venerdì 23 dicembre 2016

After the Storm ( Kore-eda Hirokazu , 2016 )




After the Storm (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Con After the Storm, transitato anche esso per Cannes, seppure nella sezione collaterale di Un Certain Regard, Kore-eda Hirokazu, prosegue nel suo ormai ventennale racconto sulle relazioni famigliari e sui loro sviluppi in rapporto al singolo individuo.
I film di Kore-eda hanno quel marchio talmente netto e inconfondibile da risultare da subito ben connotati, coerenti con la ricerca cinematografica del regista sia dal punto di vista del linguaggio che da quello dello stile.
Lungi dall'essere un limite , come da qualche parte viene riferito, la famigliarietà delle atmosfere e delle tematiche raccontate, sono per lo spettatore un modo per potersi calare senza grosse difficoltà nella trama della pellicola.
After the Storm in tal senso è l'ennesima prova della grande capacità del regista giapponese di raccontare una quotidianità talmente semplice da poter sembrare quasi banale, salvo poi accorgersi che quello a cui assistiamo è veramente il racconto di vite che dallo schermo vanno a stuzzicare le nostre corde interiori.


La storia ha per protagonista Ryota, un tempo romanziere di successo ma ormai da dieci anni svuotato di ogni ispirazione  e ridotto a svolgere un lavoro da detective privato da quattro soldi, dopo che la famiglia è andata distrutta con la separazione dalla moglie Kyoko e dal figlio Shingo che può vedere una volta al mese, giusto allo scadere del termine per pagare la rata mensile di sostentamento; come non bastasse Ryota è impelagato in maniera compulsiva con le scommesse dove sperpera quel poco che riesce a mettere insieme. Una vita insomma alla deriva, sulle orme di un padre , morto da poco, bugiardo e scommettitore incallito anche lui di cui neppure l'anziana madre che vive da sola riesce a serbare un ricordo positivo.
Ryota però ancora non riesce a farsi una ragione della separazione, spia la moglie col suo nuovo compagno e carpisce al figlio informazioni sulla donna.

mercoledì 21 dicembre 2016

Wang Mao / 我不是王毛 ( Zhao Xiaoxi / 赵小溪 , 2014 )




Wang Mao (2014) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Presentato al Festival di Shanghai nel 2014, Wang Mao solo nello scorso marzo ha visto la luce nelle sale cinesi; film indipendente a basso budget di un regista neppure tra i più conosciuti, è però un esempio tipico di lavoro intelligente che mostra un suo stile peculiare.
Ambientato nell'epoca dell'invasione giapponese nel nord ella Cina, il film si apre con il ritorno a casa di Gou Sheng, presso la famiglia adottiva che lo accolse alla morte dei genitori; il ragazzo ha trascorso 10 anni al Tempio Shaolin per imparare le arti marziali, ma in effetti , come riferisce, ha soltanto trasportato acqua per tutto quel tempo.
Guo Sheng ha solo un aspirazione nella vita: sposare Xinger la sorella adottiva per la quale il padre richiede però in dote una casa da costruire; quando l'Armata Nazionalista arriva nel villaggio per reclutare uomini da mandare al fronte il padre di Xinger propone a Guo Sheng di partire in guerra al posto del fratellastro Wang Mao, un sempliciotto mezzo scemo, e al ritorno potrà sposare la ragazza; l'arruolamento inoltre consente al protagonista di guadagnare qualche soldo per le future nozze.


Sopravvissuto quasi miracolosamente alla disfatta delle truppe nazionaliste Guo Sheng torna in paese, dove , tra l'altro, deve far fronte alle pretese su Xinger del capobrigata di villaggio, il tipico opportunista che si fa forza del ruolo di piccolo potere che ha.
Stavolta è l'esercito cinese fantoccio dei giapponesei che cerca reclute e Guo Sheng riparte in guerra intascando ancora qualche soldo, sebbene anche stavolta fugga ben presto, rifiutandosi di sparare contro i suoi connazionali.
Infine è la volta dell' Armata comunista , ma stavolta in Guo Sheng c'è forse anche qualche altra motivazione che lo spinge ad arruolarsi.
Nonostante il tono generale da commedia che anima il film il finale è all'insegna del dramma profondo e della inevitabile iniezione di retorica nazionalista antigiapponese.

domenica 18 dicembre 2016

Line Walker / 使徒行者 ( Jazz Boon / 文偉鴻 , 2016 )




