mercoledì 9 ottobre 2013

So Young / 致我们终将逝去的青春 ( Zhao Wei / 赵薇 , 2013 )

Giudizio: 7/10
Il nostalgico "come eravamo" di Zhao Wei

E' questo il lavoro d'esordio alla regia di Zhao Wei , una delle attrici più stimate e più famose nel panorama cinematografico cinese, ispirato alla novella di Xin Yiwu e con Stanley Kwan nei panni di produttore.
Sebbene il film presenti più di qualche ombra , soprattutto relativamente alla sua struttura narrativa, come debutto non c'è che da rimanere piacevolmente colpiti, tanto più che per ammissione della stessa regista, molti sono i risvolti autobiografici all'interno della storia raccontata.
So Young, titolo internazionale che non rispecchia  a pieno quello originale, è un racconto ambientato negli anni 80-90 che vede protagonisti un gruppo di giovani studenti universitari; goliardia, amori segreti e amori taciuti, sogni, aspirazioni, fiducia nel futuro , occhio nostalgico che guarda ad un passato  quasi eroico sono i temi sui quali si regge , e bene, almeno la prima ora e mezza di film.

lunedì 7 ottobre 2013

La jaula de oro [aka La gabbia dorata] ( Diego Quemada-Diez , 2013 )

Giudizio: 7.5/10
Il road movie dei clandestini

La jaula de oro ( La Gabbia dorata) è un racconto di fuga che si trasforma in un road movie sui generis e che si completa nel dramma dell'illusione: fuga dalle baraccopoli  del Guatemala che si estendono ai margini delle discariche, spesso unica fonte di approvvigionamento di una umanità ridotta ad una indegna esistenza, alla ricerca di un sogno carico di speranze; road movie dipanato lungo le interminabili linee ferroviarie merci che spesso costituiscono l'unica traccia di modernità; dramma dell'illusione che è proprio alla larghissima parte dei migranti clandestini che vedono naufragare in un attimo tutto ciò che avevano sperato.

Il lavoro di Diego Quemada-Diez, opera prima , esce in Italia, proveniente da Cannes dove nella rassegna Un Certain Regard ha ottenuto entusiastici riconoscimenti, quasi in concomitanza con l'ennesima tragedia dell'immigrazione che si è svolta nel nostro Paese , quasi a voler affondare il coltello in una piaga purulenta della nostra società contemporanea.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

venerdì 4 ottobre 2013

Blind Detective / 盲探 ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2013 )

Giudizio: 7.5/10
Il Detective cieco come Sherlock Holmes

Prosegue l'eterno ondeggiare di Johnnie To tra i suoi generi prediletti: dopo il bel Drug War, film che per certi aspetti è destinato a segnare la storia del cinema Hkese che penetra nella Cina continentale, archetipo dell'action movie per eccellenza, il lavoro seguente Blind Detective è un'opera dal timbro più lieve, quasi una dark comedy: dopo averci raccontato il poliziotto un po' matto in Mad Detective (non si può non rimembrarlo) , in quest'ultima pellicola la storia ruota intorno ad un detective cieco, il che già di per sè già getta una luce ironica su tutto il racconto.
E' un detective molto sui generis: dopo aver perduto la vista in un incidente di lavoro, Johnstone continua la sua attività investigativa come una sorta di fiancheggiatore della polizia, sfruttando le sue doti di intuito e la sublimazione dei sensi rimasti indenni, che come sappiamo, si ipertrofizzano quasi a compensare la perdita della vista.

sabato 21 settembre 2013

Moebius ( Kim Ki-duk , 2013 )

