giovedì 10 maggio 2012

The woman in the septic tank ( Marlon Rivera , 2011 )

Giudizio: 8/10
Come si costruisce un film per i festival

Era sparuta la rappresentanza cinematografica filippina al FEFF, ma questo film è risultato sicuramente uno dei più validi, capace come pochi di sapere coniugare commedia, musical, ironia, sarcasmo e divismo , regalando come risultato un divertimento intelligente e ben calibrato, nobilitato dalla presenza di una eccellente Eugene Domingo, carica della giusta dose di auotironia.
Il lavoro di Marlon Rivera è anzitutto una arguta critica, quando non vero e proprio sberleffo, di certo ambiente cinematografico, quello che vuole scavare nel sociale per confezionare lavori che vengono osannati nei festival cinematografici perchè suscitano sdegno come si conviene ai film "verità".

mercoledì 9 maggio 2012

The viral factor / 逆战 ( Dante Lam ChiuYin / 林超贤 , 2012 )

Giudizio: 7.5/10
Azione frenetica e di qualità assicurata

Pellicola scelta per chiudere il FEFF, The viral factor non tradisce le attese: azione a volontà, tecnica perfetta, tensione che non cala mai e che tiene incollati allo schermo tra esplosioni, auto che si ribaltano, blindati che esplodono e inseguimenti vari.
E' un film a chiara impronta Dante Lam , regista che raramente tradisce, soprattutto se quello che si cerca è azione convulsa e spettacolare. Vero che Lam ha saputo regalare anche lavori che presentavano una bella dose di introspezione , addirittura con accenni minimalisti, ma la sua mano, soprattutto nei moneti caldi del film si vede e, comunque, non manca di introdurre nel corso del racconto aspetti da melodramma.
Lo stesso incipit del film ci mette sul chi va là , allorquando si sentono le parole di uno dei protagonisti.

martedì 8 maggio 2012

Sunny ( Kang Hyeong-cheol , 2011 )

Giudizio: 7/10
L'amicizia del passato salva il presente

Annunciato come il più grande successo al botteghino in Corea nel 2011, Sunny è stato il film con il quale il FEFF ha deciso di dare inizio alla manifestazione nell'Opening Night, scelta pienamente in linea con quanto emerso dalla rassegna, fortemente imperniata sui film brillanti.
L'opera seconda di Kang Hyun-chul, reduce da un esordio di notevole successo, è un racconto corale al femminile che mette al centro della storia un gruppo di donne ormai mature che si rincontrano non troppo per caso e che rinvangando nel passato e riesumando i bei tempi del liceo, riportano a galla  una vecchia amicizia.
Le donne nel presente sono più o meno tutte insoddisfatte: chi per un ruolo troppo convenzionale in seno alla famiglia, chi perchè vive con perenni problemi lavorativi, chi perchè ha preso una china brutta e squallida e chi perchè gravemente malata , occasione che funge da catalizzatore della rimpatriata.

lunedì 7 maggio 2012

Rent a cat ( Naoko Ogigami , 2012 )

Giudizio: 3/10
Tappare i buchi coi gatti e con la noia

Ne hai visto uno, li hai visti tutti: questo è lo slogan con il quale si potrebbe liquidare in pochissime parole l'ultimo lavoro della giapponese Naoko Ogigami.
Armato della consueta tendenza recondita al masochismo che anima segretamente la mente dell'appassionato di Cinema, sperando però , altrettanto furtivamente, che la sorpresa possa appalesarsi come il classico fulmine al ciel sereno, la visione di Rent a cat non fa altro che confermare che al peggio non c'è mai fine.
Se in Megane era il "crepuscolare", se in Kamome diner erano le chiacchiere senza alcuna sostanza, in Renta a cat il centro dell'universo cinematografico è "tappare i buchi", quelli dell'anima naturalmente che è lo slogan col quale la protagonista cerca di vendere a noleggio i suoi gatti (belli e simpatici, l'unica cosa che meriti del film).