Line Walker (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

Spin-off della celebre serie televisiva del 2014 della TVB HKese, enorme successo di pubblico e di critica, Line Walker del medesimo regista della serie TV Jazz Boon è un film che cerca di attingere ai sapori antichi del cinema di genere di Hong Kong; senza volere tornare a scomodare modelli ormai storici quali Infernal Affair, gli ingredienti della storia sono tra i più classici ed utilizzati per i crime movie della ex colonia britannica.
Coinvolgendo tre fra le star più amate , opportunamente miscelate con alcuni degli attori della serie Tv, Jazz Boon intesse un racconto imperniato su un nucleo investigativo della polizia impegnato nel tentativo di stroncare un traffico di droga; durante le indagini riemerge come un fantasma uno dei poliziotti infiltrati, dato per morto insieme ad altri colleghi nel momento in cui, per salvare gli infiltrati , uno dei capi, prima di morire, cancellò i loro dati dal computer centrale , lasciando così i poliziotti abbandonati al loro destino.


Colui che sotto il nome in codice Blackjack si spaccia per l'infiltrato e che sembra conoscere il codice per poter permettere il suo riconoscimento è al momento uno dei bracci destri di un potente gangster che tenta la scalata ai vertici della malavita locale.
I due oltre che compari di lavoro sono fortemente legati, perché nel passato un pericolo scampato assieme cementò in loro una profonda amicizia.
Quando però le cose inizieranno ad assumere un aspetto ben più articolato di quanto sembrava all'inizio, non solo la polizia, ma anche i gangster si troveranno di fronte a sorprese e a scelte difficili: forse essere un infiltrato non è un lavoro da evitare come la peste.
Come dicevamo il topos narrativo dell'infiltrato che si crea la nuova identità da malavitoso stringendo amicizie sincere ma pericolose è uno dei più utilizzati nel film di genere HKese, ed è un filone narrativo che di solito paga sempre, perché permette di sfruttare le ambigue e molteplici sfaccettature dei rapporti e delle situazioni che si creano: Line Walker non viene meno a questa regola, incentrando buona parte del racconto sul rapporto tra infiltrato e malavitoso.

giovedì 15 dicembre 2016

Xuan Zang / 大唐玄奘 ( Huo Jianqi / 霍建起 , 2016 )




Xuan Zang (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

La figura del monaco buddhista cinese Xuan Zang è prevalentemente conosciuta, soprattutto in ambito cinematografico, per essere stata ispiratrice di uno dei protagonisti del romanzo Viaggio in Occidente di Wu Cheng'en a sua volte fonte inesauribile di trasposizioni cinematografiche; il romanzo scritto circa 1000 anni dopo l'epoca Tang in cui il monaco visse è una versione mitizzata, fantastica, popolare e morale del viaggio che Xuan Zang compì per 16 anni verso l'India alla ricerca dei sacri testi buddhisti.
Ma al di là del personaggio quasi fantastico che ci viene presentato nel romanzo, la figura di Xuan Zang ha chiarissime connotazioni storiche in quanto lui stesso fu autore di un resoconto dettagliato del suo viaggio, popolato non solo di tematiche filosofiche e religiose ma anche antropologiche al punto che taluno ha visto nel monaco buddhista quasi un precursore di Marco Polo in versione orientale, oltre che un prezioso testimone di civiltà quasi sconosciute.


Sulla figura storica di Xuan Zang, quindi spogliata da compagni di viaggio immortali e demoni, il regista Huo Jianqi costruisce il suo racconto in quella che è la prima coproduzione indio-cinese, destinata quindi ad aprire la collaborazione tra le due cinematografie più grandi e ricche dell'oriente.
Il racconto parte dal momento in cui il monaco decise di intraprendere il viaggio, incoraggiato dall'imperatore , sfidando i rischi e i pericoli , forte del suo fervore.
Il prologo alla storia si svolge nei giorni nostri a Mumbai dove un giovane studente chiede presso una biblioteca universitaria il testo  scritto da Alexander Cunningham sulla antica geografia dell'India nella quale l'archeologo racconta come i suoi studi furono indirizzati dalle testimonianze di Xuan Zang.
Superando la ritrosia dei governatori delle provincie di confine inizialmente decisi a non concedere al monaco la possibilità di varcare i confini dell'impero , sottoposto in quell'epoca a frequenti attacchi dall'esterno, Xuan Zang riesce ad intraprendere il suo viaggio avventuroso tra banditi e il deserto del Gobi, carovane sulla via della seta e montagne impervie, riuscendo a raggiungere l'India fino al Tempio di Nalanda, meta finale del viaggio, dove sono conservate le sacre scritture.

