domenica 18 agosto 2019

Es Esmu Seit [aka Mellow Mud] ( Renars Vimba , 2016 )




Mellow Mud (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

La piovigginosa e a volte tetra campagna lettone, dominata dalla pioggia , dalle brume persistenti e soprattutto dal fango è la protagonista assoluta del film ,opera prima del regista lettone Renars Vimba; ma quel fango nel quale la giovane protagonista del film si trova a camminare spesso è anche la potente metafora che sta dietro al titolo della pellicola: è il fango della situazione nella quale Raja, la diciassettenne protagonista del racconto, si trova, che la avviluppa e che le impedisce di uscire fuori da uno stato di continua precarietà e sofferenza.
Raja e il fratello più giovane vivono con la austera nonna paterna che detestano; ma sanno che l'alternativa è l'orfanotrofio, visto che il padre è morto e la madre già da qualche tempo li aveva abbandonati per crearsi una nuova vita a Londra; inoltre le vicissitudini economiche impongono alla nonna la vendita dei poderi e forse della casa per risanare i debiti lasciati dal padre, nonostante Raja si opponga fieramente.


Quando la nonna improvvisamente muore i due ragazzi decidono di tenere nascosto il decesso, di seppellirla nella campagna e di continuare così a riscuoterne la pensione , oltre che evitare l'orfanotrofio.
Robis, il ragazzino spera sempre che la madre faccia ritorno a casa, Raj, più realisticamente sa che c'è solo una possibilità: andare a cercarla a Londra e per tale motivo partecipa ad un concorso di lingua inglese che ha come premio il biglietto aereo per la capitale del Regno Unito.
Raja stringe i rapporti con il suo giovane insegnante di Inglese che dovrà prepararla per l'esame e se ne innamora, vedendo in lui un altro mezzo di fuga da una realtà squallida e di realizzazione di un sogno.
Alla fine la morte della nonna viene a galla, Robis va in orfanotrofio e Raja scappa a Londra : è la drammatica propedeuticità ad un finale duro, pesante, fatto di dolore inconsolabile ma anche, forse, di un piccolo spiraglio.
Opera prima di notevole spessore artistico, solida sia dal punto di vista narrativo che da quello più squisitamente tecnico, Es Esmu Sei ( Mellow Mud nel suo titolo internazionale) è lavoro che sembra uscito dalle mani di un regista maturo ed esperto, ed invece è l'opera prima di Renars Vimba regista quarantenne con alle spalle solo qualche cortometraggio e che ha ricevuto a Berlino nel 2016 un importante riconoscimento prima di girare il mondo in numerosi Festival riscuotendo ovunque ottime critiche.

mercoledì 14 agosto 2019

Aniara ( Pella Kagerman , Hugo Lilja , 2018 )




Aniara (2018) on IMDb
Giudizio: 7/10

Il modello ispirativo cui fanno riferimento i registi Kagerman e Lija è il poema fantascentifico-filosofico omonimo scritto nel 1956 dal Premio Nobel svedese Harry Martinson: Aniara è il nome di una navicella dispersa nello spazio in seguito ad un incidente che l'ha costretta ad uscire dal sistema solare e a vagare nello spazio nella vana speranza di poter in qualche maniera rientrarvi.
Siamo in un futuro non troppo lontano, l'umanità ha necessità assoluta di emigrare dal pianeta che ha visto la nascita della nostra civiltà perchè quella (in)civiltà lo ha distrutto, deturpato, annichilito; la navicella Aniara, grottescamente strutturata nei suoi interni come un mega centro commerciale, dovrebbe portare, come un vascello traghettatore, i viaggiatori nelle colonie che nello spazio l'uomo ha costituito.
L'incidente sconvolgerà i piani, la destinazione non verrà mai raggiunta nonostante le bugie raccontate dall'equipaggio del vascello spaziale, e gli occupanti sono destinati alla morte lenta vagando per lo spazio infinito in un tempo che trascorre inesorabile e che mina i corpi e le menti dei viaggiatori, propensi a lasciarsi andare a impulsi autodistruttivi, a riunirsi in sette ascetiche adoratrici, tendenti alla violenza e alla sopraffazione, quella stessa che ha distrutto il pianeta.


