mercoledì 13 luglio 2016

Lowlife Love ( Uchida Eiji , 2015 )




Lowlife Love (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

In una società come quella giapponese, votata al formalismo e animata da una competitività estrema che non prevede l'insuccesso o peggio il fallimento, non risulta difficile immaginare il sottobosco cinematografico che si muove tra produzioni low cost e cinema indipendente come un magma dove tutto sembra ridursi ad una lotta per la sopravvivenza, un ampio campo di battaglia dove esistono pochissime regole e dove imperversano millantatori, imbroglioni, farabutti, produttori privi di soldi e di scrupoli e l'immancabile yakuza.
Lowlife Love di Uchida Eiji  osserva proprio questo mondo marginale, quasi nascosto nel quale la domanda che tutti si pongono, più o meno esplicitamente , è: "quanto sono disposto a mettere in gioco per raggiungere il risultato ?".


Il protagonista Tetsuo, ad esempio, regista di un film indipendente alcuni anni e da tempo impegnato a trovare il modo di dirigerne un altro, sebbene sia un personaggio di quelli che certamente non potremmo definire raccomandabili, ha però la sua sacra morale cinematografica votata all'idealismo un po' donchischottesco; poco importa che dietro questa sua forma di puro idealismo si nasconda un pornomane, un  molestatore che naturalmente sfrutta il suo ruolo per circuire le aspiranti attrici, Tetsuo sa però riconoscere il talento, spogliandosi del suo ruolo sgradevole da clichè cinematografico di quart'ordine.
Minami, una giovane appena giunta dalla provincia e che ben presto deve fare i conti, adeguandosi senza troppe difficoltà, con le regole che governano quel sottobosco e Ken, un giovane sceneggiatore alle prime armi, entrano ben presto nell'orbita di Tetsuo che vede in loro grandi potenzialità; ma la concorrenza nel variegato mondo del cinema indipendente e povero è feroce e quindi il protagpnosta deve fare i conti con colleghi e produttori senza scrupoli che usano i suoi stessi metodi, cioè le avances sessuali, per portare dalla propria parte la giovane aspirante attrice.

Mountain Cry / 喊山 ( Larry Yang / 杨子 , 2015 )




Mountain Cry (2015) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Il giovane regista cinese Larry Yang, appartenente a quella generazione di cineasti che sebbene diplomatisi nelle prestigiose Accademie cinesi ( la Beijing Film Academy in questo caso), possiedono un bagaglio culturale di ampie vedute grazie alle esperienze maturate in altri paesi che gli hanno consentito di introdurre all'interno della a volte austera autorialità tipica del cinema cinese nuove vedute cinematografiche di certo più contaminate dalle esperienze occidentali.
In Mountain Cry Yang si cimenta con un periodo storico tra i più difficili e al tempo stesso più affascinanti che ha influenzato in maniera radicale la società cinese: siamo infatti negli anni 80, in un villaggio dello Shanxi dove, sebbene ormai il paese abbia imboccato la via delle aperture che lo porteranno al boom economico che conosciamo, l'eco della appena conclusa Rivoluzione Culturale è ancora forte , col suo carico di usanze , tradizioni e regole quasi tribali.


Quando il marito della giovane e bella ma purtroppo muta Hong Xia muore a causa di una trappola piazzata maldestramente dallo scapestrato Han Chong, il consiglio del villaggio, temendo la reazione delle autorità che avrebbe minato l'armonia della comunità, decide di non denunciare il fatto e di compensare la perdita della donna con l'impegno del giovane a farsi carico dei bisogni della famiglia della giovane vedova, da tutti vista come una intrusa nel villaggio in quanto giunta da poco insieme al marito.
Han Chong accetta obtorto collo l'incarico e si prende sulle spalle i bisogni della famiglia, Hong da parte sua si dimostra fedele al suo ruolo di donna di casa sfamando il giovane e accudendolo dopo le fatiche lavorative.
I due trovano quindi un modo per comunicare e per riuscire a mettere su una specie di famiglia surrogata, ma soprattutto, quello che all'inizio era un rapporto fondato sulla diffidenza e sul rancore si tramuta in una storia di amore cresciuta all'ombra di un ambiente ostile e gretto, che si nutre anche del tragico passato della donna.

