giovedì 30 maggio 2013

All about my wife ( Min Kyu-dong , 2012 )

Giudizio: 5.5/10
Marito vessato e moglie dominatrice

Il povero Doo-yun a tutto avrebbe potuto pensare quel giorno in Giappone in cui offrì protezione e rassicurazione alla giovane Jung-in durante un terremoto, tranne che in quel momento iniziava il suo calvario sentimentale del quale vediamo sette anni dopo i risultati. Quelli che erano due giovani sono ora sposati felicemente (si fa per dire...) e quella vivace fanciulla che carpì il cuore del giovanotto è una dispotica, logorroica e ipercinetica moglie dalla quale si vorrebbe fuggire con qualsiasi mezzo.
Neppure il trasferimento pietito al capo della azienda per cui lavora Doo-yun in una desolata e sperduta località riesce a mettere al riparo l'uomo dalle attenzioni della donna; sembra che fuggire non sia possibile, quindi ecco che scatta la scintilla dell'uomo vessato e ridotto alla disperazione: assoldare uno strambo e all'apparenza poco credibile playboy per sedurre la moglie e avere quindi il coltello dalla parte del manico per potere chiedere il divorzio.
Finchè regge questa commedia delle parti All about my wife presenta momenti interessanti, ma quando nella seconda parte approda sui classici lidi da commedia romantica molti dei crediti acquisiti svaniscono implacabilmente.

mercoledì 29 maggio 2013

The Floating Castle ( Shinji Higuchi , Isshin Inudo , 2012 )

Giudizio: 7/10
Il buffo Samurai

Ispirato ad un episodio reale accaduto nel 1590, all'epoca del tentativo di unificare il Giappone da parte di Hideyoshi Toyotomi, The Floating Castle racconta del piccolo Castello di Oshi  che tenta di opporsi strenuamente ad un esercito potentissimo: 500 impavidi che tennero testa ad oltre 20 mila uomini prima di cedere le armi alle loro condizioni.
Detta così sembrerebbe la ben collaudata storia di eroica difesa nella lotta fra forze impari di cui la Storia si nutre dai tempi degli Spartani alle Termopili, invece The Floating Castle è fondamentalmente un film che se dobbiamo in qualche modo definire avremmo delle difficoltà, perchè l'epica del racconto ben narrata attraverso battaglie in stile kolossal si fonde ad un clima da commedia, creando un curioso mix che diverte in maniera intelligente.
Il Castello di Oshi è infatti in mano ad uno strano personaggio che del samurai ha veramente poco, piuttosto sembra quasi un guitto capitato lì per caso: anticonvenzionale, strampalato e goffo, preferisce trascorrere il tempo nei campi con i contadini tra danze rituali e raccolti, trattando viceversa i suoi collaboratori con distacco e quasi con disprezzo.

lunedì 27 maggio 2013

My sassy hubby / 我老婆唔夠秤II:我老公唔生性 ( James Yuen Sai Sang / 阮世生 , 2012 )

Giudizio: 6.5/10
La coppia che scoppia

Riemerge dalle nebbie dopo oltre dieci anni My wife is 18, grazie a questo sequel-non sequel , nel senso che anche se non si è visto il primo non cambia nulla: James Yuen che già diresse  l'ipotetica prima parte della storia, sposta le lancette dell'orologio a dieci anni dopo e ci mostra la coppia Thirtheen Cheung e Yoyo Ma ormai al decimo anno di matrimonio, professore universitario lui e imprenditrice rampante lei.
Lei esuberante, bizzarra, spesso petulante, lui compassato insegnante che discetta filosoficamente di amore coi suoi allievi e che subisce , nonostante tutto, le decisioni della moglie che se ne frega altamente delle sue opinioni: una coppia frizzante insomma, ma anche avviata ad una certa stagnazione soprattutto perchè Yoyo Ma non ne vuol sapere di una vita tranquilla, dimostrando così con una certa evidenza la differenza di età col marito.
Con queste premesse la crisi è dietro l'angolo: lui parte per la tangente per una sua allieva che fa la modella e che lo coinvolge comicamente nei suoi set fotografici, lei vede rispuntare il vecchio amore fanciullesco e per altro si scopre che il prete che celebrò il loro matrimonio non era abilitato; è così che il gioco delle parti prende il via, tra dispetti, imbrogli e maldestre trovate.

