sabato 5 dicembre 2009

Gli innocenti ( Per Fly , 2005 )


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Borghesia e rimorso

Carsten, docente universitario stereotipo del rivoluzionario da salotto , intrattiene una relazione con una sua ex allieva militante dei gruppi dell'estrema sinistra; quest'ultima in una azione di sabotaggio rimane coinvolta nell'uccisione di un poliziotto e sarà proprio il suo amante a convincerla a non confessare il delitto, dando il via a una cascata di rimorsi, sensi di colpa e lacerazioni interiori che stravolgeranno la vita del brizzolato docente.
L'occhio critico e attento di Per Fly si posa stavolta su certa borghesia intellettuale e pseudorivoluzionaria non immune però dalle meschinità e dagli egoismi: Carsten sembra agire più in virtù di un riflesso di autoconservazione nel tentativo di manipolare la propria giovane amante, spaventato dalla sua possibile perdita, salvo poi mostrarcelo vestito da figliol prodigo quando tenta di tornare dalla moglie una volta capito che i rimorsi e i sensi di colpa appartengono solo a lui.
Il bravo Jesper Christensen da il volto ad un personaggio che non convince appieno, sembrando in alcuni momenti più un cinquantenne insoddisfatto e con fregole giovanilistiche , e questo probabilmente è il limite maggiore del film, insieme ad uno scontato e a tratti quasi patetico metaforico volo in deltaplano che fa capolino ogni tanto e che chiude la storia.
Per il resto la regia è senz'altro valida, molto curata con frequenti zone d'ombra che accentuano il senso drammatico del film, anche se talvolta il ritmo della narrazione raggiunge livelli quasi saporiferi.
Se il fine del regista era quello di descrivere i tormenti e le lacerazioni di una certa borghesia, l'operazione è riuscita , seppur con qualche limite, se invece l'intenzione era quella di raccontare la forza destruente del rimorso il risultato è lungi dall'essere compiuto a regola d'arte.

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