sabato 6 novembre 2010

Babel ( Alejandro Gonzalez Inarritu , 2006 )

Giudizio: 5.5/10
La Babele del dramma


La giuria di Cannes assegnando il premio alla regia ad Inarritu per questo film , ha probabilmente, come spesso avviene , voluto concedere un riconoscimento alle opere precedenti del regista, finendo però col premiare un film che vive di luci ed ombre percentualmente divise a metà.
Anche per Babel , il cineasta messicano adotta la medesima struttura narrativa parallela che già aveva utilizzato nelle sue due precedenti opere, mettendo insieme alcune storie che si svolgono ai quattro angoli della terra  più o meno intimamente (o flebelimente, come si preferisce) legate tra loro e che sembrano procedere animate da un effetto a cascata.

giovedì 4 novembre 2010

Lady Snowblood ( Toshiya Fujita , 1973 )

Giudizio: 9/10
E vendetta sia...


" La vendetta è un piatto che si serve freddo" sentenziava Tarantino all'inizio di Kill Bill e questo lavoro, che più di ogni altro ha influenzato il regista americano nella creazione del suo capolavoro, è l'autentico archetipo di quella sentenza; un film bellissimo, a tratti sprizzante visonarietà, dotato di un grande potere rivoluzionario nello stile, nella narrazione e nei suoi contenuti politici e sociali ben nascosti sotto ad una straripante apoteosi della vendetta studiata , fortemente voluta e drammaticamente messa in atto.
La storia, disarmante nella sua semplicità è quella di Yuki, nata in carcere da una madre ergastolana che con tenacia insegue il suo concepimento per potere gettare nel mondo privo di ogni regola e moralmente allo sfacelo un'arma micidiale di vendetta.

mercoledì 3 novembre 2010

Wo hu - Operation undercover ( Marco Mak , 2006 )

Giudizio: 7.5/10
La guerra degli infiltrati


Anche al di fuori dell'ombra lunga di Johnnie To, il noir metropolitano HKese regala frutti apprezzabili, e questo lavoro di Marco Mak, cineasta con gavetta di primo ordine alle spalle, si impone come uno dei film più innovativi che rivolgono il loro sguardo alla mille volte raccontata contrapposizione polizia-triadi nella ex colonia inglese.
Vero quindi che il tema non è di quelli originalissimi (la  guerra combattuta a colpi di infiltrati), però il registro narrativo scelto dal regista è asenz'altro innovativo, libero dalle sparatorie infinite e dagli inseguimenti a perdifiato, in favore di una quasi ostinata ricerca di intimismo , di introspezione e sottili giochi psicologici; il risultato è una pellicola in cui non spadroneggiano eroi e neppure fiumi di melodramma, semplicemente vengono raccontate esistenze quasi normali, vissute però da alcuni su una sponda, da altri su quella opposta e da pochi nel mezzo in bilico tra legge e gangsterismo.

martedì 2 novembre 2010

The prestige ( Christopher Nolan , 2006 )

Giudizio: 8/10
Che la magia vada in scena...

E' un trionfo di illusioni , di magia, di realtà che si trasforma in fantasia, di ambiguità sottilmente espresse e tenute nascoste, è insomma una grande metafora della fabbrica dell'immaginazione, di quel Cinema di cui Nolan , possiamo ormai ben dirlo, è tra i più fulgidi rappresentanti contemporanei.
Gettandoci all'inseguimento dei due protagonisti, illusionisti prima amici quindi nemici mortali, il regista ci lascia sprofondare in un universo dove tutto può essere illusorio, dove ogni cosa e persona hanno un loro corrispettivo uguale e contrario, permeato  dall'ossessione che ritorna puntuale in ogni lavoro del regista inglese.
Ne scaturisce un film magico, che ipnotizza ,in cui si è sempre alla rincorsa di Angier e Borden nel corso di oltre un decennio, sostenuti nella struttura da una lettura incrociata di diari che dovrebbero portare alla scoperta dei trucchi più mirabolanti ma che in effetti altro non è che la messinscena di un inganno continuo, proprio come si conviene ad una coppia di illusionisti che ha fatto della ricerca dell'illusione perfetta il motivo di vita fino a divenire una ossessione mortale.

