Tutti pazzi per Yonosuke
L'anno scorso al FEFF il regista Shuichi Okita presentò la storia colorata di surreale e di tinte tenui del boscaiolo solitario catturato dal cinema in The Woodman and the Rain, quest'anno con A story of Yonosuke , storia-fiume di oltre 2 ore e mezza, conferma la sua scelta narrativa in un lavoro che vede al centro degli eventi Yonosuke Yokomichi, a partire dagli anni 80, quelli del boom economico che consolidò la potenza del Giappone, quando il giovane provinciale dal candore tipico del campagnolo si trasferisce a Tokyo per studiare all'Università.
Nel corso degli anni il giovane, suo malgrado e tutto sommato abbastanza incomprensibilmente, diviene il catalizzatore delle vite di gran parte delle persone che gli girano intorno: colleghi di università, fidanzate quasi per caso, escort di alto bordo per finire a quello che appare come l'amore della sua vita , la ragazza alla moda figlia del benessere urbano del boom economico.
Usando flashback rapidi e, a volte, anche difficili da ricollegare, vediamo gli stessi personaggi, vent'anni dopo ripensare alla figura di Yonosuke, nel frattempo, apprendiamo , morto in circostante grottesche quanto drammatiche.