giovedì 27 ottobre 2016

Genius ( Michael Grandage , 2016 )




Genius (2016) on IMDb
Giudizio: 6/10

Il debutto cinematografico di Michael Grandage, eminente regista teatrale inglese, presentato in anteprima all'ultimo Festival di Berlino e approdato alla Festa del Cinema di Roma pochi giorni prima della sua distribuzione in sala, è un racconto in parte biografico incentrato da un lato sulla figura di Max Perkins, noto editore americano degli anni venti, curatore, tra gli altri delle, opere di Ernest Hemingway e di F. Scott Fitzgerald e su quella dello scrittore Thomas Wolfe , uno degli esponenti di punta della letteratura americana dei primi anni del secolo scorso.
Perkins fu il primo a concedere a Wolfe la possibilità di pubblicare il suo primo lavoro, dopo che altre case editrici avevano rifiutato l'opera soprattutto per la sua iniziale lunghezza, convincendo l'autore ad intervenire pesantemente sul testo riducendone le mole.


Fu lo stesso Perkins a stimolare Wolfe a scrivere altri romanzi sebbene la sua opera di sforbiciatore e forgiatore del testo probabilmente ne snaturava la vera essenza.
Nonostante le biografie raccontino di un Wolf che dopo la seconda opera non solo rifiutò di pubblicare ancora con Perkins , ma provò per lui un profondo rancore, il film di Grandage è fortemente incentrato sul rapporto di amicizia che legò i due, qualcosa che andava oltre la stima professionale e il normale rapporto editore-scrittore, al punto di ingenerare profonde gelosie nella vita private di entrambi.

Land of the Little People ( Yaniv Berman , 2016 )




Land of the Little People (2016) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Mentre i padri partono per l'ennesima guerra e le madri si inchiodano davanti alla televisione e alla radio, un gruppetto di ragazzini israeliani ha eletto una base militare abbandonata a loro covo , dove incontrarsi e mettersi al riparo dalle angherie dei ragazzi più grandi; a protezione loro e della base hanno posto un essere immaginario che vive nella profondità di un pozzo, una divinità feroce da sfamare e a cui chiedere la clemenza.
Quando però in quella stessa base trovano rifugio due disertori, preoccupati solo di evitare di finire in guerra, il conflitto tra i due gruppi diventa necessario, dapprima per la semplice difesa del proprio territorio, poi come una escalation di violenza nella quale i ragazzini sembrano trovarsi a loro agio.


Il finale, che potremmo definire disturbante nella sua repentina commistione di poeticità e di violenza, un po' lascia interdetti, anche se probabilmente la giusta lettura del film lo rende più coerente.
Land of the Little People è l'opera prima del regista israeliano Yaniv Berman, autore nel passato di documentari e di corti che avevano sempre come soggetto il rapporto tra i bambini , la guerra e lo spirito militarista del paese.
E' un racconto che parte molto bene: sembra una di quelle storie di ragazzini in vacanza estiva che si concedono qualche azzardo in una ambientazione molto accattivante quale è la base militare diroccata.
Ben presto però scopriamo che la storia ha ben altri connotati e diventa dapprima un racconto sulla condizione di una adolescenza pesantemente condizionata dallo stato di belligeranza continua del paese, che non sembra avere altra via di mediazione che non sia lo scontro.

mercoledì 26 ottobre 2016

Tramps ( Adam Leon , 2016 )




Tramps (2016) on IMDb
Giudizio: 6/10

Opera seconda del regista indipendente newyorchese Adam Leon, Tramps ha il pregio, tutt'altro che trascurabile di riuscire a sollevarsi dalla media infima delle commedie americane viste alla Festa del Cinema di Roma.
Il motivo è semplicissimo: Leon ha una storia da raccontare , banale e poco originale vero, ma pur sempre una storia; inoltre ha la capacità di presentarla con relativo garbo, con uno stile accettabile in un contesto metropolitano che accentua i disagi dei due personaggi principali.


