martedì 16 agosto 2016

Cemetery of Splendour ( Apichatpong Weerasethakul , 2015 )




Cemetery of Splendor (2015) on IMDb
Giudizio: 8.5/10

Apichatpong Weerasethakul è un altro di quei (pochi) registi la cui coerenza stilistica ( formale e sostanziale) lo ha portato ad un punto che appare in modo netto come di non ritorno; il suo Cemetery of Splendour sta al regista thailandese come Stray Dogs sta a Tsai Ming Liang: un punto di arrivo di una filosofia cinematografica estrema, spirituale, a tratti ostica, quasi elitaria nella sua profondità e nella sua essenza che stravolge i tradizionali piani narrativi.
Che il regista thailandese amasse raccontare di quel punto immaginario d'incontro tra realtà e sogno, tra visione e subconscio, tra anima e corpo è inconfutabilmente dimostrato dalla sua filmografia che ne ha fatto uno dei registi più stimati e quotati dell'estremo oriente, ma in Cemetery of Splendour tutto quello che Weerasethakul ha sapientemente rimestato nei suoi lavori precedenti trova la sua sublimazione intrisa di una sorta di ascetismo spirituale  che fonde il sogno con la realtà e la vita con la morte.


Cemetery of Splendour, presentato in Un Certain Regard dello scellerato Festival di Cannes del 2015 dove ha ottenuto la media voti overall ponderata più alta da parte della critica,si svolge in una vecchia scuola in decadenza riadattata ad ospedale in cui giacciono alcune decine di militari colpiti da una strana forma di letargia dalla quale si risvegliano per brevi periodi prima di ripiombare repentinamente e senza preavviso nel sonno.
Jen è una donna disabile e piuttosto avanti con gli anni che si occupa come volontaria dei malati, soprattutto di Itt, un giovane cui nessuno fa mai visita; nello stesso stanzone che funge da reparto una giovane , Keng, dotata di poteri mediatici funge da tramite tra i parenti ed i malati per metterli in comunicazione; i militari giacciono immobili nei loro letti, con delle surreali strutture tubulari che cambiano di colore e che dovrebbero curarli, Jen tesse un sottile legame tra sè ed il militare che assiste, dapprima silenzioso e fatto solo di gesti, quindi di parole e di sguardi nei brevi momenti di risveglio di Itt.

lunedì 8 agosto 2016

Fatal Intuition ( Yun Jun-hyung , 2015 )




Fatal Intuition (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Nonostante si sforzi in tutti i modi di sembrare un thriller, il più classico e convenzionale possibile, Fatal Intuition del regista coreano Yun Jun-hyung troppe volte deraglia dai canoni del genere per concedersi dissertazioni in altri ambiti (l'horror psicologico ad impronte soprannaturale ad esempio), creando di fatto una impalcatura narrativa all'interno della quale si muovono altre tematiche.
Il racconto vede come protagonista Jang-woo un giovane aitante che vive con la sorella minore in una cittadina costiera della provincia coreana:lavora in una industria locale che produce ghiaccio e progetta di vendere la casa dei genitori per trasferirsi a Seoul.


Quando la sorella scompare misteriosamente Jang-woo si mette alla sua ricerca con il casuale ausilio di una sensitiva locale dall'aspetto timido ed impaurito che sembra possedere qualche risposta al drammatico mistero.
Le indagini condotte dall'uomo , ovviamente intralciate dalla consueta polizia inefficiente e sciatta, sembrano condurre ad uno dei personaggi più benvoluti e rispettati della comunità.
Perchè Fatal Intuition non è quindi un thriller in senso stretto? Anzitutto perchè il ricorso al soprannaturale che in alcuni frangenti è decisivo e basilare contamina la storia dandogli qualche pennellata quasi da horror, in secondo luogo perchè quello che maggiormente emerge, ed il regista sembra volere assecondare questa deriva, è più uno studio antropologico di una provincia coreana schifosa e sporca dove domina la cattiveria, la totale assenza di etica e e di moralità, dove persino i peggiori individui sanno nascondersi con grande capacità dietro maschere rassicuranti.