Quando poi anche l'unica IA che riusciva a creare un temporaneo e nostalgico legame con la Terra attraverso la elaborazione di immagini che altro non erano che i processi mentali e mnemonici delle persone decide che è giunto il momento di abbandonarsi al suo destino, il clima nella astronave vira in maniera decisa verso il nichilismo e il senso di autodistruzione.
Nel momento in cui la fine si avvicina una umanità cieca e frammentata non riesce a fare altro che dare fondo ai suoi peggiori istinti in attesa che l'opera di annientamento venga compiuta e lo spazio infinito inghiotta i viaggiatori diretti verso le colonie del genere umano.
Raccontato con uno stile asciutto che non trascende mai nel genere fantascientifico puro, mantenendo invece quello sguardo moralistico-filosofico, Aniara degli esordienti Pella Kagerman e Hugo Lija che con gran coraggio hanno messo mano ad un'opera che, curiosamente, nonostante abbia importanti involontari riferimenti a problematiche attuali, non era mai stata utilizzata come ispirazione cinematografica, è lavoro che rispecchia pienamente il background dei due registi, quel cinema scandinavo austero, a volte cattivo, spesso nichilista che evita in maniera netta la possibilità che la pellicola possa guardare come modello al Kubrick di Odissea nello spazio ad esempio.

Little Forest ( Yim Soonrye , 2018 )




Little Forest (2018) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Quattro anni dopo il deludente film inchiesta Whistle Blower la regista coreana Yim Soonrye dirige, e con tutt'altri risultati, il sorprendente Little Forest, una commedia dolce-amara con venature drammatiche che sembra avere come obiettivo quello di porre in evidenza forse il più sentito problema della società coreana: il pesantissimo stress cui sono sottoposti coloro che abitano soprattutto nelle aree metropolitane, derivato dagli insostenibili livelli di competitività e di arrivismo sociale cui è approdata la società di quel paese.
Lungi dal ripetere l'errore del lavoro precedente, Yim affronta le tematiche però con grande leggerezza, tratteggiando una storia quasi minimalista, dai contorni molto sfocati e dai toni pacati.
Il racconto si impernia intorno alla figura di Hyewon una giovane in fuga da Seoul, giunta probabilmente al punto di burn out, che torna alle origini del suo piccolo villaggio di campagna dove ha vissuto fino alla adolescenza, prima di partire per Seoul nel momento in cui la mamma un bel giorno sparì all'improvviso senza dare spiegazioni.


Il ritorno alle origini e la fuga dal caos della città nella quale ha patito pesanti delusioni è per la giovane prima di tutto una maniera per riappropriarsi del suo passato, soprattutto in relazione alla lacerazione causata dall'abbandono della madre della quale ha solo sporadiche notizie , ma anche un tentativo attraverso il passato stesso, di far ripartire la sua vita verso traguardi diversi.
Nel villaggio vivono ancora i suoi due amici di infanzia: Jaeha che coltiva alberi da frutta proseguendo le tradizioni famigliari ed Eunsook che lavora in banca come cassiera; trova inoltre un nuovo amico Ogu, un cucciolotto che adotta e che si porta a casa; ma soprattutto nella vecchia casa c'è il ricordo dell'infanzia passata con la madre, rimasta presto vedova, una vera artista della cucina che ha cercato di tramandare l'arte alla ragazzina.
Hyewon ha raccolto le tradizioni della madre e per buona parte il film sembra uno di quei programmi di cucina in cui assistiamo a preparazioni sofisticate e bellissime da vedere, lo spirito della madre aleggia nella casa grazie alle ricette che la giovane figlia elabora e grazie anche ai flash back che ci mostrano madre e figlia all'opera.

