sabato 10 giugno 2017

Personal Shopper ( Olivier Assayas , 2016 )




Personal Shopper (2016) on IMDb
Giudizio: 6/10

Seppur sommerso da una generosa valanga di fischi ed ululati, soprattutto da parte della critica specializzata, Olivier Assayas giusto un anno fa portò a casa da Cannes il Premio per la migliore regia con Personal Shopper, un 'altra di quelle decisioni indecifrabili ( o forse fin troppo tale ) cui le giurie della Croisette ci hanno abituato da alcuni anni.
Il film di Assayas soffre di un grosso equivoco di fondo che si presenta costantemente durante tutta la durata: è un lavoro che non imbocca mai una strada in maniera decisa; inizia come una ghost story classica , prosegue come un thriller su un substrato sempre più invadente di dramma personale.


La protagonista della storia , Maureen, è infatti una medium , o almeno così crede e il dubbio verrà instillato profondamente nel finale , che lavora come personal shopper, cioè come una tuttofare , per una celebrità della mondanità e dello spettacolo; è da poco morto in giovane età il suo fratello gemello col quale, grazie ad un patto sottoscritto in vita, cerca di mettersi in contatto rifugiandosi nella immensa villa nella quale l'uomo era vissuto. A rendere più inquietante lo scenario è la causa di morte del fratello: una malformazione congenita al cuore che potrebbe colpire anche la protagonista.
Seppur con difficoltà Maureen riesce ad entrare in contatto con una entità, ma lei per prima nutre forti dubbi che del fratello si tratti: infatti lo spirito è fortemente rancoroso e tutt'altro che ben disposto.
Quando però un altro misterioso contatto, molto più terreno, si frappone sulla strada della giovane donna , Personal Shopper scivola irrimediabilmente nel thriller, che è bene dirlo subito, mostra dei limiti notevolissimi sotto molteplici aspetti.
Il tramite di questo contatto non può che essere l'immancabile supporto multimediale dello smartphone, per cui assistiamo a dialoghi di svariati minuti tra il misterioso personaggio che sembra quasi perseguitarla e la protagonista solo attraverso la messaggistica.

My Uncle ( Yamashita Nobuhiro , 2016 )




My Uncle (2016) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Quando al piccolo Yukio viene assegnato come compito a casa il tema nel quale descrivere un membro della famiglia, il ragazzino sul momento rimane senza idee , col foglio bianco davanti, incapace di trovare uno spunto degno di nota nella sua famiglia ordinaria; poi però arriva il colpo di genio: non il padre nè la madre, nè tanto mneo la sorella maggiore saranno gli eroi del suo componimento, bensì il giovane zio , fratello del padre, un aspirante filosofo sfaccendato che vive totalmente a scrocco nella casa dei genitori di Yukio; di certo lo zio non è persona ordinaria, cialtrone e ciarlatano sì, scroccone pure , ma di certo originale, tipico personaggio che ben si addice alla carrellata di eroi stralunati  partoriti da Yamashita Nobuhiro.


Lo zio in famiglia è frequente causa di dispute: la cognata non lo sopporta e travalica spesso in scene isteriche rivolte al marito che sopporta una situazione simile, il quale da parte sua cerca di mantenere la pace famigliare nonostante la sorella maggiore di Yukio sempre pronta a versare benzina sul fuoco.
Non che i motivi per detestare lo zio ospite siano poco validi: l'uomo passa il tempo con la testa tra le nuvole, enunciando dissertazioni filosofiche assurde, si comporta da imbranato totale e si fa comprare persino i manga dal nipote, asserendo che la loro lettura lo porta a riflettere e a pensare meglio sulle sorti del mondo.
Insomma l'invadente zio è veramente un personaggio su cui scrivere e raccontare e Yukio diventa così il narratore delle sue strampalate e comiche gesta in un crescendo di situazioni e dialoghi comici, quasi degli sketch sempre però bene strutturati all'interno del racconto.
A cercare di risolvere la situazione è la sorella della madre di Yukio che organizza un incontro tra l'imbranato e Eri una giovane nippo-americana, proprietaria di una piantagione di caffè alle Hawaii: stranamente l'uomo cade quasi in deliquio per la bella fanciulla la quale dal canto suo non sembra affatto dispiaciuta delle spesso ridicole attenzioni dell'uomo.
Quando Eri torna alle Hawaii per occuparsi della piantagione Yukio con grande senso pratico e intelligenza, tutto ciò che manca alla zio, lo spinge a raggiungere la sua amata nel paradiso degli amanti del mare; inutile dire che zio e nipote, sfruttando uno dei clichè più universalmente abusati, si presenteranno alle Hawaii in rigorosa tenuta d'ordinanza: camicie a fiori e calzoncini, come impone la regola.