Come detto la storia è semplice e basata su situazioni piuttosto convenzionali che però funzionano abbastanza: Danny è un giovane di origine est europee, gestisce con la madre una specie di bisca clandestina dentro casa; il fratello, finito in prigione per futili motivi, lo incarica di portare a termine un lavoretto semplice col quale guadagnerà 1500 dollari: scambiare una valigetta ad un appuntamento, salire su una macchina e portarla ad un appuntamento. Per un equivoco imperdonabile la valigetta finisce nelle mani sbagliate e quindi lui e la sua autista , Ellie, dovranno vagare alla ricerca di quanto perso per poter ricevere la ricompensa ed evitare guai con dei gangster molto poco credibili a dire il vero.
La valigetta contiene l'oggetto di un singolare furto su commissione per cui i due , risalendo alla proprietaria per sbaglio, decidono di passare all'azione.
Tutto questa impalcatura narrativa serve di fatto a creare un legame tra Danny ed Ellie, che, girando per New York e dintorni, troveranno il modo di conoscersi e di intravvedere uno nell'altra la possibilità di poter voltare pagina alle rispettive esistenze tutt'altro che esaltanti.

The Hollars ( John Krasinski , 2016 )




The Hollars (2016) on IMDb
Giudizio: 3/10

Pensavamo di averle viste tutte o quasi alla Festa del Cinema di Roma; e invece no, almeno in questo riesce a superare i limiti immaginabili e con The Hollars raggiunge il suo livello più basso , ennesima commediola americana , cui sembra essere sufficiente avere il bollino del Sundance Film Festival per avere il lasciapassare per la rassegna di Antonio Monda.
Di fatto il film di John Kresinski è un collage di sketch insulsi in perfetto stile sit-com da quattro soldi che si coagulano intorno alla consueta e abusatissima riunione di famiglia causa malattia della matriarca; quindi padre , figli, nuore gravide  e nuore scappate si raccolgono intorno alla donna malata di cancro al cervello che deve essere operata; “ anche Bob Marley ha avuto il cancro al cervello” dice uno dei figli “ah sì? e cosa ha fatto? “ risponde la madre, “ha venduto un sacco di dischi”.


Questo è il prototipo dei dialoghi si cui si base il film e che ne disegna con una certa precisione i contorni ; e poi: tensioni famigliari, sciroccati che prima chiedono il divorzio e poi vanno fuori di testa se la moglie ha un altro, problemi economici, gravide in attesa di partorire,futuri padri inadeguati, ex fidanzate vogliose, la malattia, funerali e parti, la morte e la vita tutti buttati lì alla rinfusa con il solo collante della idiozia dei personaggi capaci di fare tutto e il contrario di tutto , con la pretesa  autoriale di poter far dire ad un audience di gonzi: “che bella commedia intelligente” o, peggio, di poter aspirare a fregiarsi dell’ambito titolo di “nuovo Woody Allen” o “nuovo John Landis”.

La Ultima Tarde ( Joel Calero , 2016 )



Giudizio: 7.5/10

Laura e Ramon si ritrovano dopo quasi vent’anni di fronte ad un giudice che deve sancire il loro definitivo divorzio; i due non si vedevano dal giorno in cui lei sparì improvvisamente , abbandonando il suo sposo e la lotta armata con Sendero Luminoso nella quale erano entrambi impegnati, facendo perdere le sue tracce.
Laura apparteneva ad una famiglia benestante peruviana e nonostante ciò aveva seguito il suo uomo nella lotta politica.
Ora venti anni dopo lei lavora come grafica pubblicitaria , ha un compagno e una vita ben consolidata, lui è un piccolo promotore finanziario nel quale il passato ha lasciato qualche cicatrice in più, almeno in apparenza. 