lunedì 15 luglio 2019

The Great Buddha + / 大佛普拉斯 ( Huang Hsin-yao / 黃信堯 , 2017 )




The Great Buddha+ (2017) on IMDb
Giudizio: 8/10

L'opera prima del regista taiwanese Huang Hsin-yao è stato uno dei film del 2017 dell'estremo oriente che più ha riscosso giudizi positivi non solo a livello di critica ricevendo svariati premi da parte delle associazioni dei critici di lingua cinese, ma soprattutto ben 10 nominations al Golden Horse di Taiwan con la vittoria, tra l'altro, nella categoria sceneggiatura non originale , fotografia e regista esordiente, cui hanno fatto seguito svariati  riconoscimenti in altri festival.
Uno dei grandi pregi di The Great Buddha risiede nella straordinaria capacità del regista di muoversi nell'ambito della commedia nera con vari tipi di influssi e di riferimenti: quasi spontaneo pensare a Ning Hao e alle sue commedie nere , così come quando il film piega verso tematiche più da thriller non è difficile riconoscere  ambientazioni molto vicine a Diao Yinan.


E poi Huang ha la non comune capacità di pennellare i tratti dei suoi protagonisti in maniera così netta e al contempo sfumata da far sì che il risultato del racconto riesce a coinvolgere grazie alla profonda umanità che trasuda dai suoi personaggi, tutti, in gran parte, dei personaggi al limite di una società come quella taiwanese che per molti aspetti è suddivisa in caste che fungono da vere e proprie camere stagne.
Pickle fa il guardiano notturno in una fabbrica gestita da Mr Huang, un boss locale che costruisce statue di Buddha e che è molto ben voluto , anche per questa sua attività, da larga parte della comunità; Pickle arrotonda anche suonando in una scalcinata banda  che ha come precipua attività quella di accompagnare i funerali.
Belly Button è l'amico di Prinkle, raccoglie immondizia che poi rivende nelle discariche, gira con una motorino cui aggancia un carretto col quale trasporta l'immondizia, e spesso passa la notte col suo amico mangiando cibi di infima qualità, guardando la tv o sfogliando vecchi e bisunti giornali porno fantasticando sulle donnine che vi compaiono.
Due losers, due perdenti, due emarginati  che sanno benissimo che la loro esistenza deve essere ai margini, lontana da quella del boss di Pinckle, un puttaniere che passa le serate nelle feste all'interno delle saune insieme a politicanti e notabili di provincia.
Un ritratto quindi delle classi sociali della provincia taiwanese, che lontana anni luce dalla modernità di Taipei sembra ricordare per le ambientazioni i film anni 50 girati in Italia, con la giuste dose di neorealismo.

mercoledì 10 luglio 2019

The Island / 一出好戏 ( Huang Bo / 黄渤 , 2018 )




The Island (2018) on IMDb
Giudizio: 7/10

Dopo una carriera quasi ventennale da attore che lo ha imposto come uno degli interpreti più eclettici e uno dei personaggi cinematografici più premiati, stimati e famosi e non solo in Cina, Huang Bo decide di esordire alla regia in un lavoro che ha riscosso grande successo grazie anche al cast di livello e al genere brillante da commedia cui si ispira; inoltre con The Island Huang Bo  ha subito incassato riconoscimenti per la sua opera prima soprattutto nei premi assegnati dai critici cinematografici cinesi.
Insomma The Island regala un esordio coi fiocchi a Huang Bo sotto praticamente tutti i punti di vista.
La storia vede come protagonista Ma Jin un lavoratore di rango non certamente elevato che insieme all'amico fraterno Xiao Xing prendono parte ad una gita aziendale in compagnia dei colleghi di lavoro e dei superiori , boss compreso.
A bordo di un ridicolo e assurdo pullman anfibio prendono il largo per una gita in mare; non sanno però che un meteorite , che quel giorno secondo i calcoli degli esperti avrebbe potuto colpire la terra e che un po' tutti avevano sottovalutato pensando al solito allarmismo, stava per cambiare le loro esistenze.