giovedì 8 giugno 2017

Sieranevada ( Cristi Puiu , 2016 )




Sieranevada (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

A un anno esatto dalla sua premiere al Festival di Cannes, arriva sugli schermi italiani Sieranevada di Cristi Puiu, autore capofila di quella Nouvelle Vague Romena che si è imposta negli ultimi anni come una delle correnti cinematografiche più interessanti e prolifiche del panorama mondiale.
Puiu, come la gran parte degli autori contemporanei romeni più apprezzati, appartiene a quella generazione che ha visto cadere il comunismo, che è stata parte attiva nella ricerca di una svolta democratica nel paese e che, a ormai quasi trenta anni di distanza dalla "rivoluzione" che partì da Timisoara e che portò alla caduta di Ceaucescu, si interroga sul valore di quegli eventi e sul successivo cammino intrapreso dalla società; per tale motivo i lavori della Novelle Vague romena sono quasi sempre intrisi di riflessioni politiche calate nel contesto di una contemporaneità difficile ed incerta.


Sebbene Sieranevada sia lavoro all'apparenza intimo, con note autobiografiche ed incentrato su una famiglia della media borghesia, al suo interno scorrono numerose tematiche sociali e politiche che Puiu, in perfetto stile neorealista , si guarda bene dal giudicare e dall'elaborare; in tal senso è emblematica la prima scena del film che dà subito una idea di come le quasi tre ore dell'opera siano strutturate: una macchina da presa fissa in un angolo di una strada che riprende una scena famigliare come tante con un sottofondo di rumori da strada che non consentono quasi mai di apprezzare i dialoghi.
E' l'unica scena , insieme ad un altro breve inserto verso il finale del film, che si svolge al di fuori di un appartamento della periferia di Bucarest dove , secondo le tradizioni ortodosse, una famiglia si riunisce per commemorare il defunto patriarca, morto quaranta giorni prima.
La prospettiva attraverso la quale Puiu ci porta in questo appartamento dove regnano i chiaroscuri è quella di Lary, medico che da un anno ha abbandonato la professione per dedicarsi al commercio di apparecchiature elettromedicali; nella casa si radunano parenti e qualche amico di famiglia: uno spaccato di umanità variegata e in certi casi anche bizzarra.

venerdì 2 giugno 2017

At Cafè 6 / 六弄咖啡馆 ( Neal Wu / 吴子云 , 2016 )




At Cafe 6 (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

La nuova commedia taiwanese ha prodotto fin qui una buona quota di lavori di successo grazie anche alla bravura e all'ingegno di molti nuovi autori del cinema contemporaneo, al punto di assurgere a vero e proprio genere cinematografico che ogni anno sforna diversi lavori rivolti essenzialmente al grande pubblico: perno di questo genere è , quasi sempre, il racconto giovanile ambientato tra le mura scolastiche che getta poi le sue radici negli anni a seguire, quelli contemporanei, producendo un sentimento di nostalgia, quasi di rimpianto per il passato.
At Cafe 6 non deraglia a grandi linee da questo clichè, sebbene presenti qualche variazione sul tema più intimamente dolorosa; Neal Wu famoso scrittore , come una buona parte dei giovani registi provenienti da Taiwan, adatta per la sua opera prima il romanzo scritto da lui stesso che enorme successo riscosse una decina di anni orsono.


