venerdì 18 settembre 2015

11 Minute [aka 11 Minutes] ( Jerzy Skolimowski , 2015 )



11 Minutes (2015) on IMDb 
Giudizio: 6.5/10

Quante volte nella nostra vita di tutti i giorni ci siamo fermati ad osservare e a riflettere sulla enorme spietatezza dei disegni del fato? I suoi meccanismi e ancor più i suoi effetti a volte spaventano ma soprattutto lasciano senza parole i suoi fili impercettibili, apparentemente casuali, che in un attimo si riannodano facendo diventare possibile quello che appariva inconcepibile.
Jerzy Skolimowski in 11 Minute ci offre un saggio cinematografico sulla forza del fato che a sua volta dimostra come la nostra esistenza sia sempre un pericoloso percorso sull'orlo di un baratro imperscrutabile: in un'ora e mezza di film ci racconta come 11 minuti anonimi della vita di un gruppo di persone possa tramutarsi in un mirabile e spietato disegno del destino.


Una giovane attrice che deve incontrare un regista per un provino non proprio convenzionale, il marito di lei macerato dal dubbio e dalla gelosia, un fattorino-spacciatore ed il padre venditore di hot dog accusato di insidiare giovani alunne di una scuola, un lavavetri di quelli che lavorano sulle finestre dei grattacieli, un giovane impegnato in una improbabile quanto grottesca rapina ad un banco dei pegni, un equipe paramedica impegnata in un soccorso, una gruppo di suore a spasso per la città e una giovane confusa e sbadata; tutte persone che nulla hanno a che fare tra di loro tranne il fatto di trovarsi tra 17.00 e le 17.11 nello stesso spazio urbano e alle quali la coincidenza di piccoli eventi concatenati si para davanti senza possibilità di fuga.
Per la stessa ammissione del regista tutto nasce dalla costruzione della scena finale, autentico saggio cinematografico nella sua interezza (regia, montaggio musica): qualcosa che Skolimoski ha immaginato e alla quale approda ricostruendo a ritroso le condizioni casuali che consentano al destino di agire.

Go With Me ( Daniel Alfredson , 2015 )



Go with Me (2015) on IMDb 
Giudizio: 5/10

Presentato Fuori Concorso alla Mostra Cinematografica di Venezia, Go with Me di Daniel Alfredson è lavoro che passa senza lasciare alcun segno, ben lungi dalle accattivanti atmosfere dei primi film del regista svedese.
Ambientato nella ormai più che stereotipata provincia americana di confine, la pellicola racconta di una giovane donna tornata a casa dopo la morte della madre e che si trova a dover fronteggiare le attenzioni violente di un becero boss di provincia dedito al controllo di qualsiasi traffico si svolga nelle propaggini settentrionali dell’Oregon.
La donna, consigliata dallo sceriffo pusillanime e ignavo, chiede aiuto a dei boscaioli che ben conoscono il marrano: si offriranno il più anziano ed il più giovane di essi di aiutarla, sperando con ciò di saldare i conti che pendono con l’uomo e che arrivano dal passato.


La storia diventa quindi ben presto un thriller che vorrebbe far breccia usando le più classiche atmosfere da film sporco e cattivo; peccato che tutto ciò emani un odore stantio e una sensazione di già visto difficile da scrollarsi di dosso.
Personaggi abbrutiti e violenti, risse da bar di quart’ordine, traffici di droga e di donne, violenze becere, camicie di flanella a quadrettoni a profusione, ambientazioni squallide e la sempre valida sete di vendetta che cresce facendo regredire l’uomo alla sua soglia animalesca, pick up sfasciati e cigolanti, carabine vetuste e alberi secolari percorrono il film in lungo e in largo lungi però da regalare mai momenti degni di nota, neppure quando qualche frammento sembri voler ribaltare la prospettiva acquisita.

martedì 15 settembre 2015

Underground Fragrance ( Song Pengfei , 2015 )



Giudizio: 8/10

Inserita nella rassegna collaterale delle Giornate degli Autori  Underground Fragrance opera prima del giovane regista cinese Pengfei, risulta al momento una delle opere più valide viste all'interno della Mostra del Cinema di Venezia.
Sostenuto in maniera massiccia da varie Istituzioni per lo più francesi, con il contributo anche del Torino FilmLab, il film prende di petto in maniera decisa seppur con toni non roboanti il problema delle abitazioni a Pechino stretta nella morsa degli aumenti vertiginosi dei prezzi da un lato e dalla aggressività degli immobiliaristi sempre alla ricerca di terreni edificabili ricavati dall'abbattimento delle vecchie abitazioni dietro compenso per i proprietari.