lunedì 11 luglio 2016

The Exclusive: Beat the Devil's Tattoo (Roh Deok , 2015 )




Journalist (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Heo lavora come reporter in un grande network, con la sua professionalità cerca di mettere una pezza nella vita personale ( la moglie non crede in lui e vuole il divorzio) e in quella professionale dove si addensano le nubi di un ridimensionamento del personale che potrebbe coinvolgerlo; quasi per caso però si trova di fronte ad una soffiata che potrebbe cambiare la sua vita per sempre; negli ultimi mesi Seoul è stata sconvolta dalle gesta esecrabili di un serial killer feroce e Heo sembra avere una informazione che potrebbe risolvere il caso sul quale anche la polizia annaspa senza fare progressi.
I dirigenti del network si gettano sulla notizia , infervorati nella solita corsa allo scoop e prima ancora che possa rendersi conto di quanto sta accadendo Heo si ritrova sbattuto sugli schermi insieme alla sua informazione preziosa della quale però ben presto non si dimostra così sicuro come appariva all'inizio.


Strutturato come un thriller con tutti canoni giusti del genere, The Exclusive è però fondamentalmente tutt'altra cosa: uno spaccato ricco di sarcasmo e con toni spesso da commedia, seppur nera, del mondo dell'informazione e della sua competitività all'interno del paese forse più competitivo del mondo.
L'iniziale euforia del protagonista ben presto scivola nel dubbio e nel terrore per le conseguenze nefaste che potrebbe avere mentre i vertici del network misurano il successo della scelta con incrementi vertiginosi dell'audience ben poco inclini a riconoscere la possibilità seppur remota dell'errore; come se non bastasse anche la polizia mostra il suo volto più sgradevole ed incapace: per Heo insomma un salire e scendere continuo dalla polvere agli altari in una storia che mette la mancanza assoluta di etica al centro delle tematiche e il disagio di chi invece un briciolo di morale professionale lo mantiene ancora.

sabato 2 luglio 2016

The Inerasable ( Nakamura Yoshihiro , 2016 )




The Inerasable (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

La tematica delle case infestate da spiriti è una di quelle più classiche del cinema horror di tutti i tempi: case che vivono e perpetuano maledizioni, case che nascondono eventi spaventosi, case dove gli spiriti alloggiano incontrastati da secoli e case che sono state testimoni di eventi tragici e che sembrano voler trasmettere il segreto; tutto costruito per smaterializzare, personificare e rendere viva, col suo carico anche di dolore, quello che dovrebbe essere il rifugio sicuro e tranquillo di tutti noi.
Prendendola un po' alla larga Nakamura Yoshihiro è questo che vuole raccontare nel suo ritorno all'horror, partendo da una premessa interessante ed originale.
Una scrittrice di romanzi horror si affida ai suoi lettori per avere ispirazione: raccontare episodi spaventosi nei quali il soprannaturale sembra prendere il sopravvento.


Tra le mille storie ricevute quella della studentessa Kubo è  la più  interessante, anche perchè sembra avere delle sconcertanti coincidenze con una storia ricevuta anni prima.
La scrittrice decide quindi di incontrare la ragazza ed assieme cercano di saperne di più sui strani rumori e sulla misteriosa presenza che sembra abitare la casa di Kubo.
La coppia ben presto si ritrova a scavare come due archeologhe della paura e del soprannaturale nel passato anche molto remoto, perchè eventi che si concatenano e si intersecano appaiono riportare la soluzione del mistero nel passato per una sorta di perpetuarsi di una dinamica inspiegabile ed oscura.
Raccontare oltre di The Inerasable significherebbe spoilerare troppo, quindi meglio fermarsi qui, anche perchè il film, più un horror psicologico che altro, vive molto sulla ambientazione e sulle sottili dinamiche narrative  che comunque condurranno ad un finale risolutivo (questo possiamo almeno dirlo).

venerdì 1 luglio 2016

The Forest ( Paul Spurrier , 2015 )




The Forest (2016) on IMDb
Giudizio: 6/10

Il compito di rappresentare al Far East Film Festival uno dei generi da sempre più in voga nella cinematografia thailandese, quello che ruota intorno a storie di fantasmi con ambientazioni horror, è demandato per quest'anno ad un regista britannico Paul Spurrier da anni ormai stabilitosi in Thailandia e che ha al suo attivo un solo altro lavoro datato 2005.
Questi presupposti piuttosto atipici non impediscono a The Forest di risultare un lavoro dalla profonda anima thai, prodotto a basso budget e improntato ad un minimalismo, sotto tutti gli aspetti, da tipico film indipendente.


