Giudizio: 6.5/10
Quante volte nella nostra vita di tutti i giorni ci siamo fermati ad osservare e a riflettere sulla enorme spietatezza dei disegni del fato? I suoi meccanismi e ancor più i suoi effetti a volte spaventano ma soprattutto lasciano senza parole i suoi fili impercettibili, apparentemente casuali, che in un attimo si riannodano facendo diventare possibile quello che appariva inconcepibile.
Jerzy Skolimowski in 11 Minute ci offre un saggio cinematografico sulla forza del fato che a sua volta dimostra come la nostra esistenza sia sempre un pericoloso percorso sull'orlo di un baratro imperscrutabile: in un'ora e mezza di film ci racconta come 11 minuti anonimi della vita di un gruppo di persone possa tramutarsi in un mirabile e spietato disegno del destino.
Una giovane attrice che deve incontrare un regista per un provino non proprio convenzionale, il marito di lei macerato dal dubbio e dalla gelosia, un fattorino-spacciatore ed il padre venditore di hot dog accusato di insidiare giovani alunne di una scuola, un lavavetri di quelli che lavorano sulle finestre dei grattacieli, un giovane impegnato in una improbabile quanto grottesca rapina ad un banco dei pegni, un equipe paramedica impegnata in un soccorso, una gruppo di suore a spasso per la città e una giovane confusa e sbadata; tutte persone che nulla hanno a che fare tra di loro tranne il fatto di trovarsi tra 17.00 e le 17.11 nello stesso spazio urbano e alle quali la coincidenza di piccoli eventi concatenati si para davanti senza possibilità di fuga.
Per la stessa ammissione del regista tutto nasce dalla costruzione della scena finale, autentico saggio cinematografico nella sua interezza (regia, montaggio musica): qualcosa che Skolimoski ha immaginato e alla quale approda ricostruendo a ritroso le condizioni casuali che consentano al destino di agire.



