Giudizio: 4.5/10
Opera seconda del regista tedesco Rick Osterrmann, già transitato qualche anno orsono per la Mostra del Cinema di Venezia, Krieg è lavoro che tenta con molta fatica di miscelare tenebrosi tormenti personali in rigoroso stile ausburgico con tematiche sociopolitiche che ruotano intorno al dramma della guerra.
Tratto dall'omonimo romanzo di Jochen Rausch, il racconto è imperniato, attraverso una dicotomia temporale molto stretta, sul protagonista Arnold, che vediamo all'inizio stabilirsi in compagnia del suo cane in una vecchia baita di montagna immersa nelle nevi; quella destinazione però non è un isolamento sabbatico o vacanziero, bensì la fuga da un dramma personale che ci viene raccontato sull'altro binario temporale: la morte del figlio in uno scenario di guerra in oriente.
La scelta del ragazzo di recarsi in guerra induce un profondo scompiglio nella famiglia di Arnold , fieramente ancorata su posizioni pacifiste e la sua morte ha un effetto deflagrante sulla sua stabilità.
Isolato tra le montagne, Arnold mostra il suo volto segnato irrimediabilmente dal dramma che di pari passo ci viene mostrato attraverso un alternarsi di piani temporali; ma il peggio per l'uomo sembra dover ancora arrivare: una presenza oscura, intangibile e al contempo pericolosa sembra averlo messo al centro dei suoi disegni folli portando la situazione ad un livello di scontro e di guerra personale destinato a giungere alle estreme conseguenze.