Caduto in mare il meteorite provoca un maremoto con onde gigantesche che ben presto si abbattono sull'improbabile mezzo anfibio spazzandolo via.
Miracolosamente rimasti vivi i naufraghi si ritrovano su un'isola situata chissà dove, impossibilitati a riprendere il mare; ma per Ma Jin la beffa è doppia perchè proprio poco prima di essere investiti dal maremoto aveva appena appreso di aver vinto 60 milioni di RMB ad una lotteria e che il premio andava ritirato entro 90 giorni,
Passato il momento di sconforto i naufraghi, ridotti ormai ad un manipolo di probabili unici sopravvissuti, decidono che è il momento di darsi delle regole e delle gerarchie per tentare di sopravvivere per poter sperare di essere recuperati non si sa bene da chi.
La piccola comunità quindi inizia la sua vita, azzerando quelle che erano le vecchie gerarchie e ben presto ovviamente iniziano le frizioni e le guerre tra gruppi, fino a quando, con l'ausilio del fidato amico Xiao è proprio Ma Jin, fino ad allora una sorta di reietto, a coagulare intorno a sè la fiducia dei compagni per iniziare una nuova civiltà.
Anche in questo caso la pace non durerà in eterno e alcuni avvenimenti apriranno nuove prospettive al gruppo di sopravvissuti.

martedì 9 luglio 2019

The Pluto Moment / 冥王星时刻 ( Zhang Ming / 章明 , 2018 )




The Pluto Moment (2018) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Zhun Wang è un regista da piccolo cinema d'autore, sposato con una attrice famosa che invece frequenta i set di film mainstream mezze americanate e mezze scopiazzature HKesi; quando si presente sul set della pellicola che sta girando la moglie , il suo senso di lontananza e di divaricazione da quel mondo cinematografico frivolo diventa tangibile, al punto che , sottoposto a trattamenti ben poco cordiali, troverà il modo di prendere di petto il regista del film accusandolo di essere un panzone che mangia a sbafo.
Tornando a casa con la moglie lo vediamo con la testa fasciata e i lividi in faccia, probabilmente qualcuno gliele ha sonate a causa della sua impudenza; ma il peggio deve ancora venire perchè la moglie non ne vuole sapere di girare un film con lui, preferendo una ridicola rievocazione storica su pellicola della Lunga Marcia maoista che evidentemente porta soldi.


Ecco quindi che abbiamo il quadro d'insieme più chiaro: un regista che sta per partire per i monti della Cina occidentale con l'intento di girare un film su delle canzoni funebri che vengono cantate durante i funerali dalle popolazioni autoctone, un progetto che stenta a partire vuoi per la crisi ispirativa cronica di Zhun, vuoi per gli immancabili problemi produttivi causati dalla mancanza di fondi nonostante il tentativo di coinvolgere anche istituzioni locali per la realizzazione dell'opera.
Durante il viaggio Zhun è accompagnato dalla produttrice, da un attore non particolarmente talentuoso, da una operatrice di bell'aspetto e da un factotum che millanta conoscenze di tutti i tipi nella regione in cui si stanno recando.
Riuscirà Zhun a trovare un funerale nel quale vengono recitate le litanie funebri cui è interessato , i Canti delle tenebre?
Il viaggio diventa una piccola odissea tra ristrettezze di mezzi, incomprensioni, situazioni particolari, scelte organizzative fallimentari.

