domenica 9 settembre 2012

Quasi amici / Intouchables ( Olivier Nakache, Eric Toledano , 2012 )

Giudizio: 6/10
Il riccone malato e il badante africano

Guardando Quasi amici, ennesima ridicola trasposizione di titolo italiota, ci si rende anzitutto conto di come possa essere risultato uno dei fenomeni cinematografici dell'anno.
Il film è una intelligente (e furba) miscela di tutto ciò che può far ridere e piangere, lasciando aperta tutta una gamma di soluzioni narrative che sguazzano liberamente nel sociale, nel politico, nelle riflessioni filantropiche etc etc.
A tutto ciò aggiungiamo una coppia di attori che risulta affiatata come neppure Stanlio e Ollio lo sono mai stati, che si completano e si contrappongono con la medesima facilità.
Inoltre, ciliegina sulla torta, la storia prende spunto da personaggi realmente esistiti, come a mettere un marchio di garanzia alla veridicità.
Tutto ciò non poteva non sortire risultati strabilianti, proprio perchè è chiarissimo, da subito, il disegno che c'è dietro alla pellicola, che, detto per inciso, nel complesso risulta positiva nonostante la stridente sensazione di qualcosa che è detto e fatto solo per metà, essendo la metà omessa "politicamente scorretta".

giovedì 6 settembre 2012

Painted Skin 2 : The Resurrection / 画皮II ( Wuershan /乌尔善 , 2012 )

Giudizio: 8/10
Demoni e uomini: è questione di pelle

Cinquecento anni dopo aver vissuto sprofondata nel ghiaccio per punizione, XiaoWei, la bella demonessa-spirito-volpe che abbiamo conosciuto in Painted Skin assetata di guai terreni e di cuori pulsanti, torna alla vita grazie allo spirito uccello che frantuma la spessa coltre di ghiaccio che la racchiude.
E' questo l'aggancio narrativo col quale Painted Skin 2 : The resurrection si erge a sequel del lavoro di Gordon Chan di quattro anni prima; Wuershan, geniale figura emergente del panorama cinematografico cinese riesce persino a raggruppare nuovamente gli attori principali del primo episodio (escluso Donnie Yen) , ma a parte XiaoWei, non c'è traccia di nessuno dei precedenti personaggi.
Raro esempio di sequel che sovrasta il primo capitolo, il lavoro di Wuershan offre una visione molto più passionale e visionaria del rapporto uomini-demoni che si estrinseca nell'impossibilità di poter far collimare i sentimenti; il regista arricchisce la storia con la giusta dose di ironia e di dissacrazione del genere al punto di avere l'onnipresente cacciatore di demoni che, sotto l'aspetto da ciarlatano un po' scemo, cova oltre alla passione amorosa per lo spirito-uccellessa anche il recondito desiderio di diventare a sua volta un demone.

Painted Skin / 画皮 ( Gordon Chan / 陈嘉上 , 2008 )

Giudizio: 7/10
I demoni che mangiano il cuore

Segno di una Cina che cambia, Painted Skin, film del 2008, è un lavoro che va ad affondare le sue radici narrative in un ambito, quello del soprannaturale abitato da fantasmi e da superstizioni, verso il quale la censura ha sempre fatto cadere la sua immancabile scure (così come il sesso e crime story oltre ai film di denuncia sociale), che però è parte fondamentale nella storia e nelle tradizioni della cultura cinese, affrontato sempre solo e soltanto da produzioni HKesi, come fu l'omonimo titolo del 1993, ispirato anch'esso alle novelle di Pu SongLing.
Se vogliamo usare come modello narrativo quello che a tutt'oggi rimane il totem cinematografico del genere, A Chinese Ghost Story di Ching SiuTung con Tsui Hark produttore, dobbiamo dire con non molta acqua è passata sotto i ponti, risultando quest'ultimo ancora una bella spanna superiore a Painted Skin, che da parte sua offre una rilettura della storia molto più in chiave fantasy, con qualche sprazzo di azione e con l'inevitabile corredo romantico-sentimentale, affrontato con il consueto tradizionale gusto cinese.

mercoledì 5 settembre 2012

Lethal Hostage / 边境风云 ( Cheng Er / 程耳 , 2012 )

Giudizio: 8.5/10
La redenzione per amore

Ning Hao, una delle figure più interessanti del recente panorama cinematografico cinese,produce questo lavoro di Cheng Er  che sceglie  un racconto molto atipico per il cinema cinese continentale, misurandosi in un genere che raramente si vede affrontato in Cina: Lethal Hostage è infatti una crime story piuttosto classica, in buona parte ripulita persino di quegli influssi HKesi di genere; è semmai un thriller molto "europeo" dal quale sembrano risalire a galla atmosfere da noir classico.
Al di là dei problemi che la censura crea sistematicamente alle crime story, Lethal Hostage riesce ad essere un interessante lavoro che vive soprattutto sulla atipicità, a partire da una struttura a capitoli che , se da una parte appare uno scimmiottare filoni tarantiniani, dall'altra conferisce la giusta matassa ingarbugliata che solo col procedere della storia si appalesa più chiaramente.

