Il riccone malato e il badante africano
Guardando Quasi amici, ennesima ridicola trasposizione di titolo italiota, ci si rende anzitutto conto di come possa essere risultato uno dei fenomeni cinematografici dell'anno.
Il film è una intelligente (e furba) miscela di tutto ciò che può far ridere e piangere, lasciando aperta tutta una gamma di soluzioni narrative che sguazzano liberamente nel sociale, nel politico, nelle riflessioni filantropiche etc etc.
A tutto ciò aggiungiamo una coppia di attori che risulta affiatata come neppure Stanlio e Ollio lo sono mai stati, che si completano e si contrappongono con la medesima facilità.
Inoltre, ciliegina sulla torta, la storia prende spunto da personaggi realmente esistiti, come a mettere un marchio di garanzia alla veridicità.
Tutto ciò non poteva non sortire risultati strabilianti, proprio perchè è chiarissimo, da subito, il disegno che c'è dietro alla pellicola, che, detto per inciso, nel complesso risulta positiva nonostante la stridente sensazione di qualcosa che è detto e fatto solo per metà, essendo la metà omessa "politicamente scorretta".