Exotica ( Atom Egoyan , 1994 )

Giudizio: 8/10
Il fumoso locale per uomini soli

Exotica è il nome dello stripper club che funge da ganglio vitale nella narrazione, un luogo in cui, tra fumo e musica soft, uomini soli passano il loro tempo, tra ballerine sinuose e seminude che si esibiscono, un luogo che somiglia tanto ad un tempio dell'oblio.
Ed in effetti, almeno per buona metà del film, sono persone sole quelle che popolano il racconto, siano esse ballerine, tenutarie , imbonitori dj o uomini racchiusi nella loro tragica solitudine ed apatia.
In questo primo frangente il film, pur se a ritmi blandissimi, getta sullo schermo delle tessere di un puzzle quasi incomprensibile, ognuna animate del proprio moto, nascoste dietro il loro destino tragico.
La ballerina Christina, il dj Eric legato a lei da un amore morboso, la tenutaria gravida Zoe, l'esattore delle tasse Brown , il trafficante di animali esotici Thomas, sembrano pedine gettate alla rinfusa sulla scacchiera , senza alcun apparente legame tra di loro che poco alla volta mostrano i loro volti interiori.

lunedì 1 novembre 2010

Bloody sunday ( Paul Greengrass , 2002 )

Giudizio:7/10
La semplice descrizione di una tragedia

La domenica di sangue del 30 gennaio 1972 fu uno dei momenti più importanti della recente storia dell'Irlanda del Nord e della guerra che per tanti anni martioriò quella regione; un episodio che spinse buona parte della popolazione a convergere nell'IRA e a piegarsi alla forza delle armi.
Il film di Greengrass, molto attento e con precisi riferimenti, sembra abbracciare lo stile documentaristico, ma solo perchè ricostruisce con grande rigore gli eventi che si svolsero a Derry in quella domenica tragica; di fatto il regista costruisce invece un film vero, duro come può essere una storia che racconta il succedersi degli eventi con gli occhi di chi è stato protagonista, accentuato dal taglio quasi fotografico, come se le varie scene altro non siano che diapositive  che scorrono.

domenica 31 ottobre 2010

Johnny Guitar ( Nicholas Ray , 1954 )


Giudizio: 9/10
Rivisitazioni cinematografiche
Il cuore pulsante del Cinema


Come ogni film iscritto a pieno titolo nell'Olimpo cinematografico, anche Johnny Guitar offre ad ogni visione qualche nuove spunto di riflessione, qualche segmento rimasto nascosto e che affiora all'improvviso.
Più lo si vede e più ci si convince quasi con stupore che del western ha solo l'involucro esterno fatto di diligenze, cavalli, tempeste di sabbia e saloon, mentro il suo cuore pulsante è quello di un melò in cui le regole del western stesso e quelle del cionema drammatico vengono stravolte e rielaborate.
Un western al femminile? Indubbiamente è contro tutti i canoni del genere vedere la storia sorretta prepotentemente dalle figure femminili di Emma e Vienna, le vere mattatrici della narrazione,che danno vita ad un duello  aspro che trova la ragione d'essere non solo nella gelosia d'amore, ma anche nella brama di potere e di controllo che vogliono avere sugli altri protagonisti.

venerdì 29 ottobre 2010

Reign of assassins ( Su Chao-pin , John Woo , 2010 )

Giudizio: 7/10
Il gioco dell'ambiguità e dei segreti

Presentato all'ultimo Festival di Venezia in occasione del Leone d'Oro alla carriera assegnato a John Woo, che di questo lavoro è anche co-regista, il film suscita grandissimo interesse soprattutto per l'inevitabile gioco rompicapo che si verifica allorquando le firme in calce sono più di una: dove inizia e dove finisce il lavoro svolto dalla mano di uno e quella dell'altro?
Il quesito, che può apparire banale e tutto sommato inutile, è invece stimolante dal momento che del grande Maestro del cinemaa HKese si tratta, che torna due anni dopo a raccontare la storia epica cinese in un wuxia che si presenta nelle sua forme classiche per quanto riguarda scenografie e coreografie , ma che presenta qualche aspetto atipico nelle tematiche.

