sabato 23 ottobre 2010

False verità ( Atom Egoyan , 2005 )

Giudizio: 7/10
Dove la verità mente

In un lasso di tempo di circa 20 anni si snoda la vicenda narrata da Atom Egoyan in False verità con frequenti salti temporali che in più di una occasione disorientano e confondono, prima di riuscire ad entrare nel meccanismo intimo del film.
Un lavoro in cui il regista di Il dolce domani rimane fedele alla sua quasi ossessione per le atmosfere morbosamente macabre che contraddistinguono anche questo lavoro, che comunque , va detto, è un film bello e che in queste atmosfere sapientemente costruite trova il suo puntello più robusto.
La storia narra della coppia di intrattenitori televisivi Lenny Morris e Vince Collins , autentici animali da palcoscenico, star induscusse e ricercatissime soprattutto nei Telethon benefici, che sul finire degli anni 60 si separarono in coincidenza del ritrovamento nella loro suite del cadavere di una giovane cameriera di hotel , aspirante giornalista, episodio per il quale nessuno dei due fu accusato ma che segnò misteriosamente le loro esistenze professionali.

venerdì 22 ottobre 2010

Polytechnique ( Denis Villeneuve , 2009 )

Giudizio: 7/10
Racconto della follia a Montreal

Anche nel tranquillo Quebec canadese episodi come la strage di Columbine si verificano, destando probabilmente meno clamore di quelli della vicina America solo perchè manca qualcuno che li racconti come fecero Michael Moore o Gus Van Sant.
Il canadese Denis Villeneuve con questo lavoro squarcia finalmente il velo che ricopriva questo episodio drammatico avvenuto nel 1989 presso il Politecnico di Montreal, grazie ad un film breve, scevro di ogni aggancio documentaristico e di ricostruzione cronachistica, lasciando spazio ad una fenomologia intimistica che racconta con gli occhi e con l'anima dei protagonisti gli eventi di quel giorno.

giovedì 21 ottobre 2010

Angeli e demoni ( Ron Howard , 2009 )

Giudizio: 4/10
La solita caccia al tesoro tra simboli e chiese

Tre anni dopo Il Codice da Vinci l'accoppiata Dan Brown-Ron Howard torna alla ribalta con questo film che cinematograficamente si pone quasi con un sequel, mentre dal punto di vista letterario è precedente: particolare comunque di scarsa importanza visto che tra i due lavori non esiste praticamente alcun nesso , se non una struttura narrativa abbastanza simile che se nella prima occasione regalava qualche spunto interessante, in questo secondo episodio risulta assolutamente deficitaria.
Se l'intenzione era quella di raccontare una storia di fantascienza-fantapolitica, il risultato è alquanto scadente, se poi invece all'interno del polpettone si voleva inserire una riflessione su fatti storici e religiosi, il fallimento è addirittura clamoroso, vista l'incredibile sequela di errori, falsità storiche grossolane e imprecisioni insite nella pellicola.

martedì 19 ottobre 2010

Bodyguards and assassins ( Teddy Chan , 2009 )

Giudizio: 6.5/10
Chiacchiere sulla rivoluzione e azione frenetica

Nel 2009 fu il film che sbaragliò in tutte le competizioni asiatiche, facendo incetta di premi ed imponendosi come prototipo della collaborazione cinematografica tra Hong Kong e Cina continentale: il film fu interamente girato a Shangai dove furono ricostruiti in uno studio sterminato gli ambienti della ex colonia britannica.
Al di là del gran numero di premi ricevuti, il film non convince del tutto alternando bei momenti ad altri che stonano.
Siamo nei primi del Novecento e la dinastia dei Qing è prossima alla caduta , travolta da scandali e corruzione, cui si oppongono le nuove idee democratiche che sentiamo pronunciare sin dai primi fotogrammi della pellicola.

Detective Dee and the mystery of Phantom Phlame ( Tsui Hark , 2010 )

Giudizio: 8/10
Wuxia, fantasy e l'Imperatrice
Per una curiosa e non sappiamo quanto voluta coincidenza, l'ultimo lavoro di Tsui Hark trova approdo alla Mostra di Venezia , proprio nell'edizione in cui il suo allievo e amicone John Woo riceve un meritatissimo Leone alla carriera, quasi a suggellare un ritorno in grandissimo stile alla ribalta della coppia che ha reso grande e importante il cinema HKese dagli anni 80 in poi.
Detective Dee è un film figlio dello spirito cinese a tutti gli effetti, in cui il regista coniuga il wuxia con il fantasy, l'epicità della storia imperiale cinese con la grandiosità e la controversia dei personaggi che quella storia hanno reso ricca di eventi forse un po' distanti dal nostro modo di pensare occidentale ma che rimangono espressione di una cultura ed una tradizione che percorre tutta la Cina , intrisa di profondo spirito popolare.

lunedì 18 ottobre 2010

The heroic trio ( Johnnie To , 1993 )

Giudizio: 7.5/10
Anche le supereroine cercano redenzione


Molti stenteranno a riconoscere la mano di Johnnie To in questo film che fa parte della prima parte della ricchissima filmografia del Maestro HKese, tanto distante sembra essere dalle atmosfere e dai temi che ben conosciamo; in effetti questo lavoro fu per Johnnie To più un definitivo trampolino di lancio, grazie anche alla sapienza del produttore esecutivo Ching Siu-tung, che una tappa fondamentale nella costruzione del suo mondo cinematografico, affidandosi ad una pellicola che è un po' wuxia del ventesimo secolo, un po' film sulle arti marziali, un po' fantasy e fumetto con supereroi dai poteri strabilianti, intriso tutto di un gusto per l'eccesso, unico tratto forse riscontrabile nei lavori successivi del regista.