Che Wu provenga dal mondo letterario è abbastanza evidente se si considera la trama e le atmosfere del film grazie ad una sceneggiatura che in più parti fa ricorso alla riflessione interiore.
La storia si apre con una ragazza che piomba in un bar che ha il nome che dà il titolo al film ( non a caso…): nel locale deserto la ragazza trova il conforto del proprietario che percepisce al volo il disagio della giovane per la profonda crisi che sta vivendo col suo fidanzato; per dare maggiore forza a quanto dice l'uomo si lancia in un lungo racconto di alcuni decenni prima che vede come protagonisti una coppia di adolescenti liceali, Ming-lu e Xin-rui, che attraverso varie tappe giungono a stringere una relazione tra loro, grazie soprattutto all'aiuto del fraterno amico di lui Zhi.
L'ambientazione è quella della scuola che rimanda ad un passato visto sempre con occhio nostalgico e ripulito dalle scorie che permette però di delineare subito i tratti dei protagonisti: Ming-lu è un ragazzo con la testa sulle spalle, se vogliamo abbastanza ordinario, Xin-ru invece è una adolescente estroversa , dinamica per certi versi anche anticonvenzionale; sta di fatto che il loro amore sembra viaggiare sui giusti binari in un periodo della vita che per il momento non pone scelte difficili.

mercoledì 31 maggio 2017

The Sleep Curse / 失眠 ( Herman Yau / 邱禮濤 , 2017 )




The Sleep Curse (2017) on IMDb
Giudizio: 7/10

Si riforma dopo venti anni la coppia Herman Yau-Anthony Wong in un film estremo, raro esempio ormai di Cat III gore e , ovviamente, il pensiero corre a The Untold Story e Ebola Syndrome che videro la stessa accoppiata confezionare due tra i lavori basilari del genere horror.
Inutile dirlo: l'attesa al FEFF era altissima, per un film che prometteva un tuffo nella violenza cruenta ed eccessiva tipica del genere.
Le vicende si svolgono nei primi anni 90: il dottor Lam è un illustre neurofiosiologo universitario specializzato nello studio del sonno che porta avanti attraverso esperimenti che trovano ben pochi sostenitori considerata la bizzarria che sta alla base dello studio: perchè l'uomo deve perdere un terzo della vita dormendo?
Bloccati i fondi per le sue ricerche, Lam trova un insperato stimolo  in seguito alla ricomparsa , dopo molti anni, di una sua vecchia fiamma, che si rivolge a lui proprio per le sue grandi conoscenze nel settore della neurofisiologia del sonno: la famiglia della donna, Monique, è tormentata da una strana forma di insonnia che ha già portato a morte alcuni membri della stessa.


Lam accetta di seguire la donna in Malaysia giusto in tempo per assistere alla morte del fratello ricoverato in ospedale; trafugato il cervello dell'uomo grazie ad una incursione notturna nell'obitorio ed inviatolo dentro un durian ad Hong Kong per posta, Lam inizia a studiare l'organo per capire se ci sono alterazioni nella sua struttura che possano spiegare l'insonnia che lo ha portato a morte.
Lam stesso, a dire il vero, soffre di insonnia accompagnata a terrificanti visioni, per cui decide di rivolgeresi ad una medium per mettersi in contatto col padre morto; anche Monique, insonne pure lei, prima di ricorrere a Lam aveva tentato tutte le strade , anche quelli ad indirizzo puramente irrazionale e di superstizione.
Quello che appare come un prologo del film è in effetti già quasi la sua fine, perchè tutta la parte centrale è il vero antefatto, un passato che getta la sua inquietante presenza sul presente e che affonda le sue radici nella Cina occupata dai giapponesi e alle atrocità commesse.

domenica 21 maggio 2017

Die Beautiful ( Jun Robles Lana , 2016 )




Die Beautiful (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Proprio nel giorno in cui viene incoronata reginetta in un concorso di bellezza, coronando il sogno della sua vita, Trisha , una transessuale filippina, muore improvvisamente per un aneurisma cerebrale.
Nel suo testamento spirituale, tramandato attraverso la sua carissima amica Barbs, Trisha esprime il desiderio che durante i setti giorni di veglia funebre venga vestita e truccata ogni giorno in modo diverso seguendo i modelli delle grandi star del cinema e della musica.
Partendo dalla fine il film racconta grazie a ripetuti flashback temporali la vita del giovane Patrick, nato maschio ma ben presto irresistibilmente attratto dal desiderio di diventare una donna: i duri confronti col padre che ovviamente non approva, l'abbandono della casa e l'inizio della convivenza con Barbs, anch'essa transessuale, il duro e spietato racconto della violenza di gruppo subita, l'ingresso nei circuiti delle esibizioni e dei pittoreschi concorsi di bellezza , l'adozione di una trovatella e l'affermazione come una delle più affascinanti transgender e la tormentata vita sentimentale.


