sabato 17 novembre 2012

E la chiamano Estate ( Paolo Franchi , 2012 )

Giudizio: 1.5/10
E la chiamano arte?

Imbarazzante prova per Paolo Franchi in Concorso al Festival di Roma: film drammatico che carpisce risate becere. E' normale?
Cosa pensare di un film che vorrebbe essere drammatico ma che agli spettatori carpisce risate sguaiate?
E soprattutto cosa dovrebbe instillare nella mente del regista una simile situazione?
Tutto ciò è alla fine quello che si evince da uno dei lavori più incomprensibili, brutti e privi di qualsiasi interesse che non sia lo scorrere sempre troppo lento delle lancette dell'orologio.
E la chiamano estate di Paolo Franchi , presentato in Concorso (!) al Festival del Cinema di Roma  è tutto ciò: film pretenzioso, volutamente e ricercatamente provocatorio grazie ad una scabrosità di immagini totalmente gratuita che non sfigurerebbe in qualche XXX movie di infima qualità.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it 

venerdì 16 novembre 2012

Mai Morire ( Enrique Rivero , 2012 )

Giudizio: 8/10
La morte per riflettere sulla vita

Il primo soffio di grande Cinema spira sul Festival di Roma grazie alla profonda riflessione sulla morte e sulla vita del regista messicano Enrique Rivero
Un angolo remoto del Messico in cui il tempo sembra avere perso il suo ritmo, dove la nebbia si fonde con l'acqua dei fiumi: in questo scenario Enrique Rivero , regista messicano giunto all' opera seconda, mette in piedi la sua riflessione pacata e profonda sul rapporto dell'uomo con la morte.
E' il racconto di Chayo, una donna che torna nel suo villaggio natale, immerso in una natura ostile, dove il progresso sembra non essere ancora approdato, per accudire la madre quasi centenaria gravemente ammalata.
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Marfa Girl ( Larry Clark , 2012 )

Giudizio: 3/10
Chiacchiere e fumo

Marfa, piccola cittadina polverosa e squallida di quel Texas sempre più prototipo di "buco del culo" del mondo nell'immaginifico cinematografico di certo cinema americano, adolescenti sempre con la canna in bocca, derelitti ancora prima di iniziare a vivere, ragazze dedite al sesso libero, donne sposate ma sole e inquiete che se la spassano, poliziotti ovviamente psicopatici con le immancabili ferite irachene, persino una sciamana-fattucchiera che disquisisce della coniugazione delle anime tra uomo e gatti: ecco pronto il lavoro di Larry Clark, esponente del cinema indie stelle e strisce; gli ingredienti ci sono tutti, ma mescolati senza costrutto come fa il regista non serve ed il risultato è a dire poco sconcertante.
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mercoledì 14 novembre 2012

Il Volto di un'altra ( Pappi Corsicato , 2012 )


Giudizio: 6.5/10
Una colata di merda vi seppellirà


Show business e ossessione di apparire, chirurgia estetica e spettatori inebetiti davanti al gioco realtà e finzione, avidità e spettacolarizzazione come sistema di vita: Pappi Corsicato ne ha per tutti in una maniera forse fin troppo qualunquistica ma che indubbiamente coglie nel cuore del problema di una società sempre più avviata verso una vita artificiosa e priva di ogni indirizzo morale ed etico.
Il Volto di un altra, in concorso al Festival di Roma è la storia tra il farsesco e il surreale di una coppia di VIP ben intenzionata a mantenere accesi le luci della ribalta nonostante tutto: chirurgo estetico lui, soubrette televisiva lei conduttrice di un programma sul presunto benessere, coniugi nella vita arroccati nella loro magione di lusso tra bellissime montagne, dove transita ogni tipo di umanità alla ricerca affannosa della bellezza e della giovinezza eterna.
Quando il fato ci mette lo zampino e tutto sembra voler contribuire affinchè la coppia perda tutto, il colpo di genio della truffa in stile Totò e Peppino prende piede; ma dal destino non si sfugge e la colata fecale che si abbatte sul film è il giusto e degno epilogo per i prototipi di una società sempre più finta e avviata all'autodistruzione.

