunghi bastoni appuntiti di cui è armato il piccolo manipolo di cacciatori indirizza subito verso una idea ben precisa.
Chi sono questi uomini e donne che vagano per la campagna olandese e nelle piccole città linde e pulite?
Uno di essi Camiel Borgman si introduce furtivamente nella vita della classica famiglia benestante: bella casa con giardino, figlioletti biondi e belli, babysitter alla pari, una coppia che sembra non avere problemi e vivere la sua vita felicemente.
Ma l'arrivo di questo uomo, dall'aspetto di un barbone che chiede di fare un bagno, dapprima respinto dal marito, poi accolto di nascosto dalla moglie, ed infine assunto sotto le mentite spoglie di un giardiniere è l'inizio di un processo di deflagrazione famigliare inarrestabile.

domenica 16 marzo 2014

SDU Sex Duties Unit /飞虎出征 ( Gary Mak Wing-Lun / 麦咏麟 , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

Seppur camuffata dietro il ruolo di sceneggiatore e di produttore la firma di Pang Ho-Cheung c'è tutta e si vede: SDU Sex Duties Unit è infatti film che per chi conosce bene il regista di Exodus, contiene molti riferimenti ai suoi lavori; Gary Mak crea un lavoro che finisce dritto dritto nella scia di quel Vulgaria che tanto ha diviso la critica e gli ammiratori di Pang: stessa commistione tra commedia a forte tinte demenziali e Cat III, in uno strenuo tentativo di dare fiato ad un genere, quale quello della commedia brillante HKese, che più di ogni altro ha subito la progressiva omologazione del cinema di Hong Kong con quello mainlander.
La SDU team B è una squadra speciale di riserva formata da una sorta di reietti del ben più prestigioso team A, essendo quest'ultima impegnata in una competizione in America tra le forse speciali di tutto il mondo, la squadra di scarsi viene inviata a risolvere un caso ridicolo e grottesco che giunge a risoluzione da solo tanto maldestro è il ladro protagonista.

venerdì 14 marzo 2014

Backwater ( Aoyama Shinji , 2013 )

Giudizio: 8/10

Aoyama Shinji è uno dei personaggi più poliedrici del panorama culturale giapponese: dapprima aiuto regista, fra gli altri, di Kurosawa Kiyoshi, sceneggiatore, musicista, regista televisivo, romanziere , critico cinematografico, ha all'attivo come regista più di una dozzina di lavori, spesso presenti nei più importanti Festival Europei; se a ciò uniamo il fatto che i suoi primi passi nell'attività di aiuto regista sono stati in produzioni europee , è facile comprendere come il suo profilo artistico  sia di quelli molto ricercati non solo ad oriente.
Il suo ultimo lavoro Backwater, tratto da un romanzo di Tanaka Shinya, è ambientato sul finire degli anni 80, nella provincia giapponese e racconta la storia di un diciassettenne che vive diviso tra la casa paterna e quella materna: i due genitori sono separati e il padre ha una nuova giovane convivente; dai racconti della madre e da quello che Toma inizia a vedere con i propri occhi, il padre appare subito come una sorta di pervertito sessuale , specializzato nel picchiare le sue partner durante l'atto sessuale. Quando il giovane Toma inizia le sue pratiche erotiche, spinto dai normali impulsi sessuali della sua età, ha il timore, che nel contempo provoca eccitazione, di essere il degno figlio del padre, quasi che attraverso una tara genetica la sessualità violenta  possa essere stata trasmessa a lui dal genitore; la madre, una monca da una mano persa in guerra, mette in guardia il ragazzo , il quale inizia a vivere con angoscia la situazione, anche perchè non si riesce a rendere conto di come nessuna donna si ribelli alle angherie del padre.

giovedì 13 marzo 2014

The Incredible Truth / 人間蒸發 ( Sam Leung Tak-Sum / 梁德森 , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