La vita di Trisha è una battaglia condotta con decisione per l'affermazione della sua sessualità che spazzi via le ambiguità che la opprimono, è una vita fatta di sogni e di delusioni, di ammirazione e di emulazione per le grandi personalità dello spettacolo ma anche dell'impossibilità di essere accettata da tutti sebbene l'ambiente che la circonda è intriso di grande umanità e di fratellanza.
Seguiamo quindi Trisha nei momenti che generano sorrisi grazie ad alcuni dialoghi brillanti e divertenti e ad alcune situazioni al limite dell'esilarante ( i concorsi di bellezza ad esempio), ma la vediamo anche nella sua ricerca continua di accettazione che passa attraverso una nascosta ma ben presente crisi di identità che la porta a volere ogni volta prendere le sembianze di qualche grande star , prototipo di femminilità, che esalti la sua.
Nel presente vediamo Trisha solo e soltanto stesa nella bara, in una bizzarra camera mortuaria clandestina dove le amiche l'hanno portata per sottrarla al padre che con un estremo e ultimo atto di sfregio vorrebbe per lei un funerale da uomo; qui Trisha sembra vivere ancora, circondata dal via vai di trans e di amici che si occupano del suo trucco e della sua trasformazione ogni giorno: da Angelina Jolie a Britney Spears, passando per Julia Roberts; tutto quello che avrebbe voluto essere in vita prende corpo nella morte, persino un bellissimo e costosissimo abito da sposa che una tanto austera quanto generosa stilista di moda ( un bellissimo cameo della grande Eugene Domingo) le porta in regalo la fa assurgere ad autentica diva al punto di meritare dei selfie che i visitatori scattano davanti alla sua bara aperta.

mercoledì 17 maggio 2017

Satoshi: A Move for Tomorrow ( Mori Yoshitaka , 2016 )




Satoshi: A Move for Tomorrow (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

Ispirato alla figura di Murayama Satoshi, campione di shogi morto all'età di 29 anni,  Satoshi: A Move for Tomorrow è un lavoro che trova proprio nella sua ambientazione incentrata su uno dei giochi più antichi del Giappone, una sorta di scacchi che fa assurgere i giocatori professionisti a livelli di star nazionali, e sul racconto della figura di questo bizzarro personaggio un valido doppio binario intorno al quale la vicenda si svolge.
Personaggio a dir poco eccentrico, fuori le righe, dotato però di quella genialità pazzoide tipica dei soggetti talentuosi, Murayama sfidò non solo i più grandi campioni, ma anche se stesso e il suo destino segnato da una gravissima malattia contratta da giovane che lo portò a morte in seguito anche alla comparsa di un tumore alla vescica che lui , fieramente e sdegnosamente si rifiutò sempre di curare per non interferire col suo modo di giocare.


La sua sfida è stata col mondo dello shogi per scalarne le posizioni, con i suoi avversari, con un certo conformismo, ma soprattutto con se stesso per dimostrare che la sua tecnica di gioco e la sua bizzarria potevano trionfare in un ambiente così competitivo.
Quello che nel racconto sembra puro autolesionismo è invece la sfida delle sfide: dimostrare di poter determinare il propio destino grazie al suo smisurato talento nel gioco.
Cresciuto in provincia sotto la guida di un paterno maestro che ben presto intuì che il suo talento era di gran lunga superiore a quello di chiunque altro, Murayama si trasferì a Tokyo per poter dare la scalata definitiva ai vertici dello shogi: qui nonostante la sua scontrosità, il suo essere rissoso e trasandato, spesso addirittura sbandato, eccessivo in tutto ciò che faceva, riesce comunque a conquistare l'ambiente del gioco professionistico; il suo talento, che si esplicava in geniali atteggiamenti tattici durante le partite, insomma, cancellava tutto quanto di poco gradevole c'era in lui, compreso il suo aspetto da obeso trasandato e non incline a piegarsi alle convenzioni sociali.

