lunedì 7 gennaio 2013

A Gang Story / Les Lyonnais ( Olivier Marchal , 2010 )

Giudizio: 8/10
L'alito rassicurante del noir di una volta

Edmond "Momon" Vidal è un ultrasessantenne che vorrebbe appendere pistole e fucili al chiodo, godersi la famiglia e starsene in santa pace (come opportunamente ci fa sapere all'inizio del film); il passato è di quelli da romanzo (che infatti fu scritto): capo carismatico, lui di origini gitane , vessato ed emarginato sin da bambino, della banda dei Lionesi che nasce e si plasma negli anni 70 grazie al legame di ferro tra lo stesso Momon e l'amicone Serge; un passato fatto di rapine, omicidi, colpi grossi, ma anche di tradimenti, di voltafaccia e di processi.
Ora Momon vorrebbe godersi la vita, ma il passato riemerge e lui non può fare finta nulla a costo di rimettere in gioco tutto ciò che ha faticosamente e dolorosamente costruito.

sabato 5 gennaio 2013

Thale ( Aleksander Nordaas , 2012 )

Giudizio: 8/10
C'era una casa nel bosco

La casetta rossa nel bosco dove due addetti alle pulizie delle scene del crimine svolgono il loro lavoro tra conati di vomito e scoperte sconcertanti, nasconde nella sua cantina il segreto di una Huldra, mitologica creatura delle leggende norvegesi, una sorta di ninfa dei boschi antropomorfa ma con coda bovina, qui nascosta e sottratta alla vendetta dei suoi simili da un uomo che si è preso cura di lei per tanti anni, crescendola , cercandone una sorta di omologazione umana e proteggendola dal mondo esterno anche perchè la creaturina posside delle grandi capacità: può guarire o uccidere con la stessa facilità.
Il confronto tra i due uomini e la creatura saltata fuori dal nulla in una cantina trasformata in un laboratorio e la lotta all'ultimo sangue per salvare se stessi dal nemico che non ha nè code nè poteri speciali, ma è semplicemente un loro simile, sono i pilastri sui quali si fonda una storia che fa crescere man mano l'inquietudine e la tensione e che avvolge nella sua atmosfera da rigorosa storia nordica.

giovedì 3 gennaio 2013

Isn't anyone alive ? ( Sogo Ishii , 2012 )

Giudizio: 4.5/10
E' proprio la fine del mondo

Un gruppo di ragazzotti e di fanciulle si aggira per il Campus universitario chiacchierando distrattamente , fra dialoghi semidemenziali e situazioni curiose dando alla prima mezzora del film un grado di verbosità inusitato; poi all'improvviso cominciano a morire come mosche, così in un attimo; leggende metropolitane e spaventosi esperimenti prendono corpo tra i provvisori superstiti, fino a quando si capisce che probabilmente è semplicemente la fine del mondo.
Tentando di affrontare un argomento che ossessiona i giapponesi più che ogni altro popolo, soprattutto quando la morte assume i caratteri dell'apocalisse, Sogo Ishii (che nel frattempo ha pure cambiato nome) con toni surrealistici e sarcastici mette in piedi un film che , è bene dirlo subito, per larga parte annoia, proprio perchè la prospettiva utilizzata dal regista non è nè quella di esorcizzare la morte nè quella di offrire una visione personale della fine del genere umano e il finale , pretenzioso pur nella sua bellezza, dimostra che  tutta la struttura narrativa non sta in piedi, soprattutto perchè la scelta di affrontare l'argomento con un misto di demenzialità e di cinismo  non porta da nessuna parte , non regalando il film alcun sussulto.

mercoledì 2 gennaio 2013

Tai Chi 0 / 太极1从零开始 ( Stephen Fung / 冯德伦 , 2012 )

Giudizio: 7/10
Dove si insegna il Tai Chi

In piena Dinastia Qing il paese è percorso dai consueti venti di guerra con gli stranieri che sordidamente si insinuano nella vita dei Cinesi, per cui possedere un'arma letale come il giovane  Lu Chan, percorso da una grazia soprannaturale che lo rende invincibile in battaglia grazie ad una escrescenza cutanea posta sulla fronte che opportunamente stimolata si trasforma in un interruttore micidiale che fa del giovane un essere invincibile.
Ma i buoni maestri (ogni tanto ce ne sono) spingono il ragazzo ad incanalare la sua sconfinata energia verso finalità più interiori e lo spediscono nel villaggio di Chen , dove grazie ad un maestro supremo, viene insegnata una forma di Tai Chi; unico problema è la ritrosia degli abitanti del villaggio ad insegnare ad uno straniero l'arte.