domenica 7 agosto 2016

The Tag-Along / 紅衣小女孩 ( Cheng Wei-Hao / 程伟豪 , 2015 )




The Tag-Along (2015) on IMDb
Giudizio: 6/10

Nel 1998 fu diffuso un video amatoriale che ritraeva un gruppo di escursionisti lungo un sentiero di montagna dell'entroterra taiwanese  alle cui spalle compare una misteriosa ragazzina vestita di rosso; l'episodio che andò a toccare le sensibili corde delle tradizioni e delle credenze taiwanesi viene ripreso come spunto di The Tag-Along opera prima di Cheng Wei-Hao, autore piuttosto conosciuto soprattutto nell'ambito dei cortometraggi e qui al suo primo lungometraggio.


Nel film il misterioso essere viene identificato come un mosien, figura della tradizione dell'isola, un piccolo demone della montagna che secondo il folklore locale si nutrirebbe delle paure e dei sensi di colpa delle vittime.
Partendo da queste forti basi popolari tradizionali, The Tag-Along racconta di un giovane che lavora nel campo delle agenzie immobiliari che vive con la nonna che improvvisamente sparisce rapita dal misterioso essere che vive in montagna.
Il giovane Wei oppresso dal senso di colpa per avere trascurato la nonna diventa il prossimo bersaglio del demone e dietro a lui anche la fidanzata che nel rapporto col giovane ha le sue cose da farsi perdonare; Yi-chun, la ragazza che diventa la protagonista della seconda parte del racconto, è decisa a a ritrovare il fidanzato spezzando il cerchio di sensi di colpa che rischia di coinvolgere anche lei.
The Tag-Along è film che inizia mostrando una faccia tutt'altro che orrorifica, semmai sembra prediligere il thriller psiscologico, ma quando le escursioni in montagna alla ricerca delle persone rapite dal mosien diventano dominanti nel percorso narrativo , la pellicola si indirizza su canoni più consoni all'horror.

venerdì 5 agosto 2016

Whistle Blower ( Yim Soon-rye , 2014 )




Whistle Blower (2014) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Ispirato alla figura dello scienziato coreano Hwang Woo-suk che nel 2004 salì alla ribalta della comunità scientifica con una ricerca nella quale asseriva di aver clonato alcune cellule embrionali, Whistle Blower della regista coreana Yim Soon-rye, uno dei rari esempi di cineasta donna nell'ambito cinematografico del suo paese, racconta in maniera piuttosto fedele, pur rimanendo un film di finzione, l'enorme controversia conclusasi con la dimostrazione del falso e della violazione del codice etico che portò Hwang ad una condanna alcuni anni dopo da parte di un tribunale coreano, dopo che la comunità scientifica internazionale aveva clamorosamente smascherato la truffa.


Il racconto di Whistle Blower ruota intorno alla figura di un produttore televisivo di programmi-inchiesta e di un informatore che per primo accusa lo scienziato, autentica celebrità e gloria nazionale, di aver mentito riguardo all'esperimento di clonazione.
Seguiamo quindi Yoon che cerca di svolgere il suo ruolo di reporter scomodo sempre alla ricerca della verità che grazie alle confidenze dell'informatore, un ex collaboratore dello scienziato che si è rifiutato di farsi coinvolgere nella truffa e per ciò licenziato, tenta di imbastire un programma televisivo nel quale produrre le prove che la ricerca è taroccata e che le cellule staminali non esistono.
Il film della regista Yim si configura come il più classico dei lavori di inchiesta e denuncia anche perchè la regista stessa utilizza spesso il clamore suscitato dalla truffa come un paradigma della società coreana nella quale l'etica spesso è venduta a caro prezzo in favore dell'ambizione e della corruzione.

martedì 2 agosto 2016

The Wailing [aka Goksung] ( Na Hong-jin , 2016 )