Giudizio: 4.5/10
Kim si da alla commedia demenziale

Lei è una alcolizzata frustrata dai tradimenti del marito, lui se la spassa con l'amante, il figlio si eccita a guardare di nascosto il padre in azione; lei tenta di evirare lui e non ci riesce, quindi ripiega sul figlio che ha il torto di masturbarsi nottetempo ripensando alle gesta del padre, lei sparisce dopo il fattaccio e lui si fa staccare il pene in attesa di poterlo donare al figlio in un funambolico intervento di trapianto; nel frattempo l'amante ci prova col ragazzotto e il padre si fa venire le occhiaie per trovare su internet un rimedio alla mancanza dell'organo (sua e del figlio); alla fine il trapianto si fa , tecnicamente riuscito, ma l'organo non si erge nonostante le stimolazioni; ricompare lei e , sorpresa, il ragazzotto ha la prima impetuosa erezione al solo tatto delle mani materne.
Concentrato di durezze Kimkidukkiane o pecoreccia dark comedy demenziale?
Neppure le reazioni raccolte a Venezia hanno potuto risolvere il quesito: si va da chi grida al capolavoro assoluto a chi abbandona la sala inveendo, a dimostrazione che sicuramente stavolta il regista ha scatenato il putiferio , dopo che già la censura in patria aveva stroncato il film.

Curse of the Deserted / 荒村公寓 ( Law Chi-leung /罗志良 , 2010 )

Giudizio: 5/10
Saranno veri fantasmi ?

Il regista HKese Law Chi Leung ha al suo attivo diversi lavori con tematiche da psyco thriller, primo tra tutti Inner Sense che probabilmente è il più riuscito: l'approccio alle storie di fantasmi è sempre di tipo obliquo, cercando il più delle volte di scavare nella psicanalisi attraverso argomentazioni pseudoscientifiche.
Curse of the Deserted parte dalla più classica situazione da ghost story per approdare attraverso varie fasi narrative ad un racconto che vuole essere una sorta di vademecum per il bravo innamorato.
Il fantasma assetato di giustizia in questo caso è quello di una donna che , vissuta in epoca Ming, trovò la morte per amore, dopo che il suo amato, scambiato per un fantasma, ma in effetti miracolato dalla dedizione e dal legame indissolubile della donna, fu bruciato dagli abitanti di un remoto villaggio.
La grande magione in cui vivevano i due innamorati diventa quindi il centro nevralgico della storia che viene riportata alla luce da un giovane scrittore e che scatena l'interesse morboso di due coppie di fidanzatini.

sabato 14 settembre 2013

Amen ( Kim Ki-duk , 2011 )

Giudizio: 5.5/10
Sprazzi di Cinema in filmino vacanziero

Incastonato nel tempo tra il patetico Arirang e il premiato Pieta, emblema di una apparente rinascita artistica, Amen sembra voler disegnare il punto di svolta: un ritorno al linguaggio cinematografico, abbandonando l'autocommiserazione e gli sproloqui che avevano contraddistinto il precedente lavoro di Kim Ki-duk.
Affermare che Amen sia propedeutico a Pieta è probabilmente azzardato, ma senza dubbio nel breve racconto di un girovagare europeo della protagonista c'è senz'altro la volontà di tornare al concetto cinematografico che è proprio del regista coreano.
Qualche sprazzo delle sue tematiche è effettivamente accennato, gettato nel marasma di un film che somiglia tanto a quello di un qualsiasi vacanziere alla ricerca delle bellezze di Parigi, Venezia ed Avignone: il rapporto amoroso intriso di dolore, l'assoluto ermetismo, un certo misticismo che va tingendosi sempre più di tinte cristiane, il minimalismo tecnico,
La storia della protagonista, rigorosamente senza nome, alla ricerca del suo amante in Europa si configura però a ben vedere come una ulteriore analisi interiore allegorica, in cui Kim pone al centro se stesso, in maniera quasi più sdegnata di quanto fece in Arirang; la giovane protagonista è una proiezione del regista stesso che , sotto le spoglie di un misterioso uomo con maschera antigas, insegue, pedina e pressa da vicino la donna.

domenica 1 settembre 2013

The Canyons ( Paul Schrader , 2013 )