Womb ( Benedek Fliegauf , 2010 )

Giudizio: 8/10
La folle forza dell'amore

Fin dove può arrivare la forza di un amore ossessionante e incompiuto? Dove può portare un legame nato nell'infanzia tra silenzi e spazi immensi che guardano il mare livido, interrotto da una separazione obbligata , rinfocolato da un incontro tenacemente cercato dopo più di 10 anni e reciso poco dopo dal dramma?
Il nucleo pulsante del lavoro dell'ungherese Benedek Fliegauf è tutto in queste poche domande che forse non troveranno neppure risposta e che sicuramente (attenzione alle stolte digressioni filosofiche-sociologiche sulla clonazione che imperversano gratuitamente) poco hanno a che vedere con l'aspetto quasi fantascientifico del film: replicare e far tornare in vita, usando se stessa come grembo materno, l'uomo amato e perso; semmai l'aspetto psudoscientifico si pone come puntello al dramma della perdita mai accettata e al desiderio di far rivivere in qualsiasi maniera una vita, tolta la quale si spegne la luce e si accende il buio dell'abbandono e della colpa.

Silent Souls ( Aleksei Fedorchenko , 2010 )

Giudizio: 8.5/10
I grandi fiumi divinità assolute

Le grandi pianure alluvionali del nordovest della Russia ospitano gli ultimi discendenti di una etnia formatasi dall'unione di ceppi finnici, ungarici e slavi, un popolo, quelli dei Mari, che ha via via visto scomparire la sua identità inghiottito dalla globalizzazione di un paese sterminato.
E' attraverso questi spazi sconfinati che dilatano il tempo che i due protagonisti del film viaggiano per dare corpo all'usanza Mari del funerale e del ritorno alle acque.
Come Fedorchenko ci ricorda, attraverso il racconto del protagonista scrittore, i grandi fiumi che solcano le pianure di quella regione sono l'unico legame che ancora lega i Mari alle tradizioni, gli unici di cui sia stato tramandato il nome; fiumi come aspre e accoglienti divinità che danno la vita e che la tolgono regalando la pace , acque nelle quali, anche se nascoste sotto uno strato di ghiaccio, vanno affidate le cose più care affinchè si conservino in attesa di poterle raggiungere una volta sopraggiunta la morte.

domenica 30 dicembre 2012

Amour ( Michael Haneke , 2012 )

Giudizio: 8/10
Il racconto della vita che fugge via

L'appartamento situato nel tipico palazzone parigino ottocentesco abitato da una coppia di ottantenni della borghesia intellettuale è il palcoscenico della messa in scena da parte di Michael Haneke della vita che scappa scalzata dall'inesorabile e impietosa malattia: Amour, lavoro col il quale il regista austriaco ha vinto la Palma d'Oro a Cannes è una tragedia nella quale i toni spesso sferzanti e cattivi che permeano le opere del regista latitano , ma nella quale c'è comunque lo sguardo algido col quale Haneke indaga da sempre sulla cruda realtà, quella realtà di fronte alla quale spesso ci si tappa gli occhi e si tira avanti indifferenti.

giovedì 27 dicembre 2012

Holy Motors ( Leos Carax , 2012 )

Giudizio: 8.5/10
Lo sguardo sull'Uomo attraverso il Cinema

L'uomo che si alza dal letto è Leos Carax, accende una sigaretta , lancia uno sguardo fuori dalla finestra su un panorama cittadino notturno freddamente anonimo, scruta la stanza e con una chiave inglese, che come una protesi tsukamotiana sostituisce un dito, apre una porta che lo conduce nella galleria di un cinema all'interno del quale spettatori immobili come statue di sale guardano immagini di Cinema ancestrale, passa barcollando un marmocchio, seguito da un gigantesco cane.
In questo allucinato e surreale prologo Carax mette sul tavolo sin da subito il filo di Arianna con cui seguire la sua riflessione, trasportata sullo schermo dalle gesta di Oscar, attore, trasformista, lavorante camaleontico che seguiamo per una giornata intera aggirarsi per Parigi sotto le più varie spoglie.

domenica 23 dicembre 2012

Three Sisters / 三姊妹 ( Wang Bing / 王兵 , 2012 )