Dovendo passare qualche ora a Lima , in attesa di potere espletare la pratica i due si ritrovano a parlare del passato, degli ardori politici di allora, di come perché lei se ne fosse andata e di come lui impiegò molto tempo prima di accettare la separazione, giunta senza una motivazione e porsi domande che erano rimaste sospese per tanto tempo: “perché te ne sei andata da me?” chiede Ramon, “perché avevo paura della lotta armata” risponde Laura; “ti ho chiesto perché sei andata via da me” ribadisce l’uomo; è questa la domanda intorno alla quale gira il ricordo del loro passato.
Poi il discorso si sposta sul presente, su come vivono, su quello che pensano della società peruviana di oggi e di quello che pensavano allora, vent’anni fa, quando il fervore ideologico li aveva portati alla clandestinità.
Utilizzando dei lunghissimi e pregevoli pianosequenza sulle orme dei due protagonisti lungo le viuzze della Lima più pittoresca, il regista peruviano Joel Calero, qui al secondo lungometraggio, ci racconta non solo il passato di una coppia ormai ultraquarantenne che visse gli anni della lotta armata, ma anche il presente di un paese visto con gli occhi ieri iniettati di fervore rivoluzionario oggi molto più disillusi e tutto sommato normalizzati.

martedì 25 ottobre 2016

The Secret Scripture ( Jim Sheridan , 2016 )




The Secret Scripture (2016) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Liberamente ispirato al pluripremiato romanzo dal titolo omonimo di Sebastian Barry, The Secret Scripture di Jim Sheridan è il racconto ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale della travagliata vita di Rose, donna protestante nel cuore dell'Irlanda cattolica, accusata di infanticidio e ricoverata in un ospedale psichiatrico nel quale cinquanta anni dopo ancora è albergata; dovendo l'ospedale essere trasformato in un hotel il caso della donna viene rivalutato dal Dott. Grene che ne deve decidere la destinazione.
Attraverso la lettura dei pensieri scritti dalla donna sui bordi delle pagine della Bibbia  e il suo racconto dei fatti reso al dottore e ad una infermiera che le si è affezionata ,nei quali afferma a gran voce la sua innocenza, ancora dopo tanti anni, scopriamo come la giovane Rose sia stata vittima della grettezza, dei preconcetti, delle maldicenze e dell'intolleranza religiosa verso le quali lei si è sempre rifiutata di abbassare lo sguardo; la giovane Rose  cerca di affermare se stessa in una società chiusa, dove alla donne non è consentito neppure guardare negli occhi un uomo, motivo per il quale la sua condotta è additata da tutti come sconveniente; la sua storia d’amore con un pilota della RAF , protestante, è il passo decisivo verso l’emarginazione anche perché fortemente alimentata dal prete cattolico del villaggio che mostra sentimenti contrastanti verso Rose.

domenica 23 ottobre 2016

Sword Master 3D / 三少爺的劍 ( Derek Yee / 尔冬升 , 2016 )



Giudizio: 7/10

Presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, unico rappresentante della cinematografia cinese, Sword Master  3D di Derek Yee è lavoro che ha avuto una lunga gestazione e che si è avvalso del grande Tsui Hark in veste di produttore e sceneggiatore. Tratto da un romanzo di Gu Long degli anni 70 , il film è un wuxia classico , rivisitato con le tecnologie moderne.
E’ la storia del Terzo Maestro, un invincibile maestro di arti marziali che stanco degli eccidi compiuti nel nome della nobile arte si spaccia per morto, abbandona il clan e si ritira a fare una umile vita da sguattero in un bordello, dopo aver mandato all’aria all’ultimo momento il matrimonio con Qiudi, una spadaccina di un altro clan , causando una faida famigliare; dall’altra parte c’è un cavaliere errante, Yan Shisan, quasi invincibile incaricato di uccidere il Terzo Maestro ma che, in effetti,ha come aspirazione massima il voler combattere con il leggendario maestro per mettere alla prova le sue capacità.


Il Terzo Maestro viene accolto in una famiglia di un piccolo villaggio di contadini, dove troverà l’affetto di una giovane che lavora nel bordello e dove sarà costretto fare ricorso alle sue doti di guerriero per difendere i poveracci contro i soprusi del signorotto locale; in questa circostanza incontrerà finalmente Yan Shisan votatosi anche esso alla causa dei più deboli e la notizia che l’uomo è vivo scatenerà lo spirito vendicativo di Qiudi ; il finale sarà in perfetto stile wuxia.