Giudizio: 4.5/10
Morboso voyeurismo

L'approccio iniziale di The Canyons faceva ben sperare: fotogrammi immobili di cinema e teatri in rovina, ridotti a macerie o semplicemente abbandonati, musiche algide al punto giusto e perfino ,comparsi sulla scena da subito i protagonisti della storia, un certo clima tendente al sottilmente morboso che prometteva bene; in più  se pensi che Paul Schrader è una delle figure di spicco di certo cinema americano che si allontana da clichè consolidati ed abusati e che lo sceneggiatore è lo scrittore Bret Easton Ellis, autore di American Psyco, le premesse c'erano tutte.
Ben presto però si capisce che il film non sta in piedi, ove si eccettui la indubbia bravura da mestierante del regista soprattutto nelle riprese, ma nonostante questo una parte del pubblico della Mostra di Venezia ha persino gradito.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

sabato 24 agosto 2013

Caught in the Web /搜索 ( Chen Kaige / 陈凯歌 , 2012 )

Giudizio: 7/10
La Rete: una trappola mortale

Il nuovo millennio avanza e si nutre di informazione in real time, media e network usano la rete come uno specchio che immediatamente rilancia nello spazio sterminato tutto ciò che un occhio o un orecchio elettronico può carpire; il pericolo di questa che appare come la sublimazione della democrazia instant time e della realtà osservata e vissuta senza filtri è chiaramente sotto gli occhi di tutti, a maggior ragione in un paese come la Cina in cui tutto avviene ad una velocità decuplicata anche in considerazione dello sterminato bacino di fruitori del boom tecnologico.
Partendo da questi presupposti e da un primum movens probabilmente un po' forzato, Chen Kaige racconta un massacro mediatico, perpetrato in nome della (dis)informazione, capace di triturare tutto, azzerare rapporti umani, annientare esistenze e tradizioni.
Essere ripresi su un autobus da una cronista d'assalto in cerca di gloria, mentre ti rifiuti di cedere il posto ad un anziano, diventa la scintilla che da fuoco alla storia; e poco importa che noi solo sappiamo che quella giovane e bella donna in carriera ha appena saputo di avere un cancraccio che la porterà probabilmente nella fossa ( curarsi in Cina costa carissimo...); la clip diventa motivo di dibattiti in tv in cui si parla della mancanza di rispetto per gli anziani ed il meccanismo si mette in moto.

venerdì 23 agosto 2013

Foxfire [aka Foxfire, confessions d'un gang de filles] (Laurent Cantet , 2012 )

Giudizio: 6/10
Ribellione femminile anni 50

Foxfire, secondo film girato al di fuori dei confini europei da Laurent Cantet, si ispira al romanzo Ragazze cattive di Joyce Carrol Oates ed è un sguardo severo che sgretola il mito dell'America degli anni 50, epoca che nella cinematografia mondiale ha sempre costiuito una sorta di imperituro paradigma della felicità e del benessere.In quegli anni, nella provincia della costa est, si ambienta la storia di una gang femminile composta da adolescenti, che quasi per un'istinto di sopravvivenza creano un gruppo semisegreto per difendersi dalle angherie maschili , gruppo al quale si accede mediante un rito di iniziazione nel quale si giura eterna fedeltà.
Tutto bene se non fosse che a parte la protagonista principale,con una famiglia disintegrata alle spalle, ed un'altra ragazza, che conosce sulla sua pelle le regole del branco, non si riesce a capire bene cosa spinga queste ragazze a mollare la casa e andare a vivere in una specie di comune con sede in una scalcinata villa decadente: gusto per la ribellione gratuita? disagio giovanile? anelito alla sorellanza?
La Recensione completa può essere letta su LinkinMovies

giovedì 11 luglio 2013

In Another Country ( Hong Sang-soo , 2012 )

Giudizio: 5/10
E' sempre il solito film?