lunedì 15 maggio 2017

Over the Fence ( Yamashita Nobuhiro , 2016 )




Over the Fence (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Yamashita Nobuhiro, ospite abituale del Far East Film Festival, è regista che pur senza raccontare storie che si distinguano per originalità o estrosità sa essere sempre molto personale nell'approccio ai personaggi e alle loro vite; il prototipo del personaggio principale di Yamashita è il classico sbandato che vive ai margini dove lo ha relegato una vita vissuta confusamente e che sembra essersi accanita con lui.
Anche in Over the Fence il regista giapponese non viene meno al suo stile e soprattutto alla costruzione dei protagonisti del suo racconto.
In una città di provincia ben poco attraente dell'isola di Hokkaido Shiraiwa ferquenta un corso professionale per falegnami che sembra più un centro di accoglienza per persone emarginate e sbandate; ha un matrimonio alle spalle finito male, un figlio che non può vedere e passa le sue giornate stancamente alla scuola e perdendo tempo, il classico personaggio che sembra avviato al naufragio interiore insomma.


Quando un collega del corso cerca di coinvolgerlo in una impresa imprenditoriale per acquistare un club, Sharaiwa si mostra molto poco convinto, nonostante le lusinghe del collega che lasciano intravedere una vita più agiata e brillante.
In un bar incontra Satoshi, una ragazza col nome da maschio che aveva già notato brevemente in strada mentre si esibiva nell'imitazione dei versi degli uccelli: la ragazza è senza dubbio carina , spigliata e all'apparenza sicura di sè, oltre a fare la cameriera nel bar Satoshi lavora pure come guardiana in un parco giochi con annesso un piccolo zoo.
I due iniziano a frequentarsi ma quando la storia approda ad un legame sentimentale quella che sembrava solo una ragazza stravagante si dimostra invece essere profondamente disturbata, vicino alla pazzia; i suoi scatti da folle scatenati dall'abulia di Shiraiwa nel rispondere alle sue pressanti domande sul suo passato non sembrano però allontanare di molto l'uomo dalla ragazza; tenacemente, e forse masochisticamente, il protagonista continua a cercare Satoshi nonostante le pesanti accuse che lei gli getta addosso riguardo al suo passato.

domenica 14 maggio 2017

Confidential Assignment ( Kim Sung-hoon , 2017 )




Confidential Assignment (2017) on IMDb
Giudizio: 7/10

La divisione delle due Coree è come sappiamo uno dei grandi argomenti che anche nel cinema trovano periodicamente spazio; Kim Sung-hoon , il regista di Confidential Assignment affronta lo spinoso caso affidandosi alla commedia d'azione: niente proclami patriottistici, nè drammoni storico-sociali, bensì una divertente storia che sa fondere il film d'azione con la commedia brillante, sostenuto dalla eccellente prova dei due attori protagonisti.
In Corea del Nord c'è una fabbrica che stampa dollari falsi sotto il controllo delle autorità, il capitano Lim viene inviato con la sua squadra nella zecca clandestina perchè si sospetta che un ufficiale a capo di una banda di malfattori voglia utilizzare le matrici delle banconote per usi personali; ne segue un sanguinoso scontro a fuoco che porta all'annientamento di tutta la squadra di Lim e alla fuga dell'ufficiale con la sua banda che si porta dietro le matrici.