lunedì 12 dicembre 2016

A Chinese Odyssey:Part Three / 大话西游3 ( Jeffrey Lau / 劉鎮偉 , 2016 )




A Chinese Odyssey: Part Three (2016) on IMDb
Giudizio: 4.5/10

Che bisogno aveva Jeffery Lau di riesumare dall'olimpo cinematografico in cui è relegato il suo dittico di A Chinese Odyssey da oltre vent'anni per dirigere questa ipotetica terza parte?
La domanda scaturisce spontanea al termine della visione di A Chinese Odyssey: Part Three ed in essa è contenuto tutto il giudizio sul film.
L'impressione forte è che l'ultimo lavoro di Lau sia una operazione commerciale estrema da parte di un autore geniale , che ha fatto la storia del cinema di Hong Kong e che sembra ora dibattersi in un periodo difficile con chiaro deficit di ispirazione.
Come non bastasse il richiamo alle due splendide opere , Lau , fedele al suo stile di piluccare qua e là, mette in piedi un racconto che ha molte affinità con il bellissimo Journey to the West: Conquering the Demons di Stephen Chow, che dei due capitoli di A Chinese Odyssey ( Pandora's Box e Cinderella ) fu l'interprete, con il risultato di rendere ancora più deludente la sua ultima fatica.


La Terza Parte di Chinese Odyssey infatti tratta di quanto avviene prima del viaggio ad occidente del monaco Xuanzang in compagnia dello Scimmiotto e dei suoi compari: un viaggio nel tempo per rimettere le cose a posto scompaginate dall'errata scrittura del fato da parte dell'Imperatore di Giada.
Demoni inquieti, umani che hanno viaggiato nel tempo e che vogliono cambiare il destino venendo meno alla legge di accettare tutto quello che il fato ha riservato, amori che uniscono demoni, immortali ed umani, un disegno divino da rispettare: di questo frullato narrativo si nutre la pellicola di Lau, sopraffatta da un digitale che definire invadente è poco, capace di mettere in un angolo persino un action director quale Corey Yuen.

domenica 11 dicembre 2016

Call of Heroes / 危城 ( Benny Chan / 陈木胜 , 2016 )




Call of Heroes (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Dopo aver ridato vigore al film di genere noir-poliziesco HKese con The White Storm nel 2013, chiaro omaggio del cinema eroico di John Woo e della New Wave di Hong Kong, con Call of Heroes Benny Chan dirige un film dal sapore antico, wuxia nel quale sono fin troppo evidenti, fino ad assumere i tratti della vera e propria citazione, i richiami allo Spaghetti Western e al Kurosawa de I Sette Samurai e di Yojinbo; Call of Heroes, pur essendo una chiara operazione commerciale da tipico blockbuster, è film che troverà molti estimatori perchè comunque le tematiche fondamentali del genere western, rivisitate in stile orientale ci sono tutte.
Il racconto parte nel 1914 , subito dopo la caduta dell'Impero Qing e con il paese di fatto in mano ai signori della guerra che soprattutto nel nord  tiranneggiavano come satrapi forti di eserciti personali, quasi tutti retaggio del disfacimento della macchina militare imperiale.


In una piccola città cercano riparo i sopravvissuti di una strage compiuta dall'esercito guidato da Cao Shaolun, figlio di uno dei signori della guerra più sanguinari, tra i quali un gruppo di ragazzini scampati al massacro per merito della loro insegnante; il villaggio , assente l'esercito ufficiale impegnato in una campagna bellica , è sotto il controllo di Yang Kenan, vero e proprio alter ego degli sceriffi di frontiera, insieme al suo piccolo manipolo di uomini.
Yang gestisce il villaggio con metodi pacifici e orientati al buon senso e al rispetto della giustizia; quando come un fantasma vestito di bianco , di mattina presto nel villaggio giunge il famigerato Cao che uccide in una taverna tre persone tra cui un ragazzino e la intrepida insegnante che aveva salvato gli scolari, Yang non può fare a meno di incarcerarlo, subendo ben presto le minacce dei generali dell'esercito di Cao giunti a liberarlo.

lunedì 5 dicembre 2016

Crosscurrent / 长江图 ( Yang Chao / 杨超 , 2016 )