giovedì 30 agosto 2012

La faida ( Joshua Marston , 2012 )

Giudizio: 6.5/10
Il codice che regola le faide

Premiato come migliore sceneggiatura all'ultimo Festival di Berlino, l'opera seconda di Joshua Marston, lavoro dalla lunga e laboriosa genesi, è un altro viaggio antropologico con protagonisti sempre gli adolescenti nell'Albania, paese povero che cerca di spazzare via vecchi retaggi e agganciare la sgangherata locomotiva europea.
Adolescenti che guardano al futuro e alla tecnologia ma che sono incatenati alle tradizioni dall'antico codice d'onore del Kanun che plasma le loro esistenze in maniera indelebile.
Attento studio antropologico-etnologico, ma narrazione che spesso balbetta indecisa sulla strada da prendere.
Molto bravi e convincenti i due esordienti attori albanesi nei ruoli di fratello e sorella protagonisti della storia.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it 

The Dark Knight rises ( Christopher Nolan , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
L'epilogo (forse...) della leggenda

Giunge al termine col suo capitolo conclusivo la saga diretta da Christopher Nolan sulle gesta di Batman, un epilogo all'interno del quale il regista ripropone tematiche e situazioni tipiche già presenti nei due capitoli precedenti.
E' un atto finale in qualche modo coerente con la traccia narrativa impostata da Nolan: laddove termina The Dark Knight, inizia The Dark Knight rises, e Batman, travolto dal peso del crimine di cui si è accusato per creare un falso eroe, è sempre più avviato sul suo percorso di umanizzazione che snatura il suo essere super eroe; stanco, claudicante, autorecluso nella sua dimora, sembra più un pensionato in attesa che il tempo passi che un eroe epico difensore della giustizia.
Dopo otto anni di esilio e di tranquillità per Gotham City il destino torna a bussare alla porta di Bruce Wayne: il pericolo stavolta è un olocausto nucleare al quale il terrorista Bane vuole condurre la città come estremo atto catartico contro la sua corruzione.

domenica 26 agosto 2012

Motorway / 車手 ( Soi Cheang Pou Soi / 鄭保瑞 , 2012 )

Giudizio: 5/10
Tanto fumo ( di sgommate ) e poco arrosto

Inseguimenti in stile videotape attraverso una Hong Kong che non si sottrae ma al suo fascino, clangore di ferraglie accozzate, sgommate fumanti, orli di precipizi sfiorati, malviventi assi alla guida e poliziotti in perenne inseguimento fanno da substrato poco convincente ad un lavoro che accenna appena ai cardini dell'action movie HKese; non c'è amicizia virile nè melodramma e ancor meno rapporto maestro-allievo che possa risollevare le sorti di un lavoro tanto atteso dopo l'ottimo Accident.
La regia tecnicamente è valida (lo sapevamo) e Hong Kong si conferma teatro naturale stupefacente, ma purtroppo di buono c'è poco altro, compresi gli attori tra i quali neppure un fuoriclasse come Anthony Wong riesce a sollevarsi dal grigiore. Peccato.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

giovedì 9 agosto 2012

Floating city / 浮城 ( Yim Ho / 嚴浩 , 2012 )

Giudizio: 7/10
"Chi sono io ?" : la domanda quando si torna alle origini

Rappresentante di prestigio della New Wave HKese, Yim Ho trova spunto da una storia vera per raccontare una vita nata dalla violenza, cresciuta  nella barcopoli di Hong Kong dopo la guerra, dove ogni esistenza ha il suo valore commisurato alla forza lavoro e dove l'emancipazione  fino all'acquisizione dell'agognata cittadinanza britannica sotto i pennoni della Union Jack non cancella i legami con il passato.
E' la storia di un uomo di successo che guarda al passato e che ripercorre le tappe della sua esistenza, toccando quei temi da sempre cari al regista, tra crisi di identità e tradizione.
Grazie ad un eccellente Aaron Kwok, Yim Ho fa centro con un film che fa della poetica (anche troppa) della vita il suo cardine principale.
La recensione completa può essere letta su Linkinmovies.it

lunedì 23 luglio 2012

Fairy tale killer / 追凶 ( Danny Pang / 彭發 , 2012 )