La storia si focalizza su due giovani che vivono nei sotterranei di un grande complesso immobiliare nei quali sono state ricavate delle mini unità abitative molto più simili a tuguri che a dignitose dimore; lui lavora col suo furgone smantellando e riciclando vecchi mobili, lei giunta da poco in città è alla ricerca di un lavoro proprio nel ramo immobiliare attraverso selezioni spietate da parte delle imprese di costruzione e di notte si guadagna da vivere ( ed il buco sotterraneo dove dormire) come ballerina in un locale di lap dance di quarto ordine.

Lao Pao Er ( Mr.Six ) / 老炮儿 ( Guan Hu / 管虎 , 2015 )



Giudizio: 6.5/10   

Nei vicoli che si snodano tra i vecchi hutong pulsa ancora lo spirito della vecchia Pechino, quella che ha resistito alle demolizioni in nome della modernità e che conserva ancora tenacemente le tradizioni millenarie di una civiltà  basata sulla solidarietà e sulla lealtà; in uno di questi vicoli regna incontrastata la figura di Mr Six , un vecchio caporione ormai malandato il cui carisma però rimane intatto. Nonostante la modernità che avanza Mr Six è un totem che dall’alto scruta la vita nei vicoli e al quale tutti si rivolgono per comporre dispute, per avere consigli e aiuto.
Nel passato Mr Six era a capo di una banda che risolveva le questioni “ alla pechinese” : botte, sciabolate e lealtà; ora la sua vita scorre tranquilla con l’amato merlo cui ha insegnato a parlare e l’amica Xia che funge da amante-badante-fedele alleata.


Il figlio di Mr Six è invece il tipico esempio della generazione del terzo millennio: edonismo sfrenato all’insegna del “ tutto e subito” accompagnato ad una vacuità morale ed etica che contrasta fortemente con lo spirito delle vecchie tradizioni; messosi nei guai per uno sgarbo inflitto ad un capobanda figlio di uno dei tanti nuovi ricchi, imprenditori e politici, costruitisi sulla corruzione e sulla forza persuasiva del denaro, Xiaobo , il figlio di Mr Six viene rapito dal giovane satrapo che gira con macchine lussuose.
Per Mr Six, disgustato dall’atteggiamento del figlio ma pur sempre animato dal dovere paterno e , probabilemnte , dal rimorso per non avere plasmato il ragazzo come avrebbe voluto, non rimane altro che ritornare nell’arena, chiamando a raccolta i vecchi compari di una volta per sfidare la tracotanza dei nuovi baby gangster privi di ogni etica.

domenica 13 settembre 2015

Desde allà [aka From Afar] ( Lorenzo Vigas , 2015 )



From Afar (2015) on IMDb 
Giudizio: 6.5/ 10

Armando è un uomo di mezza età , metodico, grigio, vicino all'apatia, svolge il suo lavoro da odontotecnico con grande scrupolosità; nel tempo libero abborda giovanotti di vita nelle strade di Caracas , se li porta a casa , li paga per spogliarsi mentre lui a debita distanza si masturba.
Quando il caso gli mette sulla sua strada di ossessione onanistica Elder, questi si dimostra ben poco propenso a prestarsi al gioco,lo deruba e lo picchia; nonostante ciò Armando prova per il giovane una attrazione che sembra andare oltre il semplice rapporto onanistico-marchettaro , motivo per cui si prende cura del ragazzo dopo che questo è stato picchiato a sangue, portandoselo a casa sua.


Anche Elder sembra cambiare il suo atteggiamento verso l'uomo: scambio di confidenza sull'infanzia trascorsa, sulla vita quotidiana e quando sarà il ragazzo ad avvicinarsi sarà Armando a respingerlo.
L'uomo ha anche un altro tarlo che lo macera: la ricomparsa dell'anziano padre verso cui prova un odio sconfinato cui il giovane amico, quasi fosse una prova di amore, mette fine ammazzando il vecchio e riavvicinando a sè in maniera più tangibile Armando.

venerdì 11 settembre 2015

Behemoth [aka Beixi moshuo] ( Zhao Liang / 赵亮 , 2015 )