Crosscurrent (2016) on IMDb
Giudizio: 8.5/10

Crosscurrent è un film difficile; lo è perchè è una di quelle opere che fa appello non alla razionalità , ma allo spirito, alle emozioni, azzerando domande che potrebbero sorgere spontanee durante la visione: chi è quella ragazza? chi ha scritto quel diario? cosa significa quel gesto? Dimentichiamoli quesiti del genere perchè il racconto del film è un incedere di emozioni trasportate con la stessa calma e la stessa regolarità con cui il grande Fiume Azzurro dà vita alle migliaia di imbarcazioni che ogni giorno lo solcano lungo gli oltre 5000 km del suo corso.
Yang Chao mette al centro della sua opera lo Yangtze, da noi in occidente conosciuto come Fiume Azzurro, lungo il quale il giovane Chun opera come trasportatore con la sua barca, poco più di un ammasso di ferraglie: il viaggio inizia a Shanghai, dove il fiume sfocia  e risalendolo, scandito da un diario che ci ricorda i giorni di navigazione e le città in cui fece tappa un ignoto (forse...) viaggiatore del fiume che Chun trova all'interno della nave, ci porta fino alla sorgente.


Ogni città mette l'uomo di fronte ad una donna , sempre immutabilmente la stessa che fa pensare ad una elaborazione di un amore tormentato e perduto; ed è così che il fiume diventa l'arteria principale dell'esistenza di Chun attrverso quel diario dai tratti scoloriti; alle sorgenti del fiume, fra le nevi del Tibet il viaggio termina e trova (forse...) un'epilogo della storia intima del protagonista.
Dalle nebbie notturne di Shanghai dove il fiume offre il suo alveo ad una miriade di navi e ad una vita che pullula nei porti e lungo le rive, fino alle città della provincia attraverso una vastità che prende le sembianze del mare, dai suoi mille meandri che si allargano dal corso principale fino alle Tre Gole dove l'uomo ha osato modificare la natura, il fiume porta con sè riflessioni sul buddhismo, monasteri, miti, leggende, ma soprattutto un ribollire di sentimenti , rabbia e dolore, speranza e malinconia: i versi che Chun legge dal diario riecheggiano la poesia della letteratura classica cinese, dove la passione si perde nella nostalgia e nel dolore.
I due protagonisti si inseguono sulle rive del fiume, si incontrano, si amano, si abbandonano, ed il viaggio di Chun è lo scorrere guidato dal fiume dei suoi sentimenti; An Lu, la donna, cerca risposte dai monaci buddhisti sul peccato e sulla fede, forse perchè ha compiuto il primo e perso la seconda, il rincorrersi dei due protagonisti accompagna il nostro lento immergersi in una atmosfera che ondeggia tra l'onirico ed il fantastico.

sabato 3 dicembre 2016

Sully ( Clint Eastwood , 2016 )




Sully (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

Il 15 gennaio del 2009 il comandante Chesley "Sully" Sullenberger alla guida del volo US Airway 1549 partito dal Fiorello La Guardia di New York e diretto a Charlotte, si rese protagonista di un episodio di quelli che, dopo appena sette anni è già storia dell'aviazione civile: col velivolo in panne in seguito allo scontro con uno stormo di oche canadesi avvenuto pochi minuti dopo la partenza, decise di tentare l'ammaraggio nello Hudson, nel cuore di New York , convinto che la situazione non permettesse nè un ritorno all'aeroporto di partenza nè un atterraggio di emergenza in uno degli altri scali limitrofi .
L'incredibile operazione andò a buon fine, tutti i 155 passeggeri si salvarono e nell'arco di poche ore Sully fu elevato a rango di eroe a furor di popolo.


Il racconto di Clint Eastwood prende il via dai giorni seguenti l'incidente, quando Sully e il suo copilota furono chiamati a rispondere della loro azione di fronte alla agenzia federale che si occupa della sicurezza dell'aviazione civile: immerso nella gelida New York il protagonista vive il trauma post incidente popolato di incubi notturni, nei brevi periodi di sonno che riesce a concedersi, di dubbi e di incertezze sul suo operato, nonostante per tutto il paese sia ormai un personaggio leggendario.
Attraverso dei flash back che ci riportano a quei pochissimi minuti nei quali si consumò l'incredibile evento, assistiamo alla vivisezione psicologica di un uomo che lungi dall'essere e dal sentirsi un eroe mostra le sue debolezze e i suoi dubbi, alimentati dalla commissione di inchiesta che gli imputa un comportamento imprudente in quanto i dati in loro possesso sembrano dimostrare che esistesse la possibilità di effettuare un atterraggio di emergenza più convenzionale in uno degli aeroporti dell'area di New York.
Lungi dall'essere un classico disaster movie e tanto meno uno di quei lavori intrisi di retorica di facile presa, Sully è una opera che cerca di mettere al centro del racconto la figura umana del pilota, personaggio molto aderente alla carrellata di protagonisti eastwoodiani prodotta nella pludridecennale carriera dal regista.