Giudizio: 7/10
Le favole che uccidono

Meno prolifico del fratello Oxide, Danny Pang ha comunque lasciato traccia nei lavori di genere in cui la coppia dei fratelli si è cimentata per tanti anni e in questo Fairy tale killer mette in scena un thriller per molti versi classico che attinge a piene mani ai canoni del filone: c'è il killer spietato che agisce in una bizzarra maniera, c'è il detective dalla vita privata segnata e sull'orlo del baratro e quella professionale sul filo del rasoio, ci sono sviste investigative, omissioni, insabbiamenti, ci sono disegni frutto di menti devastate nei quali risiede l'enigma e c'è un pericoloso collimare di vita privata e attività investigativa che porta il poliziotto a confrontarsi con se stesso uomo di legge e uomo di famiglia.
Le favole del titolo danno una traccia psicoanalitica al racconto che affonda le sue lontane origini in soprusi infantili e in slanci di solidarietà malata , ma è anche un modo per instillare dubbi e interrogativi sulla diversità che nasce dal disagio ed in questo aspetto il film trova probabilmente i suoi momenti migliori, quando cioè si allontana dalla trama del classico thriller  ( la scena della barchetta costruita coi rifiuti è ad un passo dal commuovere).

venerdì 20 luglio 2012

The second woman / 情谜 ( Carol Lai MiuSuet / 黎妙雪 , 2012 )


Giudizio: 6.5/10
L'ossessiva ambiguità

Poliedrico personaggio del panorama cinematografico HKese con alle spalle 5 film , svariate sceneggiature e produzioni, Carol Lai dirige questo thriller psicologico su cui aleggiano forti ombre hitchcokiane che affondano le radici nella abusatissima situazione di ambiguità della personalità, al limite della schizofrenia.
E' una storia, neppure troppo intricata, in cui si mette in scena l'ossessione amorosa e quella artistico-professionale, lo scambio ripetuto e contorto di personalità, il palcoscenico, luogo della finzione per eccellenza, che diventa lo specchio e la fenomenologia della realtà; tutto ruota su una coppia di sorelle gemelle pericolosamente accomunate dalla passione per lo stesso uomo e per la recitazione, così uguali tra di loro nell'aspetto, ma nel profondo diverse e, a modo loro, diaboliche.
E' infatti un duello di ambiguità quello che la regista mette in mostra, giocando su eventi che scompaginano le esistenze e rimescolano le personalità, in un rincorrersi , a volte confuso a dire il vero, che sostiene una atmosfera da thriller dove però tutto sembra già scritto in maniera chiara ben prima che avvenga.

mercoledì 18 luglio 2012

Himizu ( Sion Sono , 2011 )

Giudizio: 7.5/10
L'apocalisse della famiglia 

In attesa del parto distocico dell'attesissimo Lord of Chaos, Sion Sono sforna un lavoro dal sapore antico che va a rimestare nelle tematiche espresse in molti dei precedenti film.
Himizu è un lavoro di piluccatura nel quale trovano spazio le tematiche e le ossessioni più care al regista giapponese: e allora sotto con l'adolescenza disastrata, psico-sociopatici votati allo sterminio, nazisti con i capelli a forgia di SS, teppistelli violenti e cani sciolti, yakuza con medaglioni da rapper che si grattano le palle in continuazione, padri violenti che attirano vendette, genitori che costruiscono forche luminescenti e colorate per i figli istigandoli al suicidio, famiglie disintegrate ed esplose fragorosamente e perfino il solito , seppur brevissimo , sguardo voyeur-sado-masochistico.
Tutto racchiuso nella prima parte del film in maniera organica e tutto sommato accattivante nella sua durezza e crudeltà psicologica.

lunedì 16 luglio 2012

The Empress Dowager / 倾国倾城 ( Li HanHsiang / 李翰祥 , 1975 )

Giudizio: 7/10
CiXi e il tramonto dell'Impero

Dodici anni dopo avere raffigurato sul grande schermo l'imperatrice Wu, il regista Li HanHsiang, sempre sotto il marchio Shaw Brothers, porta sullo schermo un'altra delle più importanti e controverse figure femminili della storia dell'Impero Cinese: CiXi, imperatrice vedova che fu la testimone , nonchè protagonista della fine della dinastia Qing e dell'impero, travolto da guerre , rivolte e intrighi.
Anche CiXi, pur non avendo avuto l'ardire di farsi fondatrice di una dinastia, è stata la protagonista indiscussa, dapprima dietro le quinte e poi molto più palesemente, della seconda metà del XIX secolo, grazie al suo prepotente controllo sugli Imperatori, siano essi suoi figli o nipoti.
Il film racconta proprio le pagine finali della storia imperiale, partendo dalla contrapposizione che si creò a corte tra chi era favorevole alla guerra col Giappone e chi invece propendeva per la resa.
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