The Wailing (2016) on IMDb
Giudizio: 8.5/10

Con The Chaser si era imposto grazie ad uno degli esordi più strabilianti degli ultimi anni del cinema coreano, con The Yellow Sea aveva confermato le sue indubbie qualità di cineasta e sei anni dopo, anche stavolta grazie al palcoscenico della Croisette, Na Hong-Jin si è definitivamente imposto come uno dei registi coreani più validi: il suo The Wailing infatti è opera giustamente e coerentemente ambiziosa, che affianca al thriller l’aspetto horror in un racconto dominato dai toni oscuri e opprimenti.
In un piccolo villaggio della Corea una strana malattia che si manifesta con deturpanti pustole si accompagna a inspiegabili omicidi; la comunità sconvolta inizia a mettere in relazione gli eventi con la comparsa di un enigmatico giapponese comparso da poco e che vive isolato all’interno della foresta; per qualcuno addirittura è una sorta di essere soprannaturale che si nutre di carni crude e che mostra degli orrorifici occhi iniettati di sangue.


Ad indagare, col solito ben poco senso della professionalità, è chiamata la polizia locale ed in particolare l’ufficiale Jong-goo il quale sembra propendere per una strana e perniciosa forma di intossicazione da funghi.

Quando però tra frammenti onirici e la comparsa delle temibili pustole sul corpo della figlia anche il sergente inizia a dubitare di qualcosa di demoniaco che affligge il villaggio, le sue indagini si indirizzano sull’inquietante giapponese che vive nel bosco, coadiuvato da uno sciamano.

lunedì 1 agosto 2016

Love & Peace ( Sono Sion , 2015 )




Love & Peace (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Nel pirotecnico e prolifico 2015 cinematografico di Sono Sion trova spazio anche un lavoro che forse più di tutti si discosta nella forma dagli schemi consueti del regista giapponese: Love & Peace è infatti lavoro che ad una lettura sommaria e anche superficiale può apparire come una sconfinamento nel cinema più commerciale, di sicuro invece è film nel quale pur considerando le sue peculiarità la mano di Sono si vede chiara per larga parte dell'opera.
Che il mondo della musica alternativa abbia sempre attratto il regista è cosa risaputa, ma il suo affidarsi anche alla favola moderna con sconfinamenti nel kaiju eiga è evento tutt'altro che comune nella lunga cinematografia di Sono.


Il testo del film fu scritto dal regista stesso circa 25 anni fa e nel suo 2015 ricco di opere trova spazio con una rilettura alla luce di tematiche più recenti.
Il protagonista della storia è  Ryoichi un grigio impiegato in una azienda che opera nel mondo della musica: vessato dai colleghi, vilipeso da tutti , considerato un perdente nato, trova un minimo di solidarietà solo nella timida collega di lavoro Yuko; Ryoichi aveva tentato la fortuna nel mondo della musica raccogliendo però un fallimento colossale , motivo per il quale tutti lo considerano un incapace.
Solo verso una piccola tartaruga di mare l'uomo riesce a provare qualche sentimento, al punto che la stessa diventa la sua fidata amica cui confessare i suoi sogni: diventare un grande cantante che conquisterà la fama mondiale attraverso un percorso a tappe immaginario.
Quando Ryoichi perde la tartaruga caduta in uno scarico del water la disperazione prende il sopravvento perchè nel piccolo animale vedeva l'unica via per uscire dalla mediocrità di una vita insulsa.

domenica 31 luglio 2016

Weeds on Fire /点五步 ( Chan Chi-fat / 陈志发 , 2016 )



Giudizio: 6.5/10

Weeds on Fire è un altro di quei lavori venuti alla luce grazie agli sforzi produttivi governativi e non messi in atto per riportare in auge il cinema con connotati più squisitamente HKesi; in questo caso il lavoro dell'esordiente Chan Chi-fat vede la luce grazie al First Feature Film Institute , un programma messo in piedi dal governo di Hong Kong per permettere a giovani talenti di ottenere finanziamenti, sebbene piuttosto magri, per produrre le loro opere.
Per tale motivo Weeds on Fire, un po' come è avvenuto di recente per alcuni lavori prodotti con modalità simili, è opera che ha il suo interesse a prescindere.
Il regista poi decide di affrontare una tematica per nulla originale, il film su tematiche giovanili, filtrandolo però attraverso lo sport, uno di quelli, tra l'altro, ben poco praticati ad Hong Kong e cioè il baseball.