Saputo che il traditore si nasconde in Corea del Sud le alte autorità nordcoreane inviano Lim sotto copertura al seguito di una delegazione ufficiale con l'incarico di scovare l'ufficiale traditore e riportare indietro le matrici; per mettere in pratica questa azione di polizia però il governo di Seoul, ignaro della reale pericolosità del fuggiasco, gli affianca  il detective Gang, tipico esempio di poliziotto goffo e ciarlatano che deve tenere d'occhio Lim e scoprire la vera natura dell'operazione.
Nonostante la premessa che potrebbe esser lo spunto per il classico spy-story, Confidential Assignment ben presto imbocca decisamente la via della commedia: d'altronde vedere assieme il rigido ed efficentissimo Lim con il fanfarone Gang già di per sè indirizza in tal senso la storia, quando poi i due superata l'ovvia diffidenza iniziale iniziano a capire che uno è necessario all'altro subentra anche un certo bizzarro cameratismo, sebbene una traccia di diffidenza rimanga viva.
L'arrivo di Lim a casa di Gang che si offre di ospitarlo è poi uno dei momenti più azzeccati di tutta la pellicola: moglie e sorella di Gang in deliquio di fronte all'indubbio fascino di Lim e anche la  figlioletta del sudcoreano ha da dire la sua in proposito e l'apparente inconciliabilità tra nordisti e sudisti dà luogo a frequenti equivoci.

sabato 13 maggio 2017

Mon Mon Mon Monsters / 報告老師!怪怪怪怪物 ! ( Giddens Ko / 九把刀 , 2017 )




Mon Mon Mon Monsters (2017) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

L'esordio di Giddens Ko nel cinema fu un successo strabiliante: You Are The Apple of My Eye fu cinque anni orsono uno dei film di maggior successo in tutta l'area dell'estremo oriente; l'incursione cinematografica di un noto scrittore che annovera schiere di fans sfegatati d'altronde non poteva passare inosservata.
Col secondo lavoro Giddens compie una rivoluzione a 180° : se i protagonisti del nostalgico film d'esordio erano infatti dei simpatici e per certi versi teneri studenti seguiti nel loro processo di crescita e di inserimento nella società, Monsters , partendo dallo stesso tipo di ambientazione, quello scolastico, ormai un punto fermo che caratterizza quel nuovo genere che è la commedia giovanile taiwanese, approda su lidi diametralmente opposti; i protagonisti di Monsters sono infatti cattivi, molto cattivi, anche quelli che non lo sembrano  e i mostri finiscono per essere meno detestabili di loro.


Shu-wei è uno dei bersagli preferiti dei bulli della scuola il che fa di lui una sorta di zimbello spernacchiato e maltrattato da tutti; per una pura coincidenza Shu-wei si ritrova a dover frequentare la banda di bulli che obtorto collo lo accoglie (si fa per dire...) con sè nelle attività di sostegno civico che la scuola impone ai studenti, i quali dal canto loro si può immaginare in che modo possano sostenere i vecchi rimbambiti che gli vengono affidati.
Una sera la banda si imbatte in due strane creature antropomorfe  dall'aspetto repellente che banchettano con carne umana; i bulli son talmente cattivi che riescono a catturarne una , la più piccola, che portano nel loro covo, una piscina con annessi locali spogliatoio in rovina, ambientazione tanto assurda quanto affascinante.
Qui scoprono che la strana creatura soffre al contatto con la luce e per passare il tempo si divertono a torturarla; la banda ha in Ren-hao l'indiscusso capo e nella psicopatica fidanzata di questo l'elemento più inquietante.

Mercury Is Mine ( Jason Paul Laxamana , 2016 )




Mercury Is Mine (2016) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Carmen è una donna di mezza età che gestisce un ristorante che si trova lungo la strada che conduce al monte Arayat, luogo frequentatissimo dai turisti per le numerose leggende che lo circondano compresa quella che favoleggia di un immenso tesoro sepolto in qualche parte; visto che gli affari vanno tutt'altro che bene, la donna passa il tempo ad immaginare di partecipare ad uno show televisivo dove si presentano succose ricette.
Una notte alla sua porta bussa un giovane bianco, che la implora di offrirgli un riparo per la notte.
La donna con riluttanza accetta e la mattina dopo il giovane si offre come suo cameriere pur di poter rimanere ancora per qualche giorno suo ospite.