venerdì 15 ottobre 2010

Ip Man ( Wilson Yip , 2008 )

Giudizio: 7.5/10
Biografia di una leggenda


La figura del maestro d'arti marziali Ip Man è di quelle che sono direttamente passate nella leggenda, vuoi per il fatto di essere più vicina a noi nel tempo, vuoi per essere stato il maestro della, probabilmente, più grande leggenda cinematografica degli ultimi 40 anni, quel Bruce Lee che per anni ha monopolizzato i film sulle arti marziali.
Un personaggio simile, importante anche per l'aspetto strettamente tecnico, non poteva non trovare spazio nel cinema HKese e Wilson Yip, dopo qualche vicissitudine, ha portato sullo schermo la sua biografia incentrandola sul periodo che va dall'inizio dell'occupazione giapponese della Cina alla seconda guerra mondiale.

giovedì 14 ottobre 2010

Inception ( Christopher Nolan , 2010 )

Giudizio : 8.5/10
Sogno e realtà: che il gioco abbia inizio


Raramente ci si è imbattutti in un film così difficile da raccontare, in cui ogni parola deve essere soppesata per non condizionarne la visione che , comunque, richiede il minor numero di informazioni possibili per poter essere goduta pienamente.
L'ultimo lavoro di Nolan è un film che sfugge a semplici catalogazioni di genere, pur presentando al suo interno ben precisi richiami, ed è soprattutto un film nel quale bisogna accettare la sfida e le regole del gioco imposte dal regista: se non si è disposti a ciò si rischia di andare ad ampliare la schiera dei critici che hanno stroncato la pellicola con motivazioni per lo più risibili.
Nolan ci ha abituati sin dall'inizio a questo atipico patto con lo spettatore; Memento, pur differendo in molto da questo, presentava le medesime prerogative e ha colpito e incantato chi si è prestato al gioco.

martedì 12 ottobre 2010

My son, my son, what have ye done ( Werner Herzog , 2009 )

Giudizio: 4.5/10
Tragedia greca a San Diego e poca sostanza

Nonostante l'accoppiata Herzog (regia) e Lynch (produttore esecutivo) potesse far pregustare un lavoro di quelli da leccarsi i baffi, questo My son delude profondamente, sia perchè non conferma le aspettative, sia per una sua debolezza intrinseca, solo parzialmente attenuata da una regia comunque valida ( e vorrei vedere...) e da una interpretazione bella ed efficace di Michael Shannon, attore che sembra abbia recitato da sempre con Herzog.
Probabilmente il film soffre anche di una certa commistione di stili e di idee perchè che Lynch si sia limitato solo alla produzione appare abbastanza poco credibile, col risultato di assistere ad una pellicola che non appartiene pienamente nè a l'uno nè all'altro.

domenica 10 ottobre 2010

Hard boiled ( John Woo , 1992 )

Giudizio: 7.5/10
Rivisitazioni cinematografiche
L'arrivederci di John Woo


Con Hard Boiled John Woo pone idealmente fine al suo periodo HKese, prima di trasferirsi ad Hollywood dove ormai la sua enorme fama lo aveva preceduto e le lusinghe avevano ottenuto il risultato di far attraversare l'oceano a uno dei registi più stimati e più "spettacolari" dell'epoca.
L'ultimo lavoro in patria, al di là del suo valore intrinseco, decisamente un gradino al di sotto di quasi tutti i suoi lavori precedenti, possiede però nella sua iperbolica eccessività un segnale d'arrivo di un genere che a tutt'oggi rimane uno degli esempi più belli e ricci del panorama cinematografico.

sabato 9 ottobre 2010

Memento ( Christopher Nolan , 2000 )

Giudizio: 8.5/10
La memoria e la soggettività della realtà

L'opera seconda dell'allora trentenne Christopher Nolan , pluripremiata in svariati festival europei, è senza dubbio uno dei film più originali e geniali degli ultimi 10 anni, un autentico rompicapo cinematografico simile ad un intricato e frammentatissimo puzzle da ricomporre.
Se il nocciolo della storia non brilla per originalità , il suo sviluppo narrativo e la sua inticatissima struttura filmica ne fanno un opera da gustare con attenzione, che richiede anche un non indifferente impegno mnemonico contrapposto al vuoto di memoria cronica che affligge il protagonista: in questo sembra proprio un bizzarro e  sadico gioco da parte del regista nel suo tentativo (riuscitissimo) di coinvolgere lo spettatore.

venerdì 8 ottobre 2010

The banquet ( Feng Xiaogang , 2006 )


Giudizio: 7/10
Wuxia e Shakespeare

E' un drammone spettacolare e ricco di venature variegate il lavoro di Feng Xiaogang, che a prima vista sembra inserirsi a pieno nel solco del rilancio del wuxia ad uso e consumo occidentale intrapreso da Zhang Yimou e Ang Lee, ed in parte la prima impressione ha il suo fondo di verità, anche perchè Feng si avvale anche lui della maestria di Yuen Wo-ping come coreografo e maestro d'armi, ed anche i topoi del wuxia ci sono tutti , dal palazzo imperiale percorso da intrighi e trame oscure , agli amori tormentati e ai combattimenti funambolici; quello che avrebbe dovuto fare di The banquet un lavoro che si discostava con un tocco ulteriore di originalità era il suo rimandare all'europeissimo Amleto shakesperiano, cui si ispira, anche se con la dovuta libertà.
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