Back to 1942 / 一九四二 ( Feng XiaoGang / 冯小刚 , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
La Storia sconosciuta

Nel 1942, in piena guerra mondiale in svolgimento, le popolazioni della regione cinese dell'Henan furono sopraffatte da una carestia che diede il colpo di grazia ad una condizione già gravemente compromessa da decenni di guerre e occupazione giapponese.
Per queste popolazioni non rimase altro che intraprendere un esodo verso le regioni occidentali alla ricerca di condizioni di vita più accettabili.
Questo è il contesto storico nel quale Feng Xiaogang ambienta il suo ultimo lavoro , Back to1942, presentato in concorso al Festival del Cinema di Roma.
La rilettura storica mira a rendere chiaro un episodio che anche a detta del regista finora è rimasto abbastanza sepolto nella memoria della Cina all'epoca ancora in mano al governo nazionalista.
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Lesson of the Evil ( Takashi Miike , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
Quel diavolo di Miike

Come è consuetudine nei film di Takashi Miike, le reazioni al suo ultimo lavoro, Il Canone del male, presentato in anteprima mondiale in Concorso al Festival del Cinema di Roma, sussurrate in sala e negli inevitabili commenti post-proiezione spaziano dall'invocazione al capolavoro fino all'etichetta dell'ignominiosa porcata, dimostrando ancora una volta che pochi autori possiedono una capacità innata come Miike di non lasciare indifferenti.
Tratto da un best seller dal titolo omonimo di Yusuke Kishi, il film racconta la storia di un professore di liceo apparentemente irreprensibile, ben voluto da colleghi e allievi; ma già a partire dall'inquadratura della casa in cui vive, fatiscente in mezzo a sterpaglie e pattume, strettamente sorvegliata da due corvacci neri,qualche certezza granitica viene meno di pari passo  ad una trasformazione comportamentale, specchio di vecchie follie sepolte.
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lunedì 12 novembre 2012

Waiting for the sea ( Bakthiar Khudojnazarov , 2012 )


Giudizio: 6.5/10
Il Mare scomparso


Waiting for the sea, film d'apertura del Festival Internazionale del Cinema di Roma, si muove tra atmosfere ecologiste-antropologoiche e l'Apocalisse che viene citata sui titoli di coda. Favola dai toni drammatici e romantici, racconta di come , in un luogo imprecisato , il mare scompaia all'improvviso per lasciare il posto ad una arida distesa desertica.
Nella tempesta che porta la catastrofe la nave capitanata da Marat affonda e solo lo stesso nocchiero si salva, gettando nel dramma famiglie intere di pescatori e se stesso che perde la moglie.
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Spose celestiali dei Mari della pianura / Celestial wives of meadow Mari ( Alexey Fedorchenko , 2012 )


Giudizio: 7.5/10
Leggende e tradizione nella Terra dei Mari


L'etnia Mari appartiene a quel grande ventre dela madre Russia: sebbene l'alfabeto usato sia quello cirillico, per il resto la cultura è assolutamente peculiare, appartenendo a quella zona finnica della Federazione Russa che risente degli influssi dell'europa continentale orientale.
A questa comunità raccolta sotto la bandiera di una Repubblica autonoma svolge il suo sguardo Alexey Fedorchenko nel suo ultimo lavoro, Celestial wives of meadow Mari, mediante un lavoro che più che un film sembre essere una raccolta di frammenti di immagini e di storie che hanno tutte al centro una figura femminile.
Attraverso racconti, alcuni fatti di pochissimi fotogrammi, intrisi di tradizioni, superstizione, religione e credi Fedorchenko crea un atmosfera a metà tra il fiabesco e l'antropologico, creando una carrellata di personaggi femminili, alcuni dei quali molto ben riusciti, quasi dei fotogrammi cristallizzati di vite vissute nella solitudine di distese innevate e di villaggi minuscoli.