Mariposa in the cage of the night ( Richard V. Somes , 2012 )

Giudizio: 7/10
Il lurido sottobosco di Manila

Mariposa in the cage of the night del filippino Richard Somes è film estremo, proiettato in una dimensione che in certi momenti sembra più quella di un fantasy sub-urbano che quella di un thriller convulso come in effetti è.
Maya, la giovane protagonista che viene dalla provincia a Manila per scoprire come è morta la sorella, inghiottita dal ventre famelico della città, diventa ben presto per lo spettatore una sorta di guida in un tour dello squallore e della putredine.
La sorella morta ha varcato le soglie di una città che vive nascosta, nei vicoli, tra disgustose fabbriche di salumi insozzate da insetti e ristoranti frequentati da folli personaggi che tra un pasto a base di teste di scimmie e giovani ragazze sfregiate , coltivano il macabro sogna di clonare un amore insano e allucinato.
Il sottobosco di Manila, dove si pratica ogni turpitudine, compresi interventi chirurgici plastici eseguiti con tecniche mengheliane, è il vero centro del racconto: una storia buia, che si divincola in un ambiente lurido che spesso ha le sembianze dell'incubo, in cui si muovono personaggi al limite dell'umano , violenti e privi di ogni scrupolo, compresi poliziotti corrotti e boss paranoici.

domenica 26 maggio 2013

Ghost Sweepers ( Shin Jung-won , 2012 )

Giudizio: 4/10
La masnada degli (improbabili) acchiappafantasmi

Cosa aspettarsi da un film che vede come protagonisti la più variegata e improbabile masnada di acchiappafantasmi riuniti per sconfiggere l'attacco degli spiriti maligni? Capolavoro assoluto delle demenzialità o fiasco completo ?
Ghost sweepers del coreano Shin Jung-won appartiene senza dubbio alla seconda possibilità.
Pur con tutte le indulgenze e gli alibi concessi ad un regista che fa della anarchia e della imprevedibilità narrativa il suo marchio di fabbrica, il giudizio non può che essere negativo dal momento che porre le premesse fondamentalmente giuste per un lavoro ipercinetico fatte seguire da una accozzaglia senza alcuna struttura di gag e demenzialità a mano libera porta inevitabilmente alla più completa incomprensibilità del film, soprattutto dopo un inizio in cui se non altro la parata di personaggi eccentrici suscitava qualche interesse e riusciva anche a strappare qualche risata.

Comrade Kim goes flying ( Kim Gwang-hun , Nicholas Bonner , Anja Daelemans , 2012 )

Giudizio: 6/10
L'aspirante compagna trapezista

E' stato uno degli eventi al recente FEFF di Udine, se non altro per la provenienza dalla Corea del Nord del film e per la sua faticosa genesi resa possibile anche dall'intervento dei registi e produttori occidentali; in effetti di lavori provenienti da quel paese ne circolano veramente pochi, la cinematografia nordcoreana risente in maniera pesantissima della propaganda di regime per cui ogni opera deve essere anzitutto una apologia dell'isolazionismo comunista integralista che domina nel paese.
Da questi vincoli non si discosta neppure Comrade Kim goes flying, nonostante siano tenuti sapientemente a freno dai registi, ma frasi del tipo " Ricordati che sei una rappresentate dei lavoratori" oppure "Fai trionfare la classe operaia" pullulano nel corso della scarsa ora e mezza di durata del film.
Semmai la scelta narrativa di raccontare una storia quasi fosse una favola, all'interno della quale sono pienamente intellegibili i connotati della propaganda attraverso la favola della Compagna Kim, minatrice e sognatrice con l'aspirazione di diventare una trapezista, rende comunque il clima della pellicola leggero e pervaso di buoni sentimenti.

