giovedì 2 maggio 2013

Apolitical Romance / 水餃幾兩 ( Hsieh Chun-yi / 謝駿毅 , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
Amore transculturale?

L'opera prima del giovane regista taiwanese Hsieh Chun-yu possiede il grande pregio di immettere un po' di innovazione all'interno del filone da commedia romantica che ormai da anni spopola a Taiwan tanto da divenire quasi un sottogenere codificato.
Apolitical romance è sì una commedia romantica in fondo, ma la narrazione si arricchisce di un aspetto socio-culturale originale, che diventa di fatto il cardine di tutta la storia: la contrapposizione di cultura, usanze e mentalità tra cinesi mainlander e taiwanesi.
Il pretesto è la storia di una ragazza pechinese che per esaudire una richiesta dell'anziana nonna, si reca a Taiwan a cercare quello che fu il suo primo amore fanciullesco, emigrato sull'isola dopo la guerra a seguito dei nazionalisti. A Taipei incontra un giovane sull'orlo del licenziamento perchè incapace di scrivere un opuscolo che aiuti l'interscambio culturale tra Cina e Taiwan: il mutuo soccorso farà stringere ai due un patto di ferro, rintracciare il vecchio in cambio di un'aiuto a conoscere le usanze cinesi continentali.

mercoledì 1 maggio 2013

Kekexili:Mountain Patrol / 可可西里 ( Lu Chuan / 陆川 , 2004 )

Giudizio: 8/10
La guerra in nome delle antilopi tibetane

Due anni dopo l'esordio già carico di soddisfazioni con The Missin Gun, Lu Chuan nel 2004 dirige Kekexili:Mountain Patrol, film che raccolse una messe di riconoscimenti e che confermò il talento del giovane regista.
Anche questo lavoro a basso budget, come lo era stato il precedente, racconta una storia aspra e dura, con uno stile scarno, a tratti quasi documentaristico, ambientata in uno degli ambienti più ostili al mondo, la regione di Kekexili appunto, sperduta nell'immenso e inospitale del Tibet.
Da un lato i bracconieri che sterminano le antilopi tibetane fino a portarle quasi all'estinzione per il commercio delle loro pelli, dall'altro uno sparuto gruppo di polizia montana, abbandonata a se stessa, priva di finanziamenti che raschia il fondo del barile pur di sconfiggere i banditi, in mezzo un reporter inviato da Pechino il cui reportage sarà risolutivo, nella realtà, per la soluzione del problema che mobilitò anni orsono gli ambientalisti di tutto il mondo.

martedì 30 aprile 2013

Qualcuno da amare / Like someone in love ( Abbas Kiarostami , 2012 )


Giudizio: 5/10
Delusione Kiarostami

Approda in Giappone questa volta il peregrinare cinematografico del regista iraniano Abbas Kiarostami e Qualcuno da amare( Like someone in love) conferma come per molti autori, soprattutto , ma non solo, asiatici, il confronto con realtà cinematografiche diverse dalla propria si risolve in mezzi fallimenti.
La storia è di quelle minimaliste, tipica del miglior Kiarostami: un curioso e singolare triangolo di personaggi che si confronta sullo schermo in uno sterminato fiume di parole. Una giovane studentessa che per mantenersi fa la escort , un suo attempato cliente, professore in pensione, in preda più che a pruriti sessuali ad una solitudine e al bisogno di offrire protezione , il fidanzato di lei, all'oscuro delle attività della ragazza, che casualmente si imbatte nei due in giro per la città; la salvezza sta nel cambio dei ruoli, il vecchio diventa il nonno della ragazza nonchè consigliere del giovane tormentato da una storia d'amore che non prende la piega che lui vorrebbe. 
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it 

domenica 28 aprile 2013

Far East Film Festival 15 - Diario di bordo



Cala il sipario sulla 15° edizione del Far East Film Festival con l'assegnazione del Gelso d'oro al coreano Lee Won-suk per la divertente commedia How to use guys with secret tips, opera prima che mostra l' indubbio talento del giovane regista e che fotografa in pieno lo spirito che permea la rassegna udinese, cioè quello di presentare la faccia popolare del cinema dell'Estremo Oriente.
La rassegna è stata come sempre una occasione anzitutto di incontro, in un clima festoso, nove giorni di cinema asiatico vissuto a ritmo frenetico e che ha dato l'ccasione di vivere fianco a fianco con registi, attori e operatori del settore.
Nei prossimi giorni passeremo in rassegna singolarmente i fil presentati, per ora per chi volesse leggere il diario quotidiano del FEFF può farlo su LinkinMovies.it


lunedì 22 aprile 2013

Far East Film Festival 15 - Udine Dispacci / 1



Dispacci da Udine (parte 1)