Behemoth (2015) on IMDb
Giudizio: 9.5/10


Nel Libro di Giobbe Behemoth è una creatura invincibile, che placa la sua voracità divorando le montagne, nulla è in grado di fermarlo se non  il Dio che lo ha creato; sulla Mostra del Cinema di Venezia il film dal titolo omonimo del regista cinese Zhao Liang irrompe come una saetta che sprigiona una luminosità e una potenza inaudite, folgorando lo sguardo e i sensi dello spettatore.
L'inizio dell'opera è di una potenza memorabile che con grande disinvoltura pienamente coerente si lega alla Comedia dantesca: "nel mezzo del camin di nostra vita…" sono le prime parole dell'immaginario viaggiatore dal bordo degli enormi buchi che a cerchi concentrici penetrano le viscere della terra nei maestosi paesaggi di solitudine dove regna(va) la natura più ostile del nord della Cina: le miniere di carbone viste dal bordo dell'enorme squarcio nella terra sembrano la rappresentazione iconografica più classica dell'inferno dantesco.


Zhao Liang ci accompagna, lui moderno Virgilio proveniente da una terra lontana, nel dolore di un inferno che si appalesa come un enorme stupro della terra ma che ci trasmette come una lacerazione dell'anima e del corpo dei numerosi minatori dalle facce dipinte per sempre di nero.

Heart of a Dog ( Laurie Anderson , 2015 )




Heart of a Dog (2015) on IMDb
Giudizio: 3/10

Settantacinque minuti di fluire ininterrotto di immagini, spesso ripetute con la mediazione di filtri diversi e a velocità differenti, il suono sempre presente, ma soprattutto le meditazioni di una artista sotto forma di riflessione escatologica con riferimenti letterari-filosofici piuttosto impegnativi ( David Foster Wallace, Ludwig Wittgenstein, Soren Kierkagaard, il buddhismo) in relazione al rapporto con l'amata cagnetta e con la madre: l'ardita opera di Laurie Anderson, musicista, pittrice, sperimentatrice di orizzonti audiovisivi da ormai oltre 40 anni, artista a 360 gradi insomma, è però un guazzabuglio pretenzioso mal riuscito in cui la regista fonde i suoi filmati personali sfocati e i suoi disegni con una teoria interminabile di parole, chiacchiere, riflessioni personali, commenti storico-politici senza un minimo di organicità ove si escluda il suo intimo omaggio alla amata cagnolina ( la vera star del film) attraverso la quale Laurie Anderson ci espone le teorie buddhiste su quanto avviene dopo la morte, il peregrinare dell'anima nel Bardo per 49 giorni, una tappa di passaggio nella trasformazione che l'essere subisce dopo la dipartita.

mercoledì 9 settembre 2015

Anomalisa ( Charlie Kaufman , Duke Johnson , 2015 )




Anomalisa (2015) on IMDb
Giudizio: 6/10

In una Mostra un po' intristita da opere che non sempre hanno offerto grandi momenti di Cinema, l'arrivo dei pupazzi e della  stop-motion di Anomalisa, codiretto da Charlie  Kaufman e Duke Johnson, porta una ventata di curiosità e tutto sommato di freschezza. Non che il film del regista e sceneggiatore americano sia destinato a rimanere negli annali del Cinema, ma se non altro avvia un tentativo tecnico di racconto innovativo nel quale si innestano le tematiche che Kaufman sviscera di frequente nei suoi lavori.
Michael Stone è un autore di successo che ha pubblicato numerosi libri sul tema del customer service, viaggia da Los Angeles a Cincinnati per tenere una conferenza e l'approdo nella città dell'Ohio diventa l'occasione, quasi fortuita, di fare i conti con se stesso e con le sue incapacità a relazionarsi , testimoniate da un menage famigliare molto ortodosso e grigio e da numerose storie passate finite male.

lunedì 7 settembre 2015

Lost and Love / 失孤 ( Pang Sanyuan / 彭三源 , 2015 )




Lost and Love (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Una giovane donna cerca disperata la figlia di due anni rapita, un uomo di mezza età percorre la Cina in lungo e in largo da 15 anni alla ricerca del figlio rapito, un giovane meccanico , rapito anch'esso all'età di quattro anni e rivenduto , vuole ritrovare la sua famiglia facendo ricorso ad un solo flebilissimo ricordo: Lost and Love va dritto al problema che affligge la Cina moderna, quello dei rapimenti di ragazzini poi rivenduti dai trafficanti a nuove famiglie ; meno di un anno fa alla Mostra del Cinema di Venezia, fu Peter Chan a presentare una storia ( Dearest ) basata sulla stessa problematica: sono circa 80 mila l'anno i casi di rapimenti minorili a dimostrazione della vastità del problema.