sabato 25 maggio 2013

The Gangster ( Kongkiat Khomsiri , 2012 )

Giudizio: 7/10
Gang and Rock'n'roll

Thailandia anni 50 : anche il mondo della malavita risente degli influssi del rock'n'roll , di Elvis e poi di James Dean e degli eroi maledetti, ecco quindi che The Gangster diventa prima di tutto uno spaccato su un ambiente sociale, violento e sempre in fermento, dove però ci si veste da rockabilly e si ascoltano le canzoni di Presley.
Il faro di questo racconto è Jod , malavitoso gentiluomo, figlio e fratello premuroso, amatissimo dagli amici e anche dal capo nella cui ombra vive pur sapendo e dimostrando di essere lui il vero capo carismatico. Sembra quasi un personaggio finito nel film per caso, se non fosse che in lui si incarnano tutti quegli ideali che sono diventati col tempo degli archetipi irrinunciabili per le crime story: lealtà, amicizia virile, anelito alla giustizia seppur cercato con la violenza, destino quasi sempre segnato in una solitudine che non lascia scampo.
Quando il capo chiede a Jod di far fuori i suoi amici è la fratellanza che prende il sopravvento e che scardina le regole e le gerarchie.

venerdì 24 maggio 2013

New World ( Park Hoon-jung , 2013 )

Giudizio: 6.5/10
Lotta per il potere e colletti bianchi

Inseguendo una tipica tendenza modaiol-cinematografica che cerca costantemente di ribattezzare ogni pellicola come la variante di un precedente classico, New World del regista coreano Park Hoo-jung si è visto appioppare epiteti come " Il Padrino alla coreana" oppure "La versione coreana di Infernal Affairs" o amenità simili. La verità, semplicissima, è che New World è una classica, forse anche banale, per chi è in cerca di originalità a tutti i costi, gangster-story nuda e cruda, priva di tutte quelle frequenti e spesso fastidiose sovrastrutture narrative con cui il cinema coreano infarcisce le crime-story.
La storia è tutto sommato semplice: la lotta che si scatena all'interno di una organizzazione malavitosa dai colletti bianchi nel momento in cui il capo supremo è in punto di morte; i due delfini, così diversi e così nemici, si scontrano senza neppure troppo ritegno, il luogotenente più fidato di uno dei due è ormai da otto anni un inflitrato della polizia ed ha raggiunto i vertici dell'organizzazione grazie alla sua intelligenza ed efficacia, la polizia stessa cerca di manovrare nell'ombra i destini dell'organizzazione e lo fa senza alcuno scrupolo , mettendo a repentaglio anche l'incolumità dei suoi uomini.

Saving General Yang / 忠烈杨家将 ( Ronnie Yu / 于仁泰 , 2013 )

Giudizio: 6.5/10
Il destino della Famiglia Yang

L'epopea della leggendaria famiglia Yang, uno dei capisaldi storici dell'ultima dinastia Song, è stata ampliamente utilizzata in numerose opere cinematografiche e televisive oltre che interpretata da attori famosissimi; la rilettura che ne fa Ronny Yu, regista HKese, non si discosta molto dal tono apologetico che permea tutte le precedenti.
E' un racconto drammatico ed eroico in cui c'è spazio per tutte quelle tematiche così care al cinema cinese ed HKese: l'onore, l'unità del clan, il destino, la vendetta e il sacrificio si rincorrono in Saving General Yang, concorrendo a creare un film dal pathos debordante che però poco aggiunge a quanto la Storia prima e il Cinema poi avevano già raccontato.
Il Generale Yang impersonifica la lealtà al trono, la cieca obbedienza all'Imperatore in nome di una fedeltà e di una disciplina conquiste sul campo di battaglia, per cui quando a lui verrà affidato il compito di difendere l'Impero dalle incursioni barbariche del nord, lasciando alla infida famiglia rivale Pan il comando supremo delle forze armate, Yang Ye si imbarca nella pericolosa missione dietro la quale si cela il più classico dei trappoloni.