Ispirandosi ad una storia vera degli anni 80 con protagonisti reali, che vediamo poi omaggiati sui titoli di coda, Chan racconta il tentativo di un preside di una scuola dei Nuovi Territori di ottenere finanziamenti per mettere in piedi una squadra giovanile di baseball, la prima di tutta la città; per fare ciò mette insieme una masnada di giovanotti tutt'altro che disciplinati che trovano, seppur faticosamente, una motivazione interiore, filtrata attraverso le esperienze personali, per ottenere qualche risultato.

venerdì 22 luglio 2016

Flying Colors ( Doi Nobuhiro , 2015 )




Flying Colours (2015) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Può una ragazzina che è il prototipo della teen ager ignorante, frivola e pure mezza scema rendersi conto che rimanendo tale al di là dell'effimera ribellione giovanile vuota e fine a se stessa non fa altro che rovinarsi l'esistenza?
E può una tematica del genere apparire come una storia di rivalsa e redenzione?
Il lavoro di Doi Nobuhiro affronta questo tema raccontandoci la storia di Sayaka, biondo platino, minigonne ascellari, totalmente disinteressata alla scuola al punto di avere un rendimento nelle scuole superiori da ragazzina delle  elementari, interessata solo al suo look e alle mode fugaci dell'età adolescenziale.


La madre, unica ad interessarsi a lei visto che il padre pensa solo a lavare il cervello al figlio per farlo diventare un giocatore di baseball, decide di salvare il salvabile affidandola ad un insegnante che si occupa di corsi di recupero per adolescenti ignoranti come capre.
Il piglio e la simpatia dell'insegnante riescono a far breccia nell'orgoglio della ragazzina che piano piano prima prende coscienza della propria condizione poi decide di recuperare il tempo impegnandosi nello studio, sebbene i risultati all'inizio non fanno altro che mettere in luce la sua profonda inadeguatezza oltre che ignoranza abissale.
Ma i risultati sorprendentemente arrivano al punto che la ragazza punta addirittura ad entrare in una delle tante università d'elite di Tokyo , tipica mission impossible che però coinvolge tanto.

lunedì 18 luglio 2016

Round Trip Heart ( Tanada Yuki , 2015 )




Round Trip Heart (2015) on IMDb
Giudizio: 6/10

Hachiko lavora come addetta alla ristorazione sul Romance Car un treno intriso di nostalgia che ogni giorno fa la spola con Hakone una località celebre per le sue terme e per le vedute mozzafiato sul Fuji; la ragazza svolge il suo lavoro con nipponica gentilezza e professionalità trascinando il suo carrello tra le file dei passeggeri in viaggio dispensando snack e bevande; uno dei passeggeri cerca di rubarle uno snack e lei , ligia al dovere, lo insegue nella stazione per consegnarlo ai poliziotti.
L'uomo è uno strambo personaggio ingobbito sotto il peso della sua altezza e quando Hachiko riesce a raggiungerlo entrambi sono esausti dalla folle rincorsa quasi fossero guardia e ladro; non solo , dopo un breve colloquio i due , con un colpo di scena quasi grottesco, si concedono una escursione, guidati dalla volontà della ragazza di rintracciare la madre,  fino alla cittadina termale della quale la ragazza ha un vago ricordo per una gita compiuta anni prima con la sua famiglia prima che si sfaldasse con la separazione tra i genitori.


Dal canto suo Sakuraba, strambo e cialtrone che millanta posizioni sociali fasulle, è in realtà un povero disgraziato in fuga perchè la sua attività da produttore lo ha portato sull'orlo del fallimento, nonostante ciò mostra il suo lato più umano e quello che inizia con uno stranissimo incipit diventa ben presto un nostalgico road movie all'insegna della solitudine e della fragilità.
I due ben disposti a raccontarsi le proprie vicende pur mantenendo sempre un rigoroso distacco, nonostante per un momento sembra che qualcosa possa accadere, diventano insomma i protagonisti di una commedia agro dolce che nonostante le premesse non scade mai nel facile sentimentalismo, anzi lo evita accuratamente continuando ad affidarsi ad atmosfere spesso eteree e  riflessive.

sabato 16 luglio 2016

Inside Men ( Woo Min-ho , 2015 )