Giudizio: 8.5/10
Il grande respiro di una piccola storia

Finalmente anche un Festival importante come quello di Venezia omaggia uno dei personaggi più importanti del Cinema contemporaneo: con il premio assegnato a Wang Bing per Three Sisters nella rassegna collaterale Orizzonti, si spera che il regista cinese possa trovare sempre più spazio in un panorama che mostra spesso e volentieri preoccupanti segni di asfissia.
La magica telecamera di Wang Bing stavolta si sofferma in una delle regioni più belle e ricche di fascino della Cina, lo Yunnan, noto soprattutto per le sue spettacolari piantagioni di riso adagiate come immensi gradoni sui fianchi delle maestose montagne: qui, tra spazi immensi, il regista ci racconta la storia di un piccolo villaggio di contadini in cui vivono tre sorelle da soli di 10, 6 e 4 anni con il solo sussidio del nonno e della zia, da quando la madre se ne è andata abbandonandole e il padre ha preso la via dell'emigrazione forzata in cerca di lavoro.

martedì 18 dicembre 2012

Vita di Pi / Life of Pi ( Ang Lee , 2012 )


Giudizio: 7.5/10
La favola fantastica di Ang Lee

Quando nel 2003 la Fox 2000 Pictures acquistò i diritti per l trasposizione cinematografica di uno dei romanzi di maggior successo degli ultimi anni, Life of Pi del franco-hispanico-canadese Yann Martel, probabilmente non si rese conto sin da subito dell'enorme sfida che veniva lanciata, nè tanto meno il lungo travaglio che avrebbe condotto dopo quasi 10 anni alla uscita del film: registi che prendono e lasciano il progetto ( Night Shyamalan, Alfonso Cuaron, Jean-Pierre Jeunet) sceneggiatori che scrivono e buttano alle ortiche l'adattamento cinematografico, fino a che nel 2009 Ang Lee prende in mano l'idea portandola a compimento, chiudendo la sfida con un'opera che mancava nella sua premiatissima e lunga carriera.
Il film, così come il romanzo, è anzitutto una favola moderna, ricca come è di quell'atmosfera incantata e sospesa, in cui spiritualità e gusto del fantastico si congiungono.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

sabato 15 dicembre 2012

Old Fish / 千钧。一发 ( Gao QunShu / 高群书 , 2007 )



Giudizio: 7.5/10
Ritratto di un artificiere

Nel nord est della Cina, in una freddissima e spesso imbiancata Herbin, qualcuno semina bombe più o meno artigianali; l'unico poliziotto in grado di fungere da artificiere è il Vecchio Yu, esperienza da vendere fatta a forza di sminamenti di bombe giapponesi rimaste inesplose e passione per la pesca , praticata tra una chiamata e l'altra di servizio. Un personaggio assolutamente privo di qualsivoglia  aspetto eroico, un onesto lavoratore come tanti che si preoccupa del futuro del figlio e che sopporta di buon grado le bonarie ramanzine della moglie.
Rimanendo tenacemente adeso ad un relismo, a partire dalla scelta del protagonista, nella realtà un ex tecnico della polizia esperto in esplosivi, Gao QunShu dirige una storia semplice in cui neppure i fatti hanno troppa importanza al punto che capiremo cosa sta succedendo ad Herbin solo sui titoli di coda , grazie alla voce di un notiziario televisivo; quello che rimane sempre al centro del racconto è Vecchio Lu, nella sua semplice umanità, nella sua dedizione al lavoro, nel suo tenace attaccamento al ruolo di capofamiglia: lo seguiamo quasi fosse un instant movie muoversi tra edifici fatiscenti e bombe piazzate nei luoghi più strani, riuscendo sempre a risolvere il problema facendo affidamento solo sui suoi sistemi empirici, fatti di buon senso e di esperienza.

lunedì 10 dicembre 2012

The Bullet Vanishes / 消失的子弹 ( Law Chi Leung / 羅志良 , 2012 )

Giudizio: 7/10
I proiettili che spariscono

Co-produzione Cina-Hong Kong, che ha ottenuto un notevole successo di pubblico, The Bullet Vanishes segna il ritorno di La w  Chi Leung alla regia dopo alcuni anni di silenzio.
Il film , ambientato nei primi anni trenta, è un thriller nel quale confluiscono piccoli rivoli di altri generi e che racconta le indagini intorno alle morti misteriose che fanno seguito ad una tragica roulette russa ,spacciata come segno della volontà del cielo da parte di un bieco proprietario di una fabbrica di armi e a cui è sottoposta una giovane operaia accusata di avere rubato dei proiettili.
Da quel momento una serie di omicidi si susseguono: per gli operai è il fantasma della giovane donna che torna per farsi vendetta, per gli investigatori un serial killer che uccide con una pistola che non lascia proiettili.
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