La storia racconta di un giovane maestro inviato ad insegnare in una piccola comunità che vive ai margini di una gigantesca ed impervia foresta che le tradizioni popolari e le superstizioni vogliono popolata da oscure presenze; qui il maestro conosce la sua graziosa collega che si occupa di un'altra classe e una schiera di ragazzini in età preadolescenziale tra i quali Ja una giovane solitaria e taciturna che ha scelto la via del mutismo volontario, tranne che con il padre ubriacone; la ragazzina è oggetto di bullismo dalle sue compagne di classe a causa della sua ostinazione a non parlare e del suo carattere schivo.
Ja però è l'unica che ha il coraggio di entrare nella foresta dove incontra un ragazzino che vive allo stato brado come un selvaggio e con il quale riesce ad esprimersi usando le parole.
Tutto il film vive sulle figure del giovane maestro che lentamente sembra scivolare nel gorgo intriso di mistero e di paura e sui due ragazzini protagonisti che all'interno della foresta vivono in piena libertà circondati dal mistero e dalle presenze oscure.

giovedì 30 giugno 2016

Assassination ( Choi Dong-hoon , 2015 )




Assassination (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

L'epoca della dominazione coloniale giapponese in Corea durata 35 anni (1910-1945) è sempre stata vissuta come una ferita profonda e silenziosa da parte della società coreana, quasi una vergogna che mina l'orgoglio nazionale e la fierezza di un popolo intero; al contrario di quanto fatto dal mondo cinematografico cinese che ha utilizzato la tematica dell'occupazione nipponica per la produzione di una serie infinita di lavori che avessero invece lo scopo di stimolare l'orgoglio nazionale, in Corea a quel periodo storico l'industria cinematografica ha raramente fatto ricorso.
E' perciò tutto sommato sorprendente vedere giungere al Far East Film Festival ben due opere che trattano l'argomento dell'occupazione giapponese: dopo l'attesissimo kolossal The Tiger infatti abbiamo avuto modo di poter assistere anche alla proiezione di Assassination uno dei film di maggior successo della stagione cinematografica coreana, oltre che uno tra quelli che hanno riscosso i migliori giudizi della critica per lo meno sul versante del prodotto popolare e mainstream.


Il film racconta le vicende di un ristretto gruppo di specialisti coreani chiamati dalla resistenza a compiere un attentato clamoroso contro le autorità giapponesi; a capo del gruppo c'è un vecchio combattente indipendentista, che già anni prima aveva egregiamente servito la causa, affiancato da cecchini formidabili ed esperti di esplosivi reclutati con cura  la cui strada ben presto si incrocia con un famoso e leggendario sicario cacciatore di taglie.
Costruito come il più classico film d'azione e di spionaggio, Assassination svolge il suo compito con grande efficacia: azione, suspance, storie personali, momenti carichi di ironia quando non addirittura brillanti, dramma e sottili giochi sotterranei  si mescolano in un racconto che si lascia guardare piacevolmente , soprattutto perchè riesce a far leva sui personaggi e sul loro vivido ritratto.
Il gruppo incaricato dell'azione incarna i tipici personaggi dei film di genere dove accanto alla grande maestria professionale vediamo scorrere le personalità ora istrioniche, ora camaleontiche, ora fuori dagli schemi, affiancate da un sano e mai retorico spirito nazionalista e di rivincita.

martedì 28 giugno 2016

Trivisa / 樹大招風 ( Frank Hui/许学文 , Jevons Au/欧文杰 , Vicky Wong/黄伟杰 , 2016 )




Trivisa (2