Inside Men (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Che la Corea del Sud potesse essere uno dei tanti paesi fondato e alimentato dalla corruzione dilagante è dato di fatto appurato vuoi dalla storia e vuoi dalle numerose storie cinematografiche che seppur di fantasia, si ispirano comunque a fatti realmente accaduti; ma che un film come Inside Men potesse ergersi quasi a film di denuncia risulta invece più sorprendente; il motivo del grande successo riscosso dal lavoro del regista coreano Woo Min-ho sta nel fatto di avere messo sullo schermo tutto ciò che bolle nelle viscere di un paese in cui la corruzione alimentata dalla bramosia di potere regola tutti i meccanismi politici e sociali: storia da dare in pasto insomma ad una opinione pubblica sempre più sospettosa e mal disposta verso il potere politico.


Va però detto che , fatte tutte le doverose distinzioni, Inside Men non è quello che ci si sarebbe aspettati da un Francesco Rosi o un Elio Petri asiatico del terzo millennio: la componente di denuncia è chiarissima, con tanto di riferimenti e di ambientazione a 360°, ma Woo sceglie quella che potremmo definire la via coreana al film di denuncia e cioè una pellicola nella quel accanto alle tematiche accennate c'è il thriller, c'è la violenza alla coreana (quindi tosta...) e c'è la vendetta.
Il racconto è imperniato intorno ad un losco affare che sta dietro ad alcuni importanti personaggi dell'establishment politico-finanziario coreano: il politico rampante, il giornalista che da anni muove le fila attraverso gli organi di stampa, industriali trasformati in bancomat senza fondo , tutti coagulati intorno ad una truffa che dovrebbe favorire il politico nella corsa elettorale e il potere industriale.

venerdì 15 luglio 2016

The Kodai Family ( Hijikata Masato , 2016 )




Kôdaike no hitobito (2016) on IMDb
Giudizio: 5/10

Ha ancora un senso riprodurre, con opportune correzioni e adattamenti, la favola di Cenerentola in un mondo come quello del terzo millennio dove le favole sembrano avere tutte la stessa confezione e il lieto fine standardizzato?
The Kodai Family del regista giapponese Hijikata Masato è la risposta forse più completa e al tempo stesso ovvia: chi vive nel mondo dei sogni perennemente ha bisogno di qualcuno che la comprenda e la aiuti a far sì che almeno una parte di quei sogni bambineschi diventino realtà.
Kie lavora come segretaria in una grande azienda, sognatrice ad occhi aperti col suo mondo personale popolato da personaggi di fantasia, aspira all'incontro della sua vita che possa far concretizzare le ingenue e semplici aspirazioni che si fondano sul bisogno di essere compresa ed accettata.


Quando nell'azienda in cui lavora compare il giovane rampollo della famiglia proprietaria, un autentico principe tanto etereo quando inarrivabile, i pensieri di Kie spaziano a 360° gradi; il problema però è che Mitsumasa, il giovane belloccio e ricco figlio del padrone dell'azienda ha lo strana e prodigiosa dote di saper leggere il pensiero: di fronte a tanta purezza di sentimenti il ragazzo un po' incuriosito e divertito, un po' colpito agevola l'incontro con Kie che ben presto si tramuta in amicizia e quindi in amore.
Mitsumasa a dimostrazione dei suoi buoni propositi introduce la ragazza nella sua famiglia dove anche il fratello e la sorella sono telepatici per uno strano dono genetico; l'unico ostacolo è ovviamente la madre rigida e dispotica che non contempla per il futuro del figlio un matrimonio con una ragazza di origini non altolocate.

giovedì 14 luglio 2016

Young Love Lost / 少年巴比倫 ( Xiang Guoqiang / 相國強 , 2015 )




Young Love Lost (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Siamo nei primi anni novanta in una città del nord della Cina che vive agglomerata intorno ad una gigantesca fabbrica di prodotti chimici, uno degli ultimi baluardi della industrializzazione comunista, fonte inesauribile di lavoro e di speranza per gli abitanti della città.
Il protagonista della storia è un giovane , Lu Xiaolu, il cui padre appena ha potuto ha pensato di infilarlo, seguendo i soliti metodi basati sul favore e sul clientelismo, nella immensa fabbrica assicurandogli così un futuro; è lo stesso ragazzo che anni dopo racconta la sua storia, quegli anni che lo portavano fuori dalla adolescenza per affacciarsi al mondo degli adulti e alle prospettive che i cambiamenti sociali seguiti alla modernizzazione del paese si paravano davanti.