La metamorfosi di stampo Rohmeriano di Hong Sang-soo prosegue senza sosta e giunge , probabilmente al suo punto di non ritorno, anche perchè il regista coreano sembra ormai impantanato pericolosamente in sabbie mobili narrative dalle quali uscire non sarà semplice se si continua ad inseguire un modello che al momento appare irraggiungibile.
Che Hong non sia Rohmer lo sa bene anche lui, tanto che per imprimere ancora più fortemente la sua impronta si rivolge per questo lavoro ad una delle attrici icone della Nouvelle Vague, quella Isabelle Huppert su cui il film è costruito in maniera predominante su un modello stile divertissement piuttosto intellettualoide che finisce col creare una atmosfera a volta quasi surreale, più spesso stonata.
La trama tripartita si impernia su una sceneggiatura scritta dalla solita aspirante regista che non sa come passare il tempo in una località balneare coreana di indubbio squallore: tre storie con protagonista sempre una affascinante francese (una regista, e ti pareva, una amante di un coreano e una divorziata mollata dal marito per una coreana) che incontra sempre, in tutti e tre i segmenti, le stesse persone, tra le quali un bagnino mezzo idiota, mezzo galletto.

La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.

sabato 6 luglio 2013

The Robbers / 我的唐朝兄弟 ( Yang Shupeng / 杨树鹏 , 2009 )

Giudizio: 7/10
Seguire la legge o affidarsi alla clemenza?

Il secondo lavoro di Yang Shupeng , regista dal passato curioso e singolare, divenuto cineasta per inseguire il suo sogno cinematografico e che di recente abbiamo visto al FEFF di Udine col suo ultimo lavoro, è una interessante dark comedy che vive sulla dichiarata ispirazione, per la verità piuttosto blanda, a I Sette Samurai.
E' il racconto tragicomico di una coppia di ladri, ambientato nel periodo della Dinastia Tang, che capitano nel villaggio del Bambu Amaro, tranquillo agglomerato di case di contadini; colti sul fatto e smascherati dimostrano però la loro lealtà e la loro predisposizione alla difesa dei deboli, mettendo in fuga ed uccidendo alcuni soldati imperiali di pattuglia.
Nel villaggio nasce il dubbio: applicare la legge o riconoscere nei due lo spirito cavalleresco e quindi graziarli?
Vivendo nella comunità i due bipolarizzano  i sentimenti dei contadini, l'odio da una parte e la simpatia dall'altra, il capo villaggio che ripete all'infinito : "Secondo la Legge della Dinastia Tang il furto va punito" basando il suo carisma su un millantato lontano legame famigliare addirittura co Zhao Zilong vorrebbe consegnarli, i sentimenti si incrociano, amori e gelosie di alimentano e i soldati tornano alla carica per catturare i due farabutti.

martedì 2 luglio 2013

Overheard 2 / 窃听风云2 ( Alan Mak, Felix Chong / 麦兆辉, 庄文强 , 2011 )

Giudizio: 7/10
La finanza ai tempi dello Tsunami borsistico

Il secondo capitolo del filone thriller-finanziario diretto dalla ormai collaudatissima coppia Alan Mak-Felix Chong presenta come elemento di continuità rispetto al primo, oltre al contesto generale ben caratterizzato, solo la presenza dei tre attori principali che qui interpretano ruoli diversi rispetto al primo lavoro in cui lavoravano in equipe, come poliziotti alle calcagne delle frodi finanziarie calate nella depressione economica e nei ripetuti crack delle Borse mondiali.
In questo capitolo , probabilmente più tecnicamente pregnante dal punto di vista finanziario, al centro della storia ci sono gli immancabili poliziotti dal fiuto sopraffino per le truffe finanziarie, il mondo dell'economia, spesso artefatta e gonfiata da speculazioni borsistiche e le vite rovinate dallo tsunami finanziario che si è abbattutto anche sulle borse asiatiche in questo primo decennio del nuovo millennio.
Condividi