Giudizio: 5.5/10
Ji-hyuk è un ineffabile ladro di opere d'arte, nonchè infallibile scassinatore di cassaforti, in coppia col compare Goo-in; quando mette a segno un colpo in una gioielleria viene a sapere che questa appartiene ad un boss della Chinatown coreana il quale lo rintraccia e gli propone ( o impone ? ) di collaborare con lui per un colpo colossale da effettuare nel porto commerciale di Incheon: affare fatto e preparazione del colpo avviata, bersaglio una cassaforte e tempo per portare a termine il colpo solo 40 minuti.
Tra doppi e tripli giochi, colpi a sorpresa, complicazioni amorose, rancori sopiti che esplodono la storia giunge al termine con risultati ben diversi da quelli progettati.
L'opera seconda del regista coreano Kim Hong-sun, in netta discontinuità col lavoro d'esordio ben più impegnativo, è una pellicola che sembra voler richiamare antiche e moderne atmosfere sospese tra il thriller e la commedia : ladri galantuomini bellocci che richiamano Jean Paul Belmondo e le commedia col simpatico ma un po' canaglia protagonista, Blake Edwards e l'imprendibile Pantera Rosa, certe commedie americane tutte giocate sull'imbroglio e addirittura , per noi italiani nostalgici della commedia italiana che non c'è più , i Soliti Ignoti; ma anche il film d'azione più squisitamente coreano dove però i cattivi non sono così cattivi ( e per un film coreano questo è singolare) e i buoni sono pur sempre ladri e imbroglioni, il glamour e il lusso delle più recenti produzioni in stile Mission Impossible, tutto rigorosamente condito dalla buona qualità tecnica , prerogativa ormai irrinunciabile per il cinema coreano.