Pur scegliendo questa tripartizione narrativa, che tale è solo nell'intreccio e che tutto sommato toglie più di quanto regala, il filo conduttore del racconto si impernia sul contadino cinquantenne che dopo 15 anni ancora non si è arreso alla scomparsa del figlio: percorrendo in moto il paese da un angolo all'altro l'uomo dapprima si imbatte nell'accorato appello scritto sul volantino della madre che vediamo all'inizio, poi nel giovane meccanico che vorrebbe tornare alla sua famiglia; per ogni caso di sparizione di cui viene a conoscenza, l'uomo issa la sua bandiera che riporta il ritratto del ragazzino rapito e riprende il giro della Cina, inseguendo le labili tracce che tramite la rete e i social network gli vengono fornite.
L'incontro col giovanotto diventa però anzitutto un confronto: i due potrebbero essere padre e figlio e ben presto tra di loro, partiti assieme in un viaggio senza meta alla ricerca di un ponte , unica traccia nella memoria del giovane, si crea una tensione pronta ad esplodere.

giovedì 3 settembre 2015

Non escludo il ritorno ( Stefano Calvagna , 2014 )


Giudizio: 7.5/10

La decisione del Festival di Roma del 2014 di non selezionare Non escludo il ritorno fu accolta con una pacifica quanto clamorosa protesta da parte del cast e della troupe durante la Conferenza Stampa di presentazione della rassegna; a quasi un anno di distanza la visione del film di Stefano Calvagna sulla figura di Franco Califano e il giudizio retrospettivo sulle pellicole presenti a quel Festival, soprattutto quelle italiane,  dimostrano che quelle proteste qualche fondamento potevano averlo.
Non escludo il ritorno è infatti un lavoro che, seppur non privo di debolezze e di qualche pecca, il suo senso ce lo ha, quello di presentare un ritratto di un grande cantautore sempre troppo sottovalutato che si erge a sentito omaggio a poco più di un anno dalla morte.


Il lavoro di Calvagna, autore controverso nella cui gerla comunque conserva buone prove passate, è il racconto del percorso artistico ed umano del cantante a partire dai primi anni del nuovo millennio fino alla morte, in quella fase in cui Califano tentò con tutte le sue forze di emergere dal limbo in cui era ( e si era) relegato; il regista, che del cantante era anche amico,  ha voluto dipingere un ritratto molto umano e molto poco professionale, privilegiando il volto quasi crepuscolare che Califano offrì a chi lo conosceva bene negli ultimi anni della sua esistenza.
Non escludo il ritorno è insomma il disegno per immagini della parabola finale della vita artistica e personale di Franco Califano, partendo dal tentativo di tornare sul palco accettando anche platee quasi squallide e periferiche (matrimoni, feste) pur di tornare a respirare l'aria che fa sentire vivo ogni artista, quella del palcoscenico.

lunedì 31 agosto 2015

Corn Island ( George Ovashvili , 2014 )




Corn Island (2014) on IMDb
Giudizio: 9/10

Il fiume Inguri nasce dalle catene montuose della Georgia che toccano i 4000 metri e prima di gettarsi nel Mar Nero segna il confine tra la Georgia stessa e la Repubblica Autonoma di Abkhazia, autoproclamatasi indipendente , in conflitto dichiarato da ormai più di due decenni.
Il fiume in primavera, gonfio d’acqua per il disgelo trasporta a valle una gran quantità di detriti che depositandosi creano delle piccole isole composte da terreno fertile e che gli abitanti del luogo usano come terreno di coltura utile per le scorte invernali.
Il vecchio con la barca si avvicina all’isolotto e quasi ripetendo un rito ancestrale ne tasta la consistenza ed il sapore del terreno per poi piantare uni stendardo come farebbe un pioniere che cerca fortuna oltre la frontiera.