The Great Magician / 大魔术师 ( Derek Yee TungShing/ 尔冬升, 2012 )

Giudizio: 8/10
La magia agli albori del Cinema

Anche l'Hkese Derek Yee non può fare a meno di cedere allo spettacolo in costume: con The Great Magician sposta l'orologio della storia agli albori della Cina post-imperiale, allorquando caduta la dinastia Qing il paese era in mano ad una lunga schiera di Signori della guerra, autentici satrapi locali con tanto di eserciti privati che si contendevano il dominio sull'Impero disgregato cui la nascente Repubblica non riusciva a dare un seppur minimo straccio di unità.
E' in quell'epoca che il regista colloca una storia in cui la miscela tra vari elementi è ben misurata ed efficace: film storico, storia d'amore, azione, commedia brillante, ben amalgamati e tenuti in piedi anche grazie ad una coppia di protagonisti di primissimo piano che danno il meglio di loro.
E' la storia di un mago che irrompe sulla scena stupendo tutti con numeri straordinari, ma che ha come scopo recondito quello di riportare a sè la donna amata, a suo tempo rapita e tenuta come concubina dal perfido signorotto Bully Lei che non riesce però ad infrangere il suo cuore,  che tiene prigioniero il padre, illusionista-maestro del protagonista, custode di tecniche di magie strabilianti.

sabato 5 maggio 2012

Kamome diner ( Naoko Ogigami , 2006 )

Giudizio: 4/10
Giapponesi in Finlandia

Uscito un anno prima del deludente Glasses/Megane , Kamome diner viene considerato dalla schiera di estimatori di Naoko Ogigami come il suo capolavoro: film ambientato in Finlandia, dove una giapponese in fuga non si capisce bene da che apre un bar-ristorante dove non mette piede mai nessuno.
Dove in Megane era l'isolotto dalla bianca sabbia il centro degli universi collidenti dei vari personaggi di passaggio, qui è il ristorante a divenirlo: una donna anch'essa in fuga dal Giappone, un'altra che perde la sua valigia all'aeroporto ed è costretta ad una sosta forzata in Finlandia che curiosamente per informarsi sull'eventuale ritrovamento della valigia si reca sempre sul molo per telefonare dove incontra immancabilmente un omino con un gatto in braccio, un ombroso uomo che insegna a fare il caffè e che si trasforma in ladro, un ragazzotto scroccone che con la scusa di essere stato il primo avventore del bar non paga mai, una alcolizzata in crisi sentimentale, quattro megere che guardano con astio dalla vetrina salvo poi essere accalappiate dalle squisitezze prodotte nel ristorante.

One mile above [aka Kora] / 转山 ( Du Jiayi / 杜家毅 , 2011 )

Giudizio: 8/10
Le montagne popolate dai miti

La cornice cha ha accolto questo lavoro ad Udine, dove tra l'altro si è meritato il secondo posto nella classifica dell'Audience, è di quelle strabilianti: sold out sin dalla mattina e Teatro gremitissimo, attratto probabilmente dalle mirabilie naturalistiche che il  film prometteva.
Le attese non sono andate deluse: One mile above, altrimenti noto col di titolo di "Kora" , forma di meditazione buddhista tibetana, è un film che abbacina per la bellezza delle riprese , che colpisce per la tematica raccontata e che stupisce per la difficoltà e l'impegno che il regista e la troupe intera hanno dovuto profondere per portarlo a termine.
Coproduzione sino-taiwanese ( ormai non più rarità e quasi sempre sinonimo di cinema di qualità), ispirata ad una novella taiwanese, il film racconta il viaggio intrapreso dal giovane protagonista, estremo omaggio al fratello morto proprio mentre si accingeva a partire lui stesso per questa avventura, dallo Yunnan a Lhasa in bicicletta, zigzagando sulle vette ben oltre i 5000 metri che regala lo scenario incomparabile del Tibet.

Vulgaria / 低俗喜剧 ( Pang HoCheung / 彭浩翔 , 2012 )

Giudizio: 5.5/10
Volgarità e il Bmovie di Hong Kong

Premiere europea ad Udine per l'ultimo attesissimo lavoro di Pang HoCheung, sospinto dalla naturale pubblicità che è insita nel titolo e nelle tematiche che il film affronta, sotto la sarcastica lente di ingrandimento del regista.
Pang mette subito le carte in tavola: nei titoli di testa si avverte la platea che il film contiene volgarità a gogo e che quindi vengono concessi 10 secondi , regolarmente scanditi da un countdown, per abbandonare la sala qualora ci fossero bacchettoni o ipersensibili presenti alla visione.
Tutto ciò naturalmente non crea alcuno sconcerto in chi conosce il regista preparato ad ogni tipo di esperienza che il film promette.
Purtroppo però il film promette molto ma rimanda abbastanza poco, non aggiunge nulla alla filmografia del regista HKese, semmai lascia un po' di amaro in bocca e di delusione per la resa complessiva.

venerdì 4 maggio 2012

Love in the buff / 春嬌與志明 ( Pang HoCheung / 彭浩翔 , 2012 )