Domino ( Brian De Palma , 2019 )




Domino (2019) on IMDb
Giudizio: 4.5/10


Aveva lasciato intendere in più di una occasione che il tempo di lasciare la sedia da regista fosse arrivato in favore di una pensione tranquilla da ultrasettantenne che tanto aveva donato al Cinema, questione di energia diceva Brian De Palma dopo il ben poco convincente Passion; doveva essere stato molto convincente nel suo intendimento al punto che dopo 7 anni dalla sua ultima fatica ha dovuto rivolgere lo sguardo oltreoceano, in Danimarca per la precisione, per trovare qualcuno che producesse il suo nuovo lavoro.
Domino è un thriller-spy story-action movie girato tra Copenaghen, Amsterdam, Anversa, Bruxelles, Almeria e Sardegna, in cui sono chiare e nette le difficoltà e le controversie che hanno segnato la produzione del film al punto che il regista ha di fatto quasi ripudiato l’opera a causa dei numerosi tagli apportati dalla produzione danese.


Siamo nel 2020 (chissà perché poi…) la coppia di poliziotti della sezione speciale di Copenaghen Christian e Lars vengono inviati sul luogo di quella che sembra una lite famigliare; si troveranno invece ad affrontare un terrorista dell’Isis che ha appena ucciso un uomo , che ferirà mortalmente Lars e riuscirà a far perdere le tracce dopo un rocambolesco inseguimento sui tetti.
L’agonia di Lars dura alcuni giorni e con la sua morte l’obiettivo di Christian , al quale viene affiancata  dalla collega Alex, diventa quello di dare la caccia all’assassino del suo amico e a smantellare una cellula terroristica pericolosamente attiva in Europa.
Spostandosi da una parte all’altra dell’Europa con una repentinità ed una facilità che lascia alquanto interdetti, i due poliziotti sono sulle orme dell’assassino e dello sceicco che muove le fila dirigendo gli attentati con la folta schiera di kamikaze, ma per loro c’è anche il tempo di rivivere il legame che li legava al collega morto e per Christian in particolare anche metabolizzare il rimorso per quanto accaduto e per le scelta operative fatte.

domenica 7 luglio 2019

Styx ( Wolfgang Fischer , 2018 )




Styx (2018) on IMDb
Giudizio: 5/10

Nella mitologia greco-latina lo Stige era uno dei fiumi che attraversavano gli inferi, in particolar modo era il fiume dell'odio, che si dipanava come una palude a bloccare l'accesso all'oltretomba e per attraversare  il quale occorreva il permesso degli dei che rendevano così pace all'anima vagante dopo la morte.
Il pomposo richiamo mitologico del titolo si associa ad una scena iniziale fortemente enigmatica che mostra in una Gibilterra apparentemente deserta una coppia di macachi che girovagano nella città.
Insomma titolo ed incipit ci dicono subito che Styx, opera seconda del regista austriaco Wolfgang Fischer, possiede pretese ambiziose.
Col secondo breve incipit conosciamo Rike, un medico che lavora con grande professionalità nell'emergenza a bordo delle ambulanze, che interviene in un incidente stradale in piena notte.
Torniamo quindi a Gibilterra dove Rike è in partenza con la sua bellissima barca a vela 12 metri per un viaggio in solitaria verso l'isola di Ascensione, territorio britannico di oltremare, situata nell'Atlantico meridionale,  scarsissimamente abitata e per questo di grande interesse naturalistico e biologico.


