Giudizio: 7/10
In un epoca di grande incertezza in cui tutto sembra aleatorio e fragile anche nella ricca Hong Kong il bene rifugio è la casa: una specie di ossessione che attanaglia gli HKesi alla ricerca di una sicurezza venuta meno negli ultimi anni, vuoi per problemi sociali e politici, vuoi per tempeste economiche che hanno investito l'Asia con la forza di uno tsunami.
E dove c'è un mercato florido, spasmodico, dominato dall'irrazionalità ci sono gli immancabili speculatori, in questo casi gli agenti immobiliari pronti come locuste a divorare i clienti per accaparrarsi le provvigioni delle transazioni.
E' in questo contesto che si sviluppa Temporary Family, una commedia quasi classica che ha il pregio di affrontare l'argomento scottante con leggerezza e con la giuste dose di disincanto e di ironia come impone il genere.
Lung è un agente immobiliare a cui la fidanzata ha dato un anno di tempo per comprare una casa adeguata affinchè possano sposarsi, ovviamente fuori dalla sua portata, e quindi affamato di soldi, Charlotte è una fresca divorziata che ancora spera di riavere con sè il marito, Hak è la figliastra di Leung lasciatagli in eredità dalla moglie dopo il divorzio, Very è un giovane mainlander che lavora con Lung , figlio di un riccone che vuole dimostrare al padre di essere capace di farsi una vita sua in stile HKese e intanto gira con potente e lussuose auto: un quartetto in cerca di qualcosa nella Hong Kong del terzo millennio, e cosa di meglio per fare soldi che gettarsi nella speculazione immobiliare?