Completamente ambientato in Giappone, il thriller-mistery-dramma di Sam Leung è uno di quei lavori che si usa inserire tra le occasioni perse: miscela di buone intuizioni e maldestre cadute The Incredible Truth lascia la sensazione di un film che riesce a cotruirsi bene strada facendo ma poi altrettanto facilmente si sgonfia fino all'ovvio.
Wei Ling, affermata truccatrice, parte per il Giappone alla ricerca della sua amica attrice Jia Jia in viaggio con il suo fidanzato giapponese; l'unica traccia che la ragazza le ha lasciato prima di perdere i contatti con lei è un albergo tra le montagne di proprietà della famiglia del fidanzato.
Giunta nell'albergo isolato non c'è traccia della ragazza, mentre è chiarissimo da subito l'ambiente misterioso e ostile che permea l'albergo, condotto con fare matriarcale dalla madre del giovane giapponese fidanzato che nel frattempo è andato fuori di testa.
Anche Wei Ling tanto normale non è visto che possiede dei poteri sensoriali premonitori ed inoltre il Giappone riaccende in lei una vecchia ferita mai guarita.

mercoledì 12 marzo 2014

Voice of a murderer ( Park Jin-pyo , 2007 )

Giudizio: 7/10

Ispirato ad uno dei tanti episodi di sparizione e uccisione rimasti irrisolti avvenuti in Corea, Voice of a Murderer di Park Jin-pyo, ricalca , a quattro anni di distanza, le tematiche che Bong Joon-ho descrisse mirabilmente in Memories of murders: il figlioletto di un famoso anchorman televisivo sparisce nel nulla, ben presto arrivano telefonate da parte del rapitore che chiede soldi in cambio del rilascio del ragazzino; il gioco a gatto e topo durerà più di 40 giorni durante i quali i genitori cercheranno disperatamente di compiere ogni gesto per riportare a casa il figlio, compreso schivare le grossolane e grottesche inefficienze della polizia che ha come unica traccia solo la voce del rapitore intorno alla quale vedono la luce i primi tentativi , goffi a dire il vero, di introduzione la tecnologia nell'attività forense
Secondo un consolidato clichè sempre in bilico tra thriller e dramma, ma con chiari e forti riferimenti sociali, Voice of a murderer si dipana in un racconto dove la tensione è sempre presente, in cui accanto alla progressiva follia che deriva dall'impotenza dei genitori, si assiste alla parata di inettitudine di poliziotti incapaci e rozzi, cardine immancabile dei film di genere, da cui scaturisce una immagine delle autorità pienamente negativa contrapposta ai proclami politici che assicurano la popolazione di fronte a simili episodi.

domenica 9 marzo 2014

Firestorm / 风暴 ( Alan Yuen Kam-Lun / 袁锦麟 , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

La tempesta sta per abbattersi su Hong Kong, ma quello che si appalesa non è il temuto evento metereologico, bensì una tempesta di fuoco scatenata da una sofisticata e spietata banda di ladri di alto bordo che con dispendio di armi e tecnologie mette in ginocchio la città e la polizia.
Nei ranghi delle forze dell'ordine a coordinare le operazioni c'è l'ispettore Lui, un veterano e stimato poliziotto che ben presto si rende conto che con i metodi convenzionali non è possibile sconfiggere il nemico: mancano le prove per incastrare chi muove le fila, il sistema dell'infiltrato fallisce miseramente causando la morte di un vecchio conoscente e amico di Lui, motivo per cui quest'ultimo si convince di superare la linea della legalità e di giocare sporco.
La sottilissima trama narrativa di Firestorm è tutta qui, arricchita solo dal tribolato rapporto tra uno dei banditi e la sua ragazza che lo vorrebbe fuori per sempre dal giro delinquenziale.
Neppure il tutto d'un pezzo Lui sembra essere troppo angosciato dalla accettazione della sconfitta della legalità, ma Firestorm non cerca nulla di questo: è la sublimazione dell'action movie frenetico, quasi surreale in cui nulla sta mai fermo.

sabato 8 marzo 2014

Something Good [ aka The Mercury Factor ] ( Luca Barbareschi , 2013 )

Giudizio: 6/10

Matteo è un losco trafficante di alimenti contraffatti, privo di scrupoli al punto di mercanteggiare pesce radioattivo come bibite addizionate con pesticidi con la stessa tranquillità di un venditore di libri; quando la Guardia di Finanza sta per mettergli le mani addosso si rifugia ad  Hong Kong dove la sua ambizione e la sua assoluta mancanza di etica viene ben vista da una multinazionale che si occupa di traffico di alimenti in tutto il mondo. Il mercato da conquistare è quello africano attraverso le OMG cui appioppare latte in polvere fatto con tutto tranne che con il latte vero.
L'incontro con una giovane donna , ferita nel profondo dalla morte del figlio per una intossicazione da bibita contraffatta , che gestisce con spirito da rivalsa un ristorante in cui si cucinano con cura cibi genuini, e verso la quale prova da subito una attrazione è la svolta della sua vita: quando i compari cominciano a cadere come le mosche intorno a lui, sarà la donna a salvarlo, mentendo, e ben presto si renderà conto di essere caduto in una trappola.
I due , ovviamente , sono vicendevolmente all'oscuro delle rispettive storie personali , ma l'amore che nasce diventa per Matteo una via per la redenzione e per la donna un legame che scacci la sua solitudine.