Giudizio: 6.5/10
Da Hong Kong a Pechino è sempre amore con risate

Era tra i titoli più attesi al FEFF questo lavoro di Pang HoCheung, ideale seguito di Love in a puff, commedia brillante che trovava spunto nelle nuove leggi antifumo da poco introdotte ad Hong Kong. Va subito detto che se temporalmente e nei personaggi Love in the buff è un sequel a tutti gli effetti, in pratica va considerato come un lavoro a sè stante che anche mancando la visione del precedente può essere apprezzato nella stessa misura.
La storia riprende dove  Cherie e Jimmy l'avevano lasciata, con i due che vivono assieme ma che ben presto si separano in quanto lui viene trasferito a Pechino per lavoro.
Nonostante il tentativo di entrambi di costruirsi una nuova vita sentimentale, le loro strade tornano a incrociarsi nella capitale cinese dove anche Cherie viene trasferita dalla propria azienda.
La forza magnetica che attrae i due è irresistibile , e seppur  tra alti e bassi, il destino che li vuole uniti deve compiersi.

giovedì 3 maggio 2012

Romancing in thin air / 高海拔之恋Ⅱ ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2012 )


Giudizio: 7.5/10
La foresta che inghiotte e l'amore in altura

Riformata la coppia storica col fido Wai KaFai, Johnnie To torna alla commedia dopo Life without principle, abbandonando Hong Kong e ambientando il racconto tra le montagne dello Yunnan, quelle appunto in cui l'aria è leggera e rarefatta.
E' la storia dell'incontro tra un divo HKese alla deriva tra guai famigliari e alcool e una donna che gestisce un albergo il cui marito è scomparso ormai da anni nella foresta, inghiottito e mai restituito.
Michael Lau si ritrova quasi per caso, come trasportato dalla corrente nel verde paesaggio montagnoso, ubriaco ed incapace di pensare a se stesso, Sue si prende subito cura di lui tra la pruriginosa curiosità dei montanari increduli.
La collisione tra i due diventa inevitabile, due entità che vagano alla ricerca di una stabilità, almeno fino a quando una volta ristabilitosi e abbandonate le fattezze da Castaway Michael viene reclamato a gran voce dallo star system che lo preleva di peso dal suo rifugio non senza aver conosciuto prima la storia di Sue e del marito disperso.

Song of silence ( Chen Zhuo , 2012 )

Giudizio: 8.5/10
Anche il silenzio sa parlare

Film d'esordio del trentatreenne regista cinese Chen Zhuo, Song of silence è stato senza dubbio uno dei lavori più belli presenti al FEFF appena concluso.
Il giovane regista, già attivo da tempo nell'ambiente cinematografico, sceglie la sua regione di origine (lo Hunan) per raccontare una storia ben strutturata, coinvolgente, che suscita sane emozioni non truffaldine, calandola in un contesto ambientale che molto si assimila ai registi della Sesta Generazione, creando la giusta miscela di realismo, dramma e derive onirico-surreali.
E' la storia di una giovane sordomuta, figlia di genitori separati, che vive con la madre e con la famiglia di questa: ragazza difficile, introversa, chiusa nel suo mondo privo di suoni, attratta solo dal disegno e dalla barca con la quale percorre in lungo e in largo il fiume limaccioso in compagnia del giovane zio, costruendo, soprattutto nella prima parte, un quadretto che sembra uscito da un lavoro del primissimo Kim Ki-duk, in cui l'ambiente notturno nel bel mezzo delle acque suscita nella ragazza immagini oniriche.

mercoledì 2 maggio 2012

The front line ( Jang Hoon , 2011 )

Giudizio: 4.5/10
Il lato noioso della guerra

Terzo lavoro per Jang Hoon, regista di scuola kimkidukiana, che dopo il buon Rough cut e l'incostante Secret reunion, prende di petto la guerra di Corea, su una sceneggiatura di Park Sang-yeon lo stesso che scrisse Joint Security Area di Park Chan-wook.
Il racconto è ambientato nella fase finale della guerra, quando regnava una sostanziale fase di stallo alimentata solo da piccole scaramucce territoriali.
Un ufficiale vine inviato al fronte per indagare su alcuni strani episodi avvenuti nei pressi della Collina Aero-K nei quali si sospetta la mano di alcune spie del Nord; all'arrivo l'ambiente non  è certo di quelli più affidabili: ufficiali morfinomani, insubordinazione galoppante, ambiente che cela drammi personali al limite della follia, cinismo estremo che contagia anche il vecchio compagno d'armi del protagonista rincontrato qui ai piedi della collina.
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