Ma il giovane ha ben altre idee per la testa: le pulsioni sessuali si affacciano prepotentemente e il vedersi infilato in un microcosmo colorato e variegato quale è quello della fabbrica non fa altro che alimentare i suoi desideri; eh sì perchè il regista Xiang Guoqiang, qui alla sua opera prima, ritrae il mondo della fabbrica come un universo colorato popolato da uomini allupati e sempre sensibili alle problematiche sessuali pecorecce, un ambiente che è un po' a metà strada tra una caserma e una scuola di eterni adolescenti.
Xiang è assegnato al nucleo che si occupa della parte meccanica del complesso industriale e ben presto scopre come ogni reparto vive delle sue regole , spesso in vivace contrapposizione con gli altri.
Unica traccia gentile all'interno della fabbrica è la giovane dottoressa Bai Lan che da parte sua tratta con distacco tutti, più che altro per salvaguardare se stessa.
Tra i due comunque, a tappe di lento avvicinamento, inizia un rapporto di amicizia che alla fine sfocerà in vero amore, culminando, grottescamente in una serata segnata da un forte terremoto.
Quegli anni sono stati per Lu di certo i più belli , come ricorda nel finale, ma anche i più amari, perchè sotto i suoi occhi sono passati a folle velocità non solo l'amore ma anche tutti i cambiamenti che hanno portato la Cina su una strada diversa: insomma alla fine Young Love Lost si tinge in maniera netta e decisa di quei colori della nostalgia verso l'epoca della giovinezza e di un'era che appare lontanissima nel tempo, approdando a quel genere di tematiche che il cinema cinese degli ultimi anni sta sempre più abbracciando nel suo guardare al passato che non è solo personale e nostalgico, ma anche storico e sociale.

mercoledì 13 luglio 2016

Lowlife Love ( Uchida Eiji , 2015 )




Lowlife Love (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

In una società come quella giapponese, votata al formalismo e animata da una competitività estrema che non prevede l'insuccesso o peggio il fallimento, non risulta difficile immaginare il sottobosco cinematografico che si muove tra produzioni low cost e cinema indipendente come un magma dove tutto sembra ridursi ad una lotta per la sopravvivenza, un ampio campo di battaglia dove esistono pochissime regole e dove imperversano millantatori, imbroglioni, farabutti, produttori privi di soldi e di scrupoli e l'immancabile yakuza.
Lowlife Love di Uchida Eiji  osserva proprio questo mondo marginale, quasi nascosto nel quale la domanda che tutti si pongono, più o meno esplicitamente , è: "quanto sono disposto a mettere in gioco per raggiungere il risultato ?".


Il protagonista Tetsuo, ad esempio, regista di un film indipendente alcuni anni e da tempo impegnato a trovare il modo di dirigerne un altro, sebbene sia un personaggio di quelli che certamente non potremmo definire raccomandabili, ha però la sua sacra morale cinematografica votata all'idealismo un po' donchischottesco; poco importa che dietro questa sua forma di puro idealismo si nasconda un pornomane, un  molestatore che naturalmente sfrutta il suo ruolo per circuire le aspiranti attrici, Tetsuo sa però riconoscere il talento, spogliandosi del suo ruolo sgradevole da clichè cinematografico di quart'ordine.
Minami, una giovane appena giunta dalla provincia e che ben presto deve fare i conti, adeguandosi senza troppe difficoltà, con le regole che governano quel sottobosco e Ken, un giovane sceneggiatore alle prime armi, entrano ben presto nell'orbita di Tetsuo che vede in loro grandi potenzialità; ma la concorrenza nel variegato mondo del cinema indipendente e povero è feroce e quindi il protagpnosta deve fare i conti con colleghi e produttori senza scrupoli che usano i suoi stessi metodi, cioè le avances sessuali, per portare dalla propria parte la giovane aspirante attrice.