venerdì 7 marzo 2014

Mandariinid [ aka Tangerines ] ( Zaza Urushadze , 2013 )

Giudizio: 8/10

La guerra in Abkhazia del 1992-93 è stato uno dei quei conflitti bellici dimenticati e sporchi cha hanno contrassegnato il disfacimento dell'impero sovietico allorquando questo si suddivise nelle varie repubbliche sovrane che lo componevano originariamente.
Quella guerra che si combattè in territorio che politicamente apparteneva alla Georgia vide contrapposti da una parte l'esercito regolare georgiano e dall'altra una variegata coalizione composta dai separatisti della piccole repubblica caucasica, l'esercito russo e gli immancabili mercenari ceceni in nome di una fratellanza religiosa.
All'inizio della guerra le piccole comunità neutrali presenti nel paese tornarono precipitosamente nei loro paesi d'origine, compresa la piccola enclave estone che popolava dei piccoli villagi montani.
In uno di questi villaggi è ambientata la storia raccontata dal georgiano Zaza Urushadze: solo Ivo e Margus scelgono di rimanere nelle loro case, separandosi dalle famiglie tornate in patria, il primo per una sorta di legame morboso con la terra il secondo in attesa di poter raccogliere i mandarini dai suoi alberi e  racimolare i soldi per tornare in Estonia.

mercoledì 5 marzo 2014

Gravity ( Alfonso Cuaron , 2013 )

Giudizio: 7.5/10

Non possiederà la magniloquenza visionaria di 2001 Odissea nello spazio , nè il misticismo di Solaris, ma Gravity di Alfonso Cuaron, recente razziatore alla serata degli Oscar, è comunque un film destinato a lasciare una traccia , immediata nello spettatore durante e dopo la visione e, probabilmente più duratura, nel panorama cinematografico nel quale erano moltissimi anni che non si vedeva un film con al centro il tema dello "Spazio" trattato con tanta efficacia.
Per circa i tre quarti del film, la solitudine dell'unica sopravvissuta ad un incidente dello Shuttle mentre è in orbita intorno alla terra, infonde uno stato di angoscia che trae origine da molteplici aspetti.
Lo spazio raccontato da Cuaron è qualcosa che si avvicina nel suo concetto intrinseco di infinito alla morte: e l'uomo di fronte allo spazio siderale scopre la sua incapacità a poterlo in qualche modo amministrare, nonostante le orbite intorno alla terra tanto deserte non sono visto che vediamo succedersi nel film laboratori spaziali, tutti abbandonati e alla deriva nel nulla, cinesi , russi e americani; un ecumenismo scientifico che scopre prima di tutto la sua sconfitta.

martedì 4 marzo 2014

The Great Passage ( Ishii Yuya , 2013 )

Giudizio: 6.5/10

The Great Passage , film scelto per rappresentare il Giappone agli Oscar del 2014, è diretto da Ishhi Yuya di cui conserviamo il non molto radioso ricordo di Mitsuko Delivers visto due anni orsono al FEFF di Udine: perseverando nel suo stile a tratti trasognato e quasi sospeso nel tempo e nello spazio, il giovane regista giapponese ci racconta , partendo dal 1996, la storia della stesura di un nuovo dizionario da parte di un piccolo manipolo di studiosi di una casa editrice; la finalità del dizionario è quella di "traghettare attraverso il mare" la lingua su lidi moderni, rivisitandolo con i neologismi e gli slang generazionali.
Il lavoro che dura dodici anni vede come protagonista quasi ascetico un giovane dall'apparenza imbranata, socialmente disadattato ma che nutre una insana passione per i libri e per la lingua: la dedizione, tutta nipponica, che lo porta ad affrontare questa impresa, diventa anche una sfida a se stesso, uno slancio seppur molto flebile al rapporto con la società, fino alla storia d'amore con la nipote della sua padrona di casa che invece nutre la passione per la cucina.
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