Come consuetudine Udine accoglie con grande calore i festivalieri maniaci che qui si radunano in questo periodo per l'evento più atteso dell'anno.
Organizzazione puntuale, città che supporta le attività e film da mane a sera, senza interruzione, al punto che anche il pasto , frugale e rubando il tempo, può diventare una impresa.
Su LinkinMovies.it potete leggere il diario del giorno 1 e quello del giorno 2

venerdì 12 aprile 2013

Crossing Hennessy / 月满轩尼诗 ( Ivy Ho / 岸西 , 2010 )

Giudizio: 7/10
Amore combinato tra anime sole

E' questo il secondo lavoro da regista di Ivy Ho, sceneggiatrice storica del cinema HKese, autrice di punta cui si devono opere importanti quali Jade Goddess Mercy di Ann Hui e Comrades: Almost A Love Story di Peter Chan. 
Crossing Hennessy, così come il suo primo lavoro Claustrophobia, ha ricevuto una buona accoglienza sia da parte della critica che da parte del pubblico.
Il film si basa su una storia , scritta dalla stessa Ivy Ho, ambientata in una Hong Kong pittoresca e vivace al punto giusto, molto spesso inquadrata un po' defilata, in cui si racconta di due personaggi, lui, Loy, quarantenne un po' bamboccione ancora abbarbicato alle tiranniche gonne materne , lei,Oi Lin, che vive sin da piccola con gli zii in quanto rimasta orfana.
L'incrocio delle loro vite è affatto casuale: le rispettive famiglie che gestiscono un negozio di elettrodomestici una e uno di articoli sanitari l'altra, proprio lungo Hennessy Road, combinano un incontro, preludio ad un matrimonio combinato.
I due, a loro modo anime candide e sole, sono gli unici che si rendono conto dell'assurdità della cosa anche perchè ancora impelagati entrambi in storie d'amore tutt'altro che lineari.

giovedì 4 aprile 2013

The Last Supper / 王的盛宴 ( Lu Chuan / 陆川 , 2012 )

Giudizio: 8/10
La tragedia dell'ambizione

207 AC , caduta della dinastia Qin; 195 AC morte di Liu Bang , passato alla storia col nome di Gao Zu, fondatore della dinastia Han: in questo lasso temporale si svolge la storia raccontata da Lu Chuan, personale interpretazione di uno dei periodi storici più drammatici e al tempo stesso più affascinanti della millenaria storia imperiale della Cina.
Sin dall'inizio, con Liu Bang sul letto di morte, tormentato da fantasmi che sorgono dal profondo della sua anima, l'impronta alla storia impressa da Lu è chiara: dramma storico sì, ma soprattutto tragedia umana di stampo quasi shakespeariano, in cui gli eventi sembrano rispondere ad una trama costruita per mostrare fin nel profondo alcuni aspetti della natura umana che albergano dentro di noi da quando è nato il mondo.
Utilizzando una narrazione a balzi temporali che in certi tratti sembrano quasi voler frantumare la unitarietà del racconto Lu Chuan ci mostra episodi con occhio quasi rashomoniano che sono passati alla storia ( il banchetto di Hongmen, che già abbiamo visto  citato di recente in White Vengeance con ben diversa profondità, la battaglia di Gaixia) nell'epoca in cui Liu Bang e Xiang Hu si contendevano lo scettro imperiale dopo la caduta dei Qin, l'affermazione del primo, di estrazione umile sul secondo, nobile razza guerriera doc e il concretizzarsi del motto " re si diventa , non si nasce", la figura del generale Han Xi, fratello d'armi di Liu Bang prima di diventare il fantasma che perseguiterà l'imperatore fino alla morte convinto della sua slealtà, gli intrighi di corte tra imperatrici-Lady Macbeth, dignitari oscuri concubine e prole bastarda.

lunedì 1 aprile 2013

Dieci anni senza Leslie Cheung



Il 1° Aprile del 2003 Leslie Cheung metteva fine alla sua breve vita , ricca di successi, di soddisfazioni e di dolore; la sua è una figura che fa già parte da anni dell'Olimpo del Cinema di tutti i tempi e luoghi, un personaggio eclettico che sembrava fare tutto con molta semplicità e naturalezza.
Ripetere quanto già scritto un anno fa sarebbe oltre che ripetitivo, assolutamente inadeguato alla grandezza del personaggio.
A noi , suoi fans incalliti ed orfani della sua presenza , non rimane che constatare quanto ci manchi il suo viso venato di tristezza e la sua immensa bravura.
Lasciamo parlare chi lo ha conosciuto e saputo apprezzare da vicino: Chen Kaige e Maggie Cheung in questi due articoli  lo ricordano in maniera sentita. 

sabato 30 marzo 2013

A Company Man ( Im Sang-yoon , 2012 )