Giorno dopo giorno l’uomo, in compagnia della nipote adolescente, costruisce la sua dimora provvisoria, ara il terreno , lo annaffia , riposa scaldandosi al sole dell’ormai prossima estate, consuma i suoi pasti a base di pesce appena pescato o essiccato; in breve l’isolotto diventa una rigogliosa piantagione di mais.
La calma del fiume è rotta solo dal frequente via vai di barche in ricognizione, ora abkhaze ora georgiane, e dal rumore degli spari che giungono dalla terra ferma; la guerra è lì ad un passo ma sembra diluita nel paesaggio dominato dalla natura almeno fino a quando un soldato georgiano ferito trova riparo tra le alte piante di mais.
Il vecchio, abkhazo, presta soccorso all’uomo inseguito dai nemici e dai connazionali che vogliono metterlo in salvo, finchè il soldato non lascerà l’isola ritornando alla sua sporca guerra.

martedì 25 agosto 2015

Monk Comes Down the Mountain / 道士下山 ( Chen Kaige / 陈凯歌 , 2015 )




Monk Comes Down the Mountain (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Dopo aver co-prodotto l’ultimo lavoro di Jiang Wen ( Gone With the Bullets) la Columbia Pictures replica il suo impegno in Cina collaborando alla produzione del nuovo film di Chen Kaige, acclamato regista della Quinta Generazione di cineasti cinesi: Monk Comes Down the Mountain è opera ricca di ambizione nella quale l’aspetto tecnico al servizio del 3D e la tematica più intima del racconto cercano di trovare un difficile punto di incontro e di fusione.
Ispirandosi ad un romanzo di Xu Haofeng , che conosciamo non solo come regista apprezzato per l’interessante dittico The Sword Identity e Judge Archer, ma anche come sceneggiatore del ben più famoso e acclamato The Grandmaster di Wong Kar Wai, Chen Kaige costruisce un racconto che oscilla tra la più squisita tradizione del Martial Arts Movie , le sfumature fantasy e l’essenza filosofica del Taoismo e del Buddhismo come cardini delle arti marziali.


Il giovane He Anxia vive da sempre in un monastero maoista tra le montagne dove fu abbandonato ancora in fascia ed il cui abate gli ha fatto da genitore oltre che da mentore e maestro; questi con uno stratagemma spedisce Anxia nel mondo secolare degli anni 30 in una sfavillante Hangzhou raccomandandogli di perseverare nei dettami del taoismo.
Il giovane in città si trova davanti un mondo sconosciuto dove ogni cosa per lui è nuova e viene accolto dal medico Daoning come suo aiutante; Anxia riconosce nell’uomo il suo maestro, seguendo la logica a lui nota del rapporto mentore-allievo, motivo per cui quando l’uomo muore avvelenato il ragazzo , lungi dal cedere ai dettami filosofici acquisiti, mette in atto la vendetta contro i responsabili della morte.

sabato 22 agosto 2015

Paradise in Service / 軍中樂園 ( Doze Niu Chen-Zer / 鈕承澤 , 2014 )




Paradise in Service (2014) on IMDb
Giudizio: 8/10

Il minuscolo arcipelago di Quemoy strategicamente posizionato a poco più di un miglio dalle coste cinesi, è stato sin dall'inizio una delle roccaforti dei transfughi nazionalisti rifugiati a Taiwan, una testa di ponte dalla quale sarebbe dovuta partire la riconquista della madrepatria; per la sua importanza il governo nazionalista di Taiwan fortificò l'arcipelago dislocandoci decine di migliaia di militari sin dai primi anni 60.
In questo scenario, nei tardi anni 60, si volge la storia raccontata da Doze Niu in Paradise Service che ben si guarda dal dipingere un quadro bellico con implicazioni politiche; il regista infatti decide di raccontare gli eventi all'interno del bordello autorizzato e organizzato dalle forze armate sull'isola per tenere alto il morale di soldati.


Il protagonista della storia è il giovane Pao, inizialmente assegnato alla temibile e selezionatissima brigata dei Sea Dragon, battaglione d'elite , avanguardia a difesa di Taiwan; il ragazzo però non sa nuotare e non mostra la grinta necessaria per appartenere a quel corpo e grazie anche ai buoni uffici del Sergente Maggiore, tanto burbero quanto umano, viene trasferito proprio nel bordello militare con ruoli amministrativi.
Il bordello è un microcosmo colorato e ricco di umanità dove prostitute e clienti hanno la loro storia da raccontare , quasi sempre di disperazione e di separazioni causate dalla guerra civile e quella costa così vicina sembra volere ricordare loro il dramma vissuto.
Pao, ragazzo dai principi solidissimi, cerca di resistere alle tentazioni che i suoi vent'anni e la situazione gli mettono davanti in attesa di tornare a casa dalla sua fidanzata, ma inevitabilmente viene coinvolto nelle storie d'amore e di tragedia che permeano quel mondo isolato che è il bordello.