mercoledì 27 ottobre 2010

Dangerous encounters: 1st kind ( Tsui Hark , 1980 )

Giudizio: 8.5/10
La rabbia del giovane Tsui Hark

Dangerous encounters si può tranquillamente definire come pellicola imprescindibile per capire l'evoluzione del cinema di Hong Kong: è il 1980 e Tsui Hark è al suo terzo lavoro e a soli 30 anni si impone come regista dalle grandi capacità grazie a questo film in cui anche i più accaniti ammiratori stenteranno a riconoscere l'autore di Seven swords o di Once upon a time in China; ma allo stesso tempo non si può non riconoscere a questa pellicola la funzione di pilastro fondamentale per la creazione di quel genere noir metropolitano cui ben presto daranno lustro anche John Woo e Johnnie To, tanto per citare i più famosi.
Definirlo noir forse è riduttivo, perchè di film quasi apocalittico si tratta , permeato come è di uno spirito che sembra più vicino a quello di Arancia meccanica che a quello di Melville o Peckinpah, autentici creatori del genere noir.

lunedì 25 ottobre 2010

Ip Man 2 ( Wilson Yip , 2010 )

Giudizio: 6.5/10
Il nobile kung fu contro la rozza boxe

Avevamo lasciato Ip Man in fuga dalla Cina occupata e oppressa dai giapponesi e con perfetta coerenza temporale nel secondo capitolo lo troviamo ad Hong Kong sul finire degli anni 40, dove, tra difficoltà economiche, è fermamente intenzionato ad aprire la scuola di arti marziali che permetta il diffondersi del wing chun; per far ciò dovrà confrontarsi col consueto spirito di lealtà e senso dell'onore con i maestri delle altre scuole che pullulano nella colonia britannica.
Mostrando la sua grande maestria e il profondo senso di spiritualità che permea il kung fu riuscirà ad essere riconosciuto come Maestro e abilitato quindi ad avere la sua schiera di discepoli.

If i want to whistle, i whistle ( Florin Serban , 2010 )

Giudizio: 8/10
Il sacrificio per la redenzione

Dopo avere riscosso unanime successo di critica all'ultima Berlinale nonchè l'Orso d'argento del gran premio speciale della giuria, If i want di Florin Serban entra anche tra i possibili candidati all'Oscar in rappresentanza della cinematografia rumena , molto fertile e qualitativamente valida da alcuni anni a questa parte.
Sfruttando uno stile che sembra quasi mutuato da quello dei fratelli Dardenne, Serban racconta una storia semplice di galera e redenzione interiore che fotografa la condizione giovanile in un paese dilaniato dalle separazioni famigliari figlie di una emigrazione selvaggia che ha colpito la Romania da diversi anni a questa parte.

domenica 24 ottobre 2010

Insomnia ( Christopher Nolan , 2002 )

Giudizio: 8/10
Quando i destini si abbracciano

Dopo l'originalissimo e bellissimo Memento, Christopher Nolan si cimenta nel più classico dei thriller, abbracciando in pieno i canoni del genere e tralasciando le contorte e affascinanti alchimie del lavoro precedente.
Essendo però il regista mai ovvio e prevedibile , pur rimanendo fedele al genere, arricchisce la pellicola della sua personale visione che si traduce in un confronto che va oltre la contrapposizione tra assassino e suo cacciatore, scivolando invece nel sottile gioco di dipendenza che gli eventi impongono tra quelli che, in definitiva, sono due personaggi travolti dagli eventi da loro stessi determinati.
Nella tranquilla Alaska, in un villaggio stretto tra mare e ghiacciai, si verifica un efferato delitto di una giovane; tempestivamente vengono inviati sul posto il detective Dormer e il suo fido collega Eckhart, in una missione che ha i contorni dell'ultima spiaggia, visto che i due sono indagati dai loro superiori per i loro comportamenti in servizio.
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