Giudizio: 6/10
Il killer che vuole tagliare col passato

Ji Yeong-do è il classico colletto bianco di una delle tante aziende rampanti della Corea lanciata verso il benessere e la potenza economica: la camicia sempre bianca immacolata, il vestito e la cravatta neri, le scarpe lucide, la sede di lavoro in uno dei tanti grattacieli; dietro la facciata però, in sotterranei bui e squallidi si nasconde il vero volto della compagnia: una associazione di killer professionisti prezzolati al soldo di chi vuole fare fuori qualcuno in maniera perfetta.
Ji è fra i più apprezzati nel suo lavoro, si merita promozioni a valanga e la stima dei suoi superiori, fino a quando qualcosa si incrina nella sua granitica (apparentemente) personalità: nelle crepe della freddezza si insinua una sorta di umanità e di pietà ritrovate che, unite alla scoperta del suo lato sentimentale che lascia affiorare un passato nostalgico, lo portano alla decisione di volere abbandonare il lavoro e affacciarsi ad una vita "normale".
Il tema del killer in crisi di identità e morale è tra i più sfruttati nel genere dell'action movie e ci ha regalato anche lavori da antologia: A Company man, film d'esordio di Im Sang-yoon, è perfettamente in linea con i canoni del genere. 

domenica 24 marzo 2013

Due West: Our Sex Journey / 一路向西 ( Mark Wu / 胡耀輝 , 2012 )

Giudizio: 6.5/10
Viaggio a Shenzhen

Mark Wu, conosciuto fino ad ora per essere stato lo sceneggiatore di Sex and Zen, pomposamente lanciato come il primo 3D erotico, si cimenta nella sua opera prima in un lavoro che sta a metà strada tra la commedia erotica e il Cat III, in cui situazioni pruriginose e pecorecce si fondono alla grande tradizione della commedia HKese.
Non inganni la locandina che richiama in maniera quasi sfacciata all'ultimo lavoro di Jeff Lau East meets West, non c'è traccia di quella comicità stralunata e a volte surreale del grande regista di A Chinese Odyssey, semmai Due West si avvicina più a 33D Invaders, mancando comunque tutta quella atmosfera demenziale del film di Cash Chin.
La storia racconta il cammino sentimentale-sessuale di Frankie, giovane HKese, sin dalla pubertà attraverso infatuazioni masturbatorie video mediate, sussulti ormonali giovanili, primi amori che naturalmente si scordano subito e giunge ai giorni nostri sempre attraverso esperienze tragicomiche.

venerdì 22 marzo 2013

Lacuna / 醉后一夜 ( Derek Tsang Kwok Cheung , Jimmy Wan Chi Man / 曾国祥 , 尹志文 , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
La notte pechinese

Il secondo lavoro dell'accoppiata Derek Tsang-Jimmy Wan, compagni di merenda di Pang Ho Cheung qui in veste di produttore come fu per il film d'esordio, conferma le buone doti narrative dei due registi capaci di costruire un racconto divertente, ben articolato e intrigante, dal quale emerge forte la sensazione dell'ispirazione Pangiana, con risultati persino superiori alle più recenti prove del loro ispiratore.
E' il racconto della giornata seguente ad una notte di bisboccia che sembra avvolta nel mistero, allorquando due perfetti sconosciuti si risvegliano in un letto all'interno di una sorta di Ikea cinese nel cuore di Pechino: come sono giunti lì ? E soprattutto cosa è successo in quella notte appena terminata di cui loro conservano solo una nebbia fitta che avvolge tutto ?
Spargendo qua e là indizi, circostanze, flebili ricordi che affiorano, battutacce di amici e colleghi, gesti apparentemente inconsulti, i due si trovano dalla stessa parte della barricata anche perchè col procedere della storia affiora una borsa carica di soldi, spuntano strambi malavitosi stile rapper e sono introvabili un paio di persone; in compenso c'è gloria anche per surreali comparse animalesche: un candido e simpaticissimo alpaca e un rospo dal nome Maria, oltre che  per uno strano set cinematografico stile notte di Natale con il regista che non capisce cosa ci sia a fare una mangiatoia.

lunedì 18 marzo 2013

L'amore inatteso / Qui a Envie d'Être Aimé? ( Anne Giafferi , 2010 )


Giudizio: 5/10
La allegra conversione

Racconto di una conversione, tra leggerezza ostentata e una certa povertà narrativa in stile rigorosamente francese L'amore inatteso, film del 2010 esce nelle sale italiane in cerca di gloria.
Opera prima della sceneggiatrice televisiva Anne Giafferi, ispirato al romanzo autobiografico Catholique Anonime di Thierry Bizot, marito della regista, L'amore inatteso esce dopo tre anni nelle sale italiane (misteri della distribuzione).
E' la storia di una conversione attraverso la frequentazione iniziata quasi per caso di una serie  di incontri di catechesi da parte dell'avvocato Antoine, felicemente sposato con Claire, medico: una perfetta coppia della borghesia parigina, di quelle un po' snob che passano le serate bevendo vini rossi di qualità a cena da Lipp e chiacchierando con gli amici.
Il percorso inizia con diffidenza ("ci vado solo per cortesia perchè invitato"), prosegue con una crescente curiosità e termina con una conversione apparentemente molto meditata e decisa, attraverso la rivisitazione della propria vita, soprattutto quella famigliare.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it 
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