Alì ha gli occhi azzurri ( Claudio Giovannesi , 2012 )

Giudizio: 4.5/10
Extracomunitari di seconda generazione

Opera seconda per Claudio Giovannesi, presentata al Festival di Roma che come il precedente lavoro, affronta (o almeno cerca di farlo) il problema dell'integrazione degli immigrati.
Qui il protagonista è un ragazzotto di origini egiziane, appartenente a quella seconda generazione di nati in Italia da genitori extracomunitari,che seguiamo nell'arco di una settimana  in una sorta di diario audiovisivo.
Ambientato in una Ostia livida che rimanda a luoghi tragicamente pasoliniani, Nader ha le sue amicizie, la ragazza italiana, i suoi guai in famiglia e quelli in strada , in perfetto stile da ragazzo di vita.

giovedì 1 novembre 2012

La collina dei papaveri / From up on Puppy Hill ( Goro Miyazaki , 2011 )

Giudizio: 8/10
Il Giappone che volta pagina

Presentato nel 2011 al Festival del Cinema di Roma, ultimo lavoro del rinomato Studio Ghibli, regia di Go Miyazaki e sceneggiatura del padre Hayao, La collina dei papaveri è una delicata storia d'amore adolescenziale tra liceali, ambientata a Yokohama nel pieno del boom economico degli anni 60 che ha visto il Giappone uscire da un dopoguerra drammatico e lanciarsi verso il benessere e i traguardi che ben conosciamo.
Alle soglie dell'Olimpiade di Tokyo, col paese percorso tra fremiti di modernità e di ripudio quasi iconoclasta del passato, la storia dei due ragazzi, figli del dramma della guerra, assurge ad un intelligente e mai ovvio "come eravamo"che cerca di fondere la voglia di tagliare col passato e il richiamo alle tradizioni.
Al di là della consueta maestria tecnica che contraddistingue i prodotti dello Studio Ghibli, La collina dei papaveri è un film bello, divertente e ,a tratti, commovente che non deluderà di certo i culturi del Cinema e soprattutto di quello d'animazione targato Japan.
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mercoledì 24 ottobre 2012

Hahaha ( Hong Sang-soo , 2010 )

Giudizio: 6.5/10
I simpatici ciarlatani

Puntuale come sempre da anni, anche Hahaha , film del 2010 del regista coreano Hong Sang-soo si porta a casa il premio a Cannes, divenuto ormai l'abituale trampolino di lancio di un regista che sempre più nettamente si sta spingendo verso una forte contaminazione francese nelle sue opere.
Con questo lavoro, che giunge dopo una serie di pellicole  indubbiamente importanti, alcune di notevolissimo spessore, sembra di assistere ad una metamorfosi sia dello stile narrativo che delle tematiche e soprattutto ad un cambiamento dello sguardo del regista.
Vero che la struttura del film ricalca in maniera quasi maniacale quella della quasi totalità delle opere di Hong, ma il suo modo di porsi e quindi di raccontare le storie perde molto di quel sarcasmo e di quella cattiveria che avevano caratterizzato i lavori precedenti.

domenica 14 ottobre 2012

Our Homeland ( Yang Yonghi , 2012 )

Giudizio: 8/10
La Patria e le famiglie divise

Candidato al prossimo Premio Oscar per il Giappone, Our Homeland è diretto dalla documentarista nippo-coreana Yang Yonghi, al suo primo lavoro di fiction.
E' un film di dichiarato stampo autobiografico e porta in primo piano la realtà delle famiglie nordcoreane espatriate in Giappone dopo avere abbandonato la "terra promessa" raggiunta negli anni 60.
La regista fa parte di una di queste realtà famigliari e la storia raccontata è quella della sua famiglia e della sua vita.
Famiglia che si riunisce per un breve periodo in occasione del viaggio del figlio seriamente malato in Giappone, scortato e braccato stretto dai poliziotti nordocoreani.
Ben presto quella che è la realtà della vita in Corea del Nord e le sue profondissime contraddizioni si esplica: padre che presiede una associazione nordcoreana (filogovernativa) in Giappone, figlia (l'autrice) che scopre come dietro la frattura famigliare si nascondono ideologie e politiche contrapposte, madre che si affida al suo istinto innato di sopravvivenza filiale per cercare di salvare il figlio, tutto descritto senza alcun fragore e senza rimarcare connotazioni politiche o peggio propagandistiche, soprattutto perchè Our Homeland è essenzialmente un film sulla famiglia separata, su una diaspora silenziosa che ha colpito decine di migliaia di persone.
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