Magicamente, ma non tanto poi, gli affari por Carmen tornano ad andare a gonfie vele per la presenza del giovane bamboccione dalle pelle chiara , gli occhi celesti e i capelli biondi, che funge da richiamo per i turisti: con il passare dei giorni il rapporto tra i due assume le sembianze di mamma e figlio per poi scivolare lentamente verso connotati più sottilmente morbosi con il passare del tempo.
Carmen si lega al ragazzo, il quale, ormai una piccola star, inizia a voler pensare di testa sua; inoltre nel passato del ragazzo c'è un macigno pesantissimo che verrà a galla e che Carmen cercherà di sfruttare per tenerlo legato a sè.
Appartenente alla schiera dei nuovi cineasti indipendenti del cinema filippino, Jason Paul Laxamana affronta con garbo e con ironia in Mercury is Mine il tema a forte impronta cultural-sociologica del rapporto tra bianchi e filippini, che si manifesta nella società quasi come una forma di razzismo al rovescio, legato a questo c'è la tematica del tentativo dei filippini di contrarre matrimoni misti, come a voler ripulire i propri connotati razziali.

venerdì 12 maggio 2017

Derailed ( Lee Sung-tae , 2016 )




Doo namja (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

Contrapposto a certo cinema coreano più mainstream nel quale abbondano l'epicità, l'azione e l'eleganza formale e strutturale e che, a ragione, ha raggiunto livelli tecnici da molti magnificati, esiste una quota di film che si affidano maggiormente a tematiche sociali rivolte soprattutto verso gli emarginati; senza scomodare il primo Kim Ki-duk abbiamo diversi esempi di tale prodotto, e Derailed , opera prima di Lee Sung-tae è uno di questi, quasi un'opera minimalista ambientata nei bassifondi e nella disperazione.
I protagonisti del racconto sono quattro giovanissimi che vivono di espedienti, dormono dove capita, mangiano nei ristoranti per poi scappare e si dedicano saltuariamente a qualche piccolo furto in seguito al quale ricevono spesso una bella dose di botte; non sono malavitosi, bensì degli emarginati che le famiglie hanno ripudiato e che  poggiano le loro esistenza solo sul fallace senso di libertà che li anima e che si traduce in una battaglia quotidiana per arrivare alla fine della giornata che gli regala un illusorio senso di vitalità.


Quando i quattro ( due coppie legate anche sentimentalmente) decidono di volare più in alto rubando una macchina si ritrovano ben presto nei guai: l'auto appartiene ad un piccolo boss sgangherato che gestisce un karaoke bar e questi non troverà molte difficoltà a rintracciare i ragazzi e chiedere il pegno: la bella Ga-young, fidanzata del leader  dei quattro, Jin-il, dovrà lavorare per lui come hostess nel suo locale; come non bastasse sulle tracce dei quattro si mette pure uno psicopatico di loro vecchia conoscenza che cerca vendetta.
Jin-il ogni giorno porterà al boss i soldi rimediati per poter riavere indietro la sua amata, e nel letame in cui sguazzano le loro vite, anche un piccolo boss che però ha il suo seppur distorto codice d'onore, può diventare un piccolo fiore.

Survival Family ( Yaguchi Shinobu , 2017 )




The Survival Family (2017) on IMDb
Giudizio: 6/10

Tokyo, una mattina come tante; una famiglia ordinaria è pronta ad iniziare la giornata: padre oscuro impiegato, madre casalinga , figli teenager in evidente fase di ribellione adolescenziale; un cellulare che non funziona, una lampadina che non si accende, l'ascensore fermo, i semafori spenti, le metropolitane bloccate: uno strano blackout si è impadronito della città, tutto ciò che necessita di energia per funzionare è fermo, persino le automobili.
Quando passata la giornata si intuisce che qualcosa di incomprensibile è avvenuto, il panico inizia a serpeggiare ed entro pochi giorni la città è in ginocchio.


A questo punto, lungi dal diventare il più classico dei disaster movie di stampo post apocalittico, la storia assume i caratteri di un peculiare road movie.
La nostra famigliola infatti, percorsa da attriti e da ostilità interne, decide di partire dalla megalopoli per raggiungere le località di provincia, precisamente quella dove vive il padre del capofamiglia, perchè pare che lì tutto funzioni.
La famiglia Suzuki, ripiombata in pieno medioevo dove vige la legge del baratto, si procura quattro biciclette ed inizia il lungo viaggio verso Kagoshima in riva al mare, percorrendo autostrade popolate da profughi che avanzano faticosamente a piedi.
Il viaggio, in aderenza al topos dominante del road movie, sarà l'occasione non solo di raggiungere la salvezza, ma anche di rinsaldare i deboli legami famigliari.
Indubbiamente lo snodo narrativo di partenza è interessante, pensiamo per un attimo cosa succederebbe veramente in una situazione del genere in qualsiasi parte del globo, e anche la scelta di Yaguchi di improntare il film affidandosi a toni da commedia è meritevole.