The Long Excuse [aka Nagai iiwake] ( Nishikawa Miwa , 2016 )




Long Excuses (2016) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Sachio è uno scrittore di successo che perde la moglie in un incidente stradale durante una vacanza con la sua migliore amica; in quel momento lui se la sta spassando con un’altra donna , sintomo di un rapporto coniugale tutt’altro che saldo.
In più di una occasione l’uomo si trova costretto a recitare la parte del marito distrutto dal dolore, soprattutto in trasmissioni televisive piuttosto invadenti;  inizia a frequentare il marito dell’amica della moglie morta anch’essa nell’incidente; forse alla ricerca di nuove ispirazioni, animato da un certo cinismo opportunista che il protagonista ci spiattella davanti in un prologo-dialogo con la moglie prima della morte di quest’ultima, Sachio si offre di badare ai figli in tenera età dell’uomo: una ragazzina in età prescolare vivace e il fratello maggiore che mostra più della piccola i segni della recente perdita.


Ben presto nel protagonista si farà strada un forte legame coi ragazzini; di pari passo si crea anche un legame d’amicizia con il loro padre, sebbene, Sachio guardi a lui come ad un sempliciotto dai modi rudi ; inoltre il lungo processo di elaborazione del lutto subisce un duro colpo quando l’uomo scopre una breve nota della moglie nella quale affermava il totale disinteresse affettivo per lui: da quel momento nel protagonista inizia una lenta e costante metamorfosi che procede di pari passo con l’accettazione della perdita della moglie; il suo cinico opportunismo inizia a vacillare e si fa strada in lui una nuova visione della propria esistenza.

Train to Busan ( Yeon Sang-ho , 2016 )




Train to Busan (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

Il cinema coreano dimostra ancora una volta il fermento vitale che lo pervade negli ultimi anni, soprattutto nel genere dell'action movie, sfornando grazie a Yeon Sang-ho uno dei film di maggiore successo negli ultimi anni e non solo in patria: Train to Busan si arricchisce della tematica da zombie movie innestata sul consolidato genere del disaster movie ed offre un'opera che si configura una delle primissime incursioni degli zombie in una cinematografia solitamente più avvezza ai fantasmi rancorosi ed errabondi.


La storia si svolge in larghissima parte su un treno che collega Seoul a Busan, unica città rimasta immune da una misteriosa follia collettiva che porta gli umani a trasformarsi in zombi assatanati ed ipercinetici con il solo morso di uno di questi esseri colpiti non si sa bene da quale misterioso fenomeno; su quel treno, inizialmente ignaro della situazione, sale un promotore finanziario d'assalto con la sua figlioletta per raggiungere la ex moglie a Busan.
Tutta una altra serie di personaggi si ritrova sul quel treno, che presto diventa un claustrofobico campo di battaglia; sono tutti stereotipi delle varie classi sociali che compongono la società coreana.
L'unica salvezza per tutti è raggiungere Busan prima che l'orda di famelici zombi si moltiplichi a spese loro.
Nello svolgimento della storia trovano posto non solo le tematiche sociali e le riflessioni sulle devastanti capacità che la massa può avere sulla stabilità, ma anche situazioni personali che si configurano, spesso, come semplici espiazioni catartiche: in tal senso la figura del protagonista sembra coagulare su di sè un po' tutte le varie sfumature del racconto.

Una ( Benedict Andrews , 2016 )




Una (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

Conosciuto finora per la sua apprezzabile e vasta attività teatrale come regista , scrittore e autore di interessanti riletture di opere classiche (Cechov, Shakespeare,Tennessee Williams tra gli altri), Benedict Andrews, australiano di nascita e formazione ma islandese si adozione, visto che a scelto Reykjavik come residenza abituale, confeziona la sua opera prima cinematografica partendo da una piece teatrale di David Harrower: Una è lavoro per molti versi coraggioso, inevitabilmente controverso e aperto a molte, forse anche troppe, letture, proprio perché il regista ha fortemente impostato il racconto tenendo ben presente che di lavoro teatrale originale si tratta.