Prima metà del film quindi che diventa una sbrigativa lezione di navigazione con barca a vela in solitaria alternata a splendide immagini aeree.
Dopo una violenta tempesta Rike al mattino si trova a pochissima distanza da un vecchio peschereccio alla deriva, prossimo ad affondare che contiene centinaia di profughi; da brava donna di mare lancia subito l'allarme alla capitaneria di porto competente, dalla quale riceve l'ordine di non interferire con le manovre di salvataggio.
Nonostante ciò , quando un ragazzo gettatosi in mare raggiunge la sua barca a nuoto stremato, Rike non può fare a meno di accoglierlo a bordo, facendo aumentare in lei l'atroce dubbio se intervenire , contravvenendo alle disposizioni, oppure no, anche in considerazione che dei soccorsi non si vede traccia e che l'aiuto richiesto ad altre imbarcazioni in rotta nella zona è caduto nel vuoto; una scelta morale ed etica insomma che vorrebbe essere il nucleo tematico centrale della seconda parte del film.
Film pluripremiato e acclamato dalla critica soprattutto europea, sempre pronta a gridare, ipocritamente , al capolavoro quando si tratta di film a tematica etico-morale che riguarda la collettività e l'individuo, quale quella drammatica dei flussi migratori, salvo poi girare la testa altrove quando si tratta di agire in maniera fattiva a livello politico e sociale, Styx è film decisamente sopravvalutato, proprio per i motivi appena esposti.

mercoledì 3 luglio 2019

1/1 ( Jeremy Phillips , 2018 )




1/1 (2018) on IMDb
Giudizio: 7/10

Il tempo di una visita medica, l'attesa, il colloquio col dottore; è il tempo che basta a Lissa per ripercorrere in maniera ora convulsa, ora dolorosa, ora frenetica la sua giovane esistenza di ventenne ancora non pienamente diventata adulta; un test di gravidanza dubbio la porta nello studio medico, incapace di superare da sola l'ostacolo insormontabile che si trova di fronte.
Lissa vive in una zona rurale della Pennsylvania che detesta , fa un lavoro che odia, ha una famiglia distrutta dal gesto drammatico del padre che si è tolto la vita afflitto dalla depressione, da allora i rapporti con la madre sono interrotti e anche il ragazzo che l'ha messa incinta ha lasciato la campagna per andare al college lasciandola da sola.
Il tempo della visita medica e , attraverso un diario che tiene ripercorre a ritroso la sua vita, nella sua mente si accumulano immagini statiche e ricordi, dialoghi e silenzi , dubbi e sospetti, un fluire di idee di frammenti  che affiorano e che vengono poi sovrapposte ad altri.


L'attesa però si protrarrà: l'esame del sangue che dirà a Lissa se è incinta o no necessita di un po' di tempo; la ragazza allora decide di affrontare il confronto con la madre, ritenuta da lei responsabile della morte del padre cui era molto legata, e conoscere la verità su quel tragico gesto.
L'opera prima di Jeremy Phillips mostra degli aspetti che la rendono pellicola per certi versi sorprendente: utilizzando una tecnica di montaggio e di ripresa molto personale il regista costruisce un vortice psichedelico di idee e di immagini attraverso varie forme di costruzione che vanno dalla slow motion al cartoon, proprio per evidenziare il turbinio di idee e di ricordi che si affollano nella mente di Lissa.

In effetti il regista riesce a darci l'immagine di una giovanissima donna confusa, fragile, spesso sull'orlo della depressione,  che trova conforto nel fumo e nelle droghe, il cui nichilismo iniziale trova le basi in una esistenza grigia e carica di dolore nel ricordo del padre suicida; se 1/1 può rientrare nell'ampio gruppo dei film coming of age o dei racconti di formazione,  di certo Phillips lo fa con una prospettiva ben poco rassicurante e carica di realismo, quasi di verismo.

lunedì 1 luglio 2019

Killing for the Prosecution ( Harada Masato , 2018 )