giovedì 1 dicembre 2016

Il Cittadino Illustre [aka El Ciudadano ilustre] ( Gaston Duprat , Mariano Cohn , 2016 )




The Distinguished Citizen (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Daniel Mantovani è il primo scrittore argentino a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, alla cerimonia ufficiale, in rigoroso abito anticonvenzionale, lo scrittore pronuncia un discorso intriso di acida polemica e che suona come pietra tombale sulla sua attività di artista: l'avere avuto un simile riconoscimento da parte di scrittori, accademici e persino reali è sinonimo di omologazione, quindi la sua opera di artista è finita, pronto per la statua ed il museo.
Dopo cinque anni Daniel è ancora inattivo, vive pigramente a Barcellona dove la segretaria gli elenca i numerosi premi assegnatogli, le interviste richieste e le manifestazioni letterarie cui è invitato e che con fare annoiato e altezzoso regolarmente rifiuta; solo l'invito da parte della città di Salas , 800 km da Buenos Aires, dove nacque e dalla quale fuggì ormai 40 anni orsono sembra suscitare in lui un barlume di interesse.


Qualche giorno dopo Daniel, da solo, arriva a Salas, accolto come una delle grandi glorie della nazione ( Maradona, il Papa e Messi) : la città gli conferisce la cittadinanza d'onore anche perchè tutti i suoi romanzi sono ambientati in questa squallida e provinciale cittadina.
Qui Daniel incontra vecchi amici di infanzia, il suo amore giovanile e una serie di personaggi che in un modo o in un altro sembrano legati alle sue opere, realtà tangibile della sua opera di fantasia.
L'iniziale fervore col quale viene accolto, condito di surreali pacchianate, ben presto lascia spazio ad un crescente rancore perchè in fondo Salas è un luogo che nei ricordi e nella fantasia dello scrittore appare un concentrato di rozzezza e di volgarità che infastidisce i suoi abitanti.
Nel breve volgere di qualche giorno lo scrittore vedrà scorrere davanti a sè il suo passato e un presente fatto di una realtà che sembra addirittura voler superare la fantasia.

martedì 29 novembre 2016

The Donor / 捐赠者 ( Zang Qiwu / 臧启武 , 2016 )



Giudizio: 8/10

Dopo il successo ottenuto al Festival di Busan, anche il Torino Film Festival cinge la corona sulla testa dell’esordiente Zang Qiwu per il suo The Donor, film duro, spietato e drammaticamente poetico nel suo formalismo tutt’altro che astratto.
Prima di tessere le lodi di questo lavoro, di certo fra i migliori visti in questo anno cinematografico, va riconosciuta al Festival di Torino la capacità di perseguire imperterrito nella sua opera di divulgazione cinematografica alla quale troppe rassegne hanno ormai rinunciato: alla faccia degli strali , quasi sempre italici, sul presunto elitarismo di certi festival, sulla noia che suscitano certi film, soprattutto asiatici, la giuria del Festival ha ritenuto giusto rimanere ferma sul caposaldo che dovrebbe animare ogni rassegna, quello di presentare lavori e cinematografie che altrimenti rimarrebbero emarginata dai circuiti commerciali, stimolando la curiosità di coloro che non si accontentano più di un semplice pellicola mainstream buona per tutte le stagioni e tutti i gusti.


The Donor è film che attraverso la disamina di un problema che assilla la Cina da anni, quello del traffico di organi per trapianti, va ad analizzare una realtà ben più grande, quella di un paese in cui la corsa al consumismo porta larghe fette della popolazione a folle velocità verso il baratro, azzerando principi etici e morali, fino a superare ogni steccato.
In The Donor il protagonista è un silenzioso e mite uomo di mezza età, Yang , che svolge la sua attività di meccanico in una piccola bottega di periferia, assillato, come larga parte della popolazione cinese, dal problema del sostentamento della famiglia: il figlio è prossimo a sostenere l’esame di ammissione al collage e la moglie , da buona donna di casa, è attentissima alle finanze di famiglia.
Yang decide quindi di vendere un suo rene ad un “riccone”, nuova classe sociale della Cina capital-comunista, il quale vuole a tutti i costi salvare l’amatissima sorella gravemente malata; soldi in cambio del rene e la riconoscenza di Li Daguo, il riccone, e della sorella, il tutto all’oscuro della famiglia.
Sembra la svolta della vita, se non fosse che il trapianto fallisce e Li Daguo, tornerà a chiedere l’aiuto di Yang.