Una è una giovane donna dalla vita scialba e sregolata consumata in serate in discoteca tra alcool e rapporti sessuali occasionali e squallidi  nei bagni dei locali; la sua esistenza è pesantemente segnata da quindici anni dal ricordo della relazione che ebbe a 13 anni con Ray, un amico del padre, ben più grande di lei.
Una mattina la donna decide che è il momento di affrontare il suo passato e di presentarsi di fronte all’uomo che lei amò e dal quale fu abusata , anche se poi tecnicamente vedremo che così non fu in effetti; Ray nel frattempo ha anche cambiato nome dopo la condanna che subì nel processo e i relativi anni di galera.

sabato 22 ottobre 2016

Captain Fantastic ( Matt Ross , 2016 )




Captain Fantastic (2016) on IMDb
Giudizio: 4/10

Basterebbero poche parole per descrivere Captain Fantastic di Matt Ross, incredibilmente premiato a Cannes in Un Certain Regard per la regia : film ruffiano che parla di un fesso che si crede un filosofo, incurante delle conseguenze che il suo patetico credo utopistico comporta e che può far breccia solo nella messe di ipocriti buonisti ( e magari pure radical chic) con il cuore aperto al polpettone (finto)anticonformista.
Ma andiamo avanti, tanto per non far sembrare una sentenza vuota le parole precedenti.


Il protagonista è un hippie anacronistico che sembra uscito da qualche programma TV anni 60 che pensa di educare i figli (ben sei) isolandosi in una foresta tra i monti lontano dall’orrido capitalismo progressista e tecnologico. Quando la moglie muore  l’uomo decide di andarsi a recuperare il cadavere per offrirle il rito finale buddista ( si ricorda agli sprovveduti che il buddhista non va a caccia e non mangia carne cosa che orgogliosamente fa la famigliola al completo…).
Il rientro nella detestabile società civile sarà un trauma soprattutto per i ragazzi che non la hanno mai toccata con mano , visto che non vanno neppure a scuola ma sono indottrinati come un piccolo esercito dal protagonista fesso, il quale in compenso gli insegna come fare una “spesa proletaria” negli orridi templi del consumismo che sono i megastore.

venerdì 21 ottobre 2016

The Birth of a Nation ( Nate Parker , 2016 )




The Birth of a Nation (2016) on IMDb
Giudizio: 4/10

Coloro che pensino ad un omaggio centenario del lavoro di D.W.Griffith dal titolo omonimo faranno bene a riporre una simile idea: The Birth of a Nation dell'attore-regista afroamericano Nate Parker, infatti, è semmai solo una citazione ironica e risentita di quello che  viene considerato come uno dei capolavori cinematografici di tutti i tempi, sebbene molto controverso.
Laddove Griffith tesseva l'elogio dell'America schiavista attraverso la celebrazione del KuKluKlan, Parker, ovviamente canta l'elegia epica della rivolta degli schiavi, attraverso la storia di Nate Turner, personaggio realmente esistito che fu promotore di moti popolari che causarono centinaia di morti nelle piantagioni di cotone dell'America orientale.


Il prologo ci mostra un rito animista nel quale al giovanissimo Nat viene conferito un ruolo messianico e di leader; il ragazzino mostra una curiosità ed una vivacità che porta la sua padrona ad insegnargli a leggere donandogli una Bibbia.
Troviamo poi Nat adulto , benvoluto dal padrone e predicatore che arringa gli schiavi per stimolarli a sopportare con spirito di rassegnazione e di speranza la situazione in cui vivono; non solo, il padrone si ingegna per sfruttare questa capacità di Nat portandolo in giro presso altre fattorie per arringare gli schiavi, dietro pagamento ovviamente.
Quando Nat capisce che le sofferenze da subire, anche personali, sono troppe trasforma la sua tolleranza in spirito di ribellione, facendo leva, alle osservazioni che gli vengono presentate dagli altri schiavi, su una fantomatica e risibile doppia lettura della Bibbia: il Dio compassionevole e misericordioso e quello iracondo e spietato.
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