martedì 9 maggio 2017

Jailbreak ( Jimmy Henderson, 2017 )




Jailbreak (2017) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Il cinema cambogiano torna ad Udine per la seconda volta dopo lo storico esordio di due anni orsono con The Last Reel di Sotho Kulikar; la pellicola di quest'anno è però quanto di più lontano si possa immaginare dal nostalgico e a tratti tragico lavoro della Kulikar; a dimostrazione di una vitalità ritrovata che sta riportando il cinema Khmer ai fasti di un tempo, infatti, Jailbreak è un film tutto azione e frenesia che nulla ha a che vedere con le tematiche legate alla drammatica storia del paese.
Una probabile spiegazione di ciò sta nel fatto che il regista dall'anglosassone nome di Jimmy Henderson è un italiano emigrato, con molto coraggio occorre dire, circa 15 anni fa in Cambogia e che ha al suo attivo un altro paio di pellicole; di certo sulle sue spalle la storia recente del paese pesa molto meno, per cui non deve stupire che Jailbreak apre di fatto la strada al genere action in Cambogia.


Il film infatti è un puro action movie di quelli che sembrano mutuati da un videogame (qui pare sia successo il contrario, cioè il videogame è stato concepito a ridosso della uscita del film) in cui tutto l'impianto narrativo è funzionale alle scene d'azione, per altro molto ben costruite e che si configurano come i classici livelli di un gioco spaccatutto.
Quattro agenti vengono incaricati di scortare un criminale di nome Playboy in galera, un penitenziario nel quale è racchiusa la peggior feccia del paese, il criminale pusillanime sembra disposto a vuotare il sacco pur di evitarsi la compagnia in cella dei brutti ceffi, la leader suprema di un gruppo di procaci e cattivissime fanciulle inguainate di nero stile fetish, chiamato Butterfly, cui Playboy è legato, temendo che quest'ultimo vuoti il sacco, organizza per lui una bella accoglienza in carcere utilizzando i capobanda carcerati.

lunedì 8 maggio 2017

Soul on a string / 皮绳上的魂 ( Zhang Yang / 张扬 , 2016 )




Soul on a String (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

Dopo aver prodotto il bellissimo docufilm Paths of the Soul, il ritiro annuale di Zhang Yang in Tibet ha portato alla luce anche Soul on a String che idealmente, pur essendo lavoro diverso per molti aspetti, costituisce un dittico con il precedente, non solo per la ambientazione geografica , ma anche perché i due lavori sono fortemente intrisi di tematiche che partono dalla cultura tipicamente tibetana per approdare a questioni universali che riguardano l’essenza dell’uomo.
Sfruttando lo spettacolare scenario di natura che atterrisce e affascina allo stesso tempo, Zhang racconta una storia nella quale il motore principale risiede nella redenzione e nella ineluttabilità del karma personale.

Il protagonista è Tabei,un cacciatore solitario che entra in possesso di un prezioso amuleto cui il lama assegna come compito per ottenere la redenzione quello di portare la pietra in una regione cara per la religione buddhista, dandogli solo oscuri e sintetici indicazioni su come raggiungerla.
Tabe si porta dietro il karma famigliare segnato dall’omicidio compiuto dal padre, per cui la missione può essere per lui il passaporto per ottenere la redenzione.
Alle calcagna dell’uomo c’è però una coppia di fratelli, figli dell’uomo ucciso dal padre di Tabei, che , secondo le tradizioni tibetane, hanno fatto della vendetta il loro motivo di vita e di onore.
Tabei inizia il suo viaggio e a lui si unisce dapprima una giovane donna con cui ha diviso il letto, nonostante l’uomo, vero spirito solitario cerchi di dissuaderla e poi un ragazzino muto ma che possiede sorprendenti doti mediatiche e di preveggenza.
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