Mountain Cry / 喊山 ( Larry Yang / 杨子 , 2015 )




Mountain Cry (2015) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Il giovane regista cinese Larry Yang, appartenente a quella generazione di cineasti che sebbene diplomatisi nelle prestigiose Accademie cinesi ( la Beijing Film Academy in questo caso), possiedono un bagaglio culturale di ampie vedute grazie alle esperienze maturate in altri paesi che gli hanno consentito di introdurre all'interno della a volte austera autorialità tipica del cinema cinese nuove vedute cinematografiche di certo più contaminate dalle esperienze occidentali.
In Mountain Cry Yang si cimenta con un periodo storico tra i più difficili e al tempo stesso più affascinanti che ha influenzato in maniera radicale la società cinese: siamo infatti negli anni 80, in un villaggio dello Shanxi dove, sebbene ormai il paese abbia imboccato la via delle aperture che lo porteranno al boom economico che conosciamo, l'eco della appena conclusa Rivoluzione Culturale è ancora forte , col suo carico di usanze , tradizioni e regole quasi tribali.


Quando il marito della giovane e bella ma purtroppo muta Hong Xia muore a causa di una trappola piazzata maldestramente dallo scapestrato Han Chong, il consiglio del villaggio, temendo la reazione delle autorità che avrebbe minato l'armonia della comunità, decide di non denunciare il fatto e di compensare la perdita della donna con l'impegno del giovane a farsi carico dei bisogni della famiglia della giovane vedova, da tutti vista come una intrusa nel villaggio in quanto giunta da poco insieme al marito.
Han Chong accetta obtorto collo l'incarico e si prende sulle spalle i bisogni della famiglia, Hong da parte sua si dimostra fedele al suo ruolo di donna di casa sfamando il giovane e accudendolo dopo le fatiche lavorative.
I due trovano quindi un modo per comunicare e per riuscire a mettere su una specie di famiglia surrogata, ma soprattutto, quello che all'inizio era un rapporto fondato sulla diffidenza e sul rancore si tramuta in una storia di amore cresciuta all'ombra di un ambiente ostile e gretto, che si nutre anche del tragico passato della donna.

lunedì 11 luglio 2016

The Exclusive: Beat the Devil's Tattoo (Roh Deok , 2015 )




Journalist (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Heo lavora come reporter in un grande network, con la sua professionalità cerca di mettere una pezza nella vita personale ( la moglie non crede in lui e vuole il divorzio) e in quella professionale dove si addensano le nubi di un ridimensionamento del personale che potrebbe coinvolgerlo; quasi per caso però si trova di fronte ad una soffiata che potrebbe cambiare la sua vita per sempre; negli ultimi mesi Seoul è stata sconvolta dalle gesta esecrabili di un serial killer feroce e Heo sembra avere una informazione che potrebbe risolvere il caso sul quale anche la polizia annaspa senza fare progressi.
I dirigenti del network si gettano sulla notizia , infervorati nella solita corsa allo scoop e prima ancora che possa rendersi conto di quanto sta accadendo Heo si ritrova sbattuto sugli schermi insieme alla sua informazione preziosa della quale però ben presto non si dimostra così sicuro come appariva all'inizio.


Strutturato come un thriller con tutti canoni giusti del genere, The Exclusive è però fondamentalmente tutt'altra cosa: uno spaccato ricco di sarcasmo e con toni spesso da commedia, seppur nera, del mondo dell'informazione e della sua competitività all'interno del paese forse più competitivo del mondo.
L'iniziale euforia del protagonista ben presto scivola nel dubbio e nel terrore per le conseguenze nefaste che potrebbe avere mentre i vertici del network misurano il successo della scelta con incrementi vertiginosi dell'audience ben poco inclini a riconoscere la possibilità seppur remota dell'errore; come se non bastasse anche la polizia mostra il suo volto più sgradevole ed incapace: per Heo insomma un salire e scendere continuo dalla polvere agli altari in una storia che mette la mancanza assoluta di etica al centro delle tematiche e il disagio di chi invece un briciolo di morale professionale lo mantiene ancora.
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