giovedì 23 maggio 2013

Finding Mr. Right / 北京遇上西雅图 ( Xue Xiaolu / 薛晓璐 , 2013 )

Giudizio: 6/10
Pechino a Seattle

Dopo l'eccellente esordio dietro la macchina da presa nel drammatico Ocean Heaven in cui la regista Xue Xiaolu potè esprimere la sua profonda conoscenza del mondo dei pazienti sofferenti di autismo, per l'opera seconda cambia totalmente registro e si affida alla più classica delle commedie romantiche: Finding Mr Right, totalmente girato a Seattle, è infatti un tipico film di genere, in cui amori e situazioni complicate si rincorrono a ciclo continuo.
Jia Jia è una giovane cinese, legata sentimentalmente ad un ricco uomo sposato  che la spedisce in America a partorire, presso una clinica clandestina,approdo di molte donne cinesi allettate dalla possibilità di poter dare al figlio un futuro migliore.
Lei è una classica mantenuta di alto bordo, capricciosa e insolente che troverà non pochi problemi ad adattarsi alla vita in comune con le altre donne e con la padrona di casa, vivendo sempre nell'attesa di poter vedere comparire l'amante che sistematicamente le da buca.

Forever Love / 阿嬤的夢中情人 ( Shiao Li-shiou / 蕭力修 , Toyoharu Kitamura , 2013 )

Giudizio: 7.5/10
Amarcord taiwanese

Assistere alla visione di Forever Love è un po' come tuffarsi in un "Nuovo Cinema Paradiso" taiwanese, carico come è di amarcord e di nostalgia per un mondo, quello del cinema anni 50-60 a Taiwan appunto, che conobbe una autentica esplosione di popolarità , capace come era di dare corpo al sogno di intere generazioni.
Dietro alla rimembranza di un mondo cinematografico passato si cela anche, attraverso esso e i costumi che segnarono l'epoca, la forte affermazione di una entità culturale che probabilmente oggi si avvia ad una massificazione nell'alvo della "Grande Cina".
Il fenomeno della cinematografia in lingua taiwanese, dialetto importato dalle regioni meridionali della Cina continentale, produsse migliaia di film a partire dalla fine degli anni 50, al punto che qualcuno individuò l'isola come una nuova Hollywood asiatica; di certo il cinema segnò profondamente la cultura popolare dei taiwanesi, specialmente perchè le tematiche dei film avevano quasi sempre come sfondo la commedia romantica.

mercoledì 22 maggio 2013

Will you still love me tomorrow ? / 明天记得爱上我 ( Arvin Chen / 陈骏霖 , 2013 )

Giudizio: 6/10
Il caos emotivo e sentimentale

L'esordio del regista sino-americano taiwanese Arvin Chen con Au Revoir Taipei, è stato uno dei più sorprendenti e promettenti degli ultimi anni nel panorama cinematografico dell'Estremo Oriente, motivo per il quale Will you still love me tomorrow ? era atteso come la classica prova del nove, che solitamente si riserva alla opera seconda.
Tanto per essere chiari subito, bisogna dire che il nuovo lavoro di Arvin Chen è un sostanziale passo indietro rispetto all'esordio: il tono è il medesimo, classica commedia romantica dall'aspetto poliedrico, ma tanto era originale nella sua costruzione e nel suo sviluppo Au Revoir Taipei, altrettanto è balbettante Will you still love me tomorrow? , con una sceneggiatura debole che si affida al racconto parallello e incrociato di alcune storie d'amore in cui regna l'anarchia sentimentale e la confusione più complete.
Vetero eterosessuali che vivono sotto copertura della balla famigliola e che sentono rinascere gli impulsi omosessuali, gay che si sposano con lesbiche in un connubio improbabile, donne che fuggono dal matrimonio alla vigilia del gran giorno prese dal panico e conseguenti mariti abbandonati che trovano conforto spirituale e appoggio, pur sempre maschile, da parte di gay dichiarati. 
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