mercoledì 19 agosto 2015

Boy Eating the Bird's Food ( Ektoras Lygizos , 2012 )




Boy Eating the Bird's Food (2012) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

In una una Grecia che inizia inesorabilmente ad affondare sotto i colpi di una crisi economica e sociale di cui vediamo in questo periodo gli esiti catastrofici, il regista Ektoras Lygizos ambienta la sua opera prima, un durissimo racconto di disperazione e di sconfitta che ha come protagonista un giovane ridotto a vivere in maniera miserrima per il quale il solo procacciarsi il cibo è problema quasi insuperabile.
Il giovane vive solo in una casa dove è stata tagliata anche la fornitura di acqua, non ha un lavoro, nè quello cui aspira di cantante lirico nè quello ben più proletario in un call center che abbandona subito perchè non incline ai patteggiamenti telefonici; l'unico sprazzo di vitalità è la sua convivenza con un canarino con cui divide i piccoli resti di cibo che riesce a recuperare siano essi le sementi per uccelli o un fico mezzo marcio o qualche briciola che recupera nella casa di un anziano che abita sotto a lui.
Cacciato dalla casa per non aver pagato l'affitto, morto il vecchio vicino di casa presso la cui casa raccatta qualcosa da poter vendere, il protagonista si ritrova a cercarsi una rifugio in compagnia del fidato canarino.


Le rovine di un edificio presso cui sono accumulate statue classicheggianti diventa la sua nuova casa dove lasciare l'amato uccellino e da cui partire per le peregrinazioni in città alla ricerca di cibo.
Distaccandosi in maniera netta dagli autori della New Wave greca che tanti riconoscimenti hanno riscosso in giro per il mondo coi loro lavori taglienti ma quasi asettici, Lygizos opta per uno stile neorealista ermetico che sembra avere nel cinema dei fratelli Dardenne il suo punto di riferimento principale: dialoghi quasi assenti, macchina da presa spesso sulla nuca del protagonista al suo costante inseguimento, racconto scarno nel quale però trovano spazio momenti duri. 

giovedì 13 agosto 2015

Una Nuova Amica ( Francois Ozon , 2014 )




The New Girlfriend (2014) on IMDb
Giudizio: 7/10

Claire e Laura sono legatissime da quando hanno 7 anni: pomeriggi trascorsi insieme, giochi , promesse di eterno legame scolpite nella corteccia dell'albero e bagnate col sangue; un legame che forse ha anche i connotati del morboso e che le porta a compiere quasi in contemporanea i gesti consueti della vita; Laura però muore lasciando il marito David con la figlioletta di sei mesi e per Claire è un dovere morale non far mancare loro il suo aiuto.
Tutto questo è concisamente ma efficacemente raccontato nella primissima parte del film introdotto da un beffardo incipit sui titoli di testa che rasenta il macabro: la Laura che vediamo scrupolosamente vestita da sposa non sta andando all'altare bensì giace nella bara pronta per essere seppellita.


Ci pensa David a regalare al film l'esplosione che lo guiderà verso mete lontane: lui ama vestirsi da donna, un segreto che solo la defunta moglie conosceva e che aveva però con la sua femminilità tenuto a freno, Claire lo scopre e dapprima l'uomo cerca di convincerla che lo fa per regalare una immagine femminile alla figlioletta ma ben presto la menzogna cade: David lo fa per sè, forse perchè la perdita di Laura ha fatto tornare a galla suoi vecchi desideri, o forse semplicemente perchè ciò gli dona piacere.
L'iniziale sdegno di Claire lascia il posto alla curiosità e poi alla fantasia e all'attrazione vera e propria: David diventa l'immagine della amata amica, lo stimolo delle sue fantasie cui l'uomo reagisce con l'attrazione per lei: insomma una donna che è attratta da un uomo che fa la donna ma che ha desideri intimamente maschili; finchè David è Virginia (alter ego travestito) Claire si lascia travolgere, quando David riacquisisce anche per un solo momento i connotati da uomo Claire fugge, ma soprattutto questo tourbillon di identità sessuali deboli e precarie esplode nelle fantasie , nel feticismo di lingerie e rossetti indossati dal maschio accentuando il senso di incertezza e di dubbio.
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