venerdì 25 novembre 2016

Old Stone / 老石 ( Johnny Ma / 马楠 , 2016 )




Old Stone (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

L’inquietante stormire di fronde di una enorme distesa boschiva apre il film a marchiare da subito un racconto che affonda nel dramma più gelido e tagliente; la stessa immagine la vedremo svariate volte negli ottanta minuti della pellicola, a rammentare quella inquietudine  quasi spaventosa e tragica.
Poi c’è un uomo fermo con la sua auto lungo una strada che osserva con attenzione una moto parcheggiata sulla quale poco dopo sale un altro uomo: il pedinamento ha inizio.
Tre mesi prima: Lao Shi un tranquillo uomo di famiglia investe un motociclista col suo taxi, spaventato dalle condizioni dell’uomo che giace sull’asfalto e sommerso dal vociare dei curiosi, visto che l’ambulanza non arriva, carica il ferito in macchina e corre all’ospedale, dove grazie alla tempestività dei soccorsi questi viene salvato; per Lao Shi il compito di pagare il conto delle prime spese, altrimenti l’uomo non verrà operato; questi è un immigrato da un’altra provincia e i famigliari non sono rintracciabili.


Dal momento in cui Lao Shi informa la polizia e l’assicurazione inizia per lui una odissea nella giungla della burocrazia e dei cavilli legali: aver agito in quel modo è stata una imprudenza perché non ha seguito le norme che regolano i risarcimenti assicurativi e la sua diventerà una battaglia come quella di Davide contro Golia, dalla quale inizialmente terrà fuori la moglie , fino a quando il conto in banca non sarà prosciugato, i soldi che sarebbero serviti per comprare un locale dove la moglie potesse aprire il suo asilo nido.
Una battaglia di coscienza che diventa poi di sopravvivenza e che come tale condurrà a scelte tragiche , scalfendo quella scorza di persona integerrima che riveste il protagonista.

domenica 20 novembre 2016

Lazy Hazy Crazy / 同班同學 ( Luk Yee-sum / 陆以心 , 2015 )




Lazy Hazy Crazy (2015) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Luk Yee-sum è stata negli ultimi anni costante collaboratrice come sceneggiatrice di Pang Ho-Cheung: Women Who Flirt , Vulgaria e Love in the Buff sono i lavori più recenti nei quali compare come autrice; per il suo debutto all regia, Pang produttore come si conviene per i collaboratori più stretti, Luk sceglie un film che potremmo definire in maniera molto vaga un dramma giovanile, quindi ben lontano dalle tonalità dei lavori di Pang più recenti.
Lazy Hazy Crazy, rigorosamente storia vera come specificato all'inizio della pellicola, si incentra sull'amicizia fra tre teen agers, appena diciottenni e all'ultimo anno della scuola superiore; mentre due di esse Chloe e Alice sono due tipette sveglie e già rotte a tutte le esperienze e si guadagnano da vivere prostituendosi, Tracy si dichiara vergine ed è quindi bonariamente, ma neppure troppo, derisa dalle altre due.


Se qualcuno leggendo l'incipit pensasse al solito film in stile Pang fatto di pesanti allusioni, di scene pruriginose e di dialoghi da osteria portuale farà bene ad evitare la visione: il film di Luk è invece una alquanto pretenziosa disamina dell'universo post adolescenziale femminile nel quale la prostituzione va di pari passo con la scoperta dell'identità sessuale, condita dalla tematica sociale; le tre ragazze infatti provengono tutte da una realtà famigliare complessa: una di esse vive con la nonna, l'altra vive da sola, la terza ha i genitori che vivono all'estero, quindi il procurarsi i soldi diventa una necessità ed il sesso la strada tutto sommato più semplice per raggiungere l'obiettivo.
Su questo scenario la regista innesta la storia d'amore che vede tutte e tre le ragazze invaghite dello stesso compagno di scuola, il quale da buon maschio vive questo rimbalzare da una all'altra con un certo compiacimento.
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