Killing for the Prosecution (2018) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Il breve prologo di Killing for the Prosecution contiene il tema principale che sostiene tutto il racconto: la riflessione sul sistema giudiziario giapponese e le spinte conservatrici all'interno del paese; Harada attraverso i canoni del genere thriller pone quindi la sua attenzione sul tema della giustizia, del suo esercizio , dei suoi limiti e della coscienza di chi la legge amministra.
Qualche tempo dopo gli eventi  del prologo che ci mostra una lezione pre-laurea per aspiranti procuratori, troviamo Okino un giovane  volenteroso  e idealista  che viene chiamato per il suo primo incarico nell'ufficio di Mogami, che di quella lezione pre-laurea era stato il docente, uno stimato procuratore dotato di grande carisma.
Durante le indagini sulla morte di una coppia di anziani che prestavano soldi a strozzo, Mogami lancia Okino subito in pista nel confronto con un sospettato che ha sulle spalle l'accusa di omicidio di molti anni prima, reato per il quale secondo la legge giapponese è scattata la prescrizione; Matsukura, il sospettato, è personaggio strambo, sgradevole che durante l'interrogatorio con fare sprezzante e dopo aver preteso l'interruzione della registrazione, ammette con disprezzo l'omicidio di cui fu accusato ai danni di una giovane studentessa.


Questa studentessa era l'amica prediletta di Mogami e così , grazie ad uno stratagemma narrativo, il passato ritorna , portando in tal modo a galla rancori e odi sopiti.
Per Mogami l'idea di incastrare l'assassino dei due vecchi e individuarlo in Matsukura è un modo per fare giustizia o forse più propriamente per prendersi la sua vendetta servita fredda.
Mogami inoltre si trova a dover dar manforte al suo amico politico Tanno, accusato di corruzione dagli ambienti conservatori del paese.
Quando ben presto si capisce che Matsukura non è il colpevole del delitto dei vecchi strozzini e che i sospetti si spostano su un altro personaggio, Mogami si trova di fronte al bivio della sua vita: come fare giustizia al di fuori della legge?

Asura:The City of Madness ( Kim Sungsu , 2016 )




Asura: The City of Madness (2016) on IMDb
Giudizio: 7/10

C'è un sindaco corrotto , imbroglione e che non si pone problemi nell'usare le maniere spicce per giungere all'obiettivo che è quello di riqualificare una città immaginaria ma nella quale è facile intravvedere una qualsiasi città coreana figlia del boom economico; c'è una procuratore rampante e ambizioso che non disdegna neanche lui le maniere forti per estorcere notizie, e in mezzo c'è un poliziotto corrotto, Han, che si muove in maniera scaltra e priva di scrupoli in quello spazio senza confini che sta fra la legge e la corruzione: il sindaco è fratellastro della moglie e lo vorrebbe ai suoi servigi, gli Affari Interni della polizia lo vorrebbe come una talpa in considerazione del suo legame col sindaco e soprattutto lo tiene ben stretto al collo perchè qualcuno conosce il suo segreto che lo porterebbe dritto in galera.
I cardini di Asura sono dunque quelli classici , a metà tra il noir e il thriller, ma la storia riesce a svilupparsi in una direzione che ben presto porta alla luce altre tematiche ed aspetti.
Han il poliziotto, corrotto e senza scrupoli nell'avvalersi della collaborazione di personaggi raccapriccianti, deve scegliere su quale versante muoversi, usando molta attenzione a non calpestare qualche piede fuori posto; la sua mission per la salvezza è trovare le prove delle manovre di corruzione del sindaco e portarle  al procuratore affinchè faccia sparire le prove del suo delitto. 


Han inoltre ha sulla coscienza una moglie moribonda, che ha vissuto una vita infelice accanto a lui e che grazie ai soldi del fratellastro sindaco può tentare di affidarsi ad un intervento chirurgico disperato per avere salva la vita.
Il muoversi tra questi due poli di potere che sembrano antitetici ma che in fondo sono molto simili, porta Han a investire del  ruolo a lui riservato di scagnozzo del sindaco il suo giovane collega che ben presto entrerà nelle grazie del sindaco grazie ai suoi lavori sporchi portati a termine.
Se è vero che il finale iperrealista in stile noir HKese appare per molti versi coerente con l'atmosfera di degrado morale ed etico nel quale il film ben presto scivola, altrettanto incontestabile è che ,come spesso ci hanno abituato i film coreani, soprattutto quelli d'azione, si dilunga in maniera un po' troppo prolissa su un finale tirato per lunghe ben oltre il necessario.
Ma dietro la storia raccontata in Asura c'è il tentativo di dipingere quello spazio stagnante e fetido che sta tra il potere costituito e la criminalità organizzata, tra la politica e la giustizia, uno spazio informe all'interno del quale ogni figura perde i suoi connotati, sia esso poliziotto, malvivente, politico o giudice: il profilo sembra sovrapporsi tra queste figure pronte ad usare le stesse armi, la medesima violenza, lo stesso potere esercitato con protervia.

