martedì 29 settembre 2009

Doppelganger ( Kiyoshi Kurosawa , 2003 )


Giudizio: 4.5/10
Brutto passo falso

Hayasaki (l'ormai attore feticcio Koji Yakusho) è una sorta di scienziato pazzo, misantropo e solitario che , in perenne contrapposizione con la azienda per cui lavora, sta tentando di costruire una sedia a rotelle meccanica intelligente, dotata di braccia e che risponde alla volontà di chi vi è seduto sopra. La comparsa di uno strano individuo, in tutto uguale a lui, lo porta a pensare di avere di fronte il suo spettro, appunto un doppelganger: le dicerie riferiscono che la vista del proprio alter ego è presagio di morte imminente.
Questo clone si sostituirà spesso al protagonista nel tentativo di risolvere, anche con le cattive maniere, i problemi che intralciano il lavoro di ricerca.
Chiaramente il tema è stuzzicante e originale, ma il film che ne viene fuori risulta a tratti noioso, spesso ovvio, in rari momenti irritante, e a poco serve la indubbia capacità del regista nel saper girare bene le scene;qui quello che manca è il motore trainante di una sceneggiatura, troppo carente e raffazzonata.
La necessità di accettare se stessi anche negli aspetti più nascosti ed oscuri va di pari passo con l'armonia del mondo esteriore ed è quello che Kurosawa tenta di mettere in scena, mescolando in maniera priva di ogni organicità ghost movie, commedia e noir al punto che in certi momenti si ha quasi l'impressione che la storia gli sfugga dalle mani.
Unico aspetto valido, come detto, la indubbia capacità tecnica del regista che fa amplissimo uso dello split screen per mostrarci gli incontri-scontri tra il protagonista e il suo spettro in un intersecarsi di inquadrature e di scene a più schermi.
Per il resto, e dispiace dirlo, siamo ben lontani dal Kurosawa che con grande efficacia ha saputo affermarsi come autore di culto. Merita una prova d'appello, fiduciosi che questo sia solo un brutto passo falso.

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