sabato 29 giugno 2019

Shadow [aka Ying] / 影 ( Zhang Yimou / 张诒谋 , 2018 )




Shadow (2018) on IMDb
Giudizio: 8/10

Dopo aver prestato fattivamente la sua immagine universalmente riconosciuta alla costruzione di una delle operazioni commerciali cinematografiche più significative e di grosso impatto degli ultimi anni dirigendo The Great Wall , lavoro che ha attirato critiche fin troppo feroci, Zhang Yimou con Shadow sembra tornare al dramma ad ambientazione storica con forti influssi wuxia, quel vasto genere cinematografico che il regista cinese ha sempre privilegiato nei suoi lavori occupandosi di epoche storiche diversissime ma sempre con grande attenzione all'aspetto umano.
Shadow in effetti sembra voler richiamare  alla mente la storia tinta di mitologia che già abbiamo apprezzato in Hero ,in La foresta dei pugnali volanti e in Curse of the Golden Flower , se non altro perchè il racconto è ambientato , in maniera molto libera a dire il vero, durante il Periodo dei Tre Regni con l'inevitabile rimando all'epico Romanzo dei Tre Regni del XIV secolo.
Se quindi l'impianto generale del lavoro è chiaramente di tipo storico e se nel suo andamento generale racconta le trame di palazzo , le vendette, i tradimenti e tutto ciò che ogni corte reale o imperiale si tira dietro, Shadow è anche molto altro, grazie al tocco personale che Zhang ha saputo infondere all'insieme della storia.


Il frequente rimando al simbolismo del dualismo Yin-Yang attraverso il Taijitu, emblema appunto del concetto filosofico taoista, segna subito il percorso su cui Shadow si muoverà: quello del dualismo tra bene e male, luce ed ombra appunto.
E l'ombra è quella che un campagnolo dalla somiglianza straordinaria con il comandate supremo delle armate del Regno di Pei viene assoldato ad interpretare per proteggere il vero eroe dai pericoli che si aggirano nella corte di un Re ben poco capace di far fronte alle minacce del vicino regno nemico, usanza pare molto diffusa all'epoca per fuggire agli agguati sempre possibili nelle lotte di potere che si consumavano nelle corti.
L'ombra impersona il grande guerriero, un personaggio scomodo per il sovrano in quanto amatissimo e stimatissimo per il suo coraggio e la sua fedeltà, vive una nuova vita che lo ha strappato da un destino da contadino, nessuno è in grado di riconoscere che non è il grande generale che da parte sua vive nascosto nei sotterranei del palazzo, ferito pronto a dargli disposizioni.
Ma la vita dell'ombra poco alla volta si consolida nella luce, la nuova identità si fa strada in lui e lo spinge a volersi appropriare di tutto quello che appartiene al vero generale, affetti compresi. Il dualismo trona ancora nell'animo dell'ombra: il bene ed il male che si combattono in lui, la fedeltà e la spinta a dare libertà alla propria esistenza.
Ben presto la storia dell'ombra e della corte di Pei, citando in maniera non sappiamo quanto voluta il Kurosawa di Kagemusha, l'ombra del guerriero, si avvia lungo i binari del dramma shakesperiano e si interseca con la lotta per il potere, con le battaglie per la conquista della città contesa, con la resa dei conti del sovrano con l'ombra e con il generale, ai tormenti della moglie del grande guerriero che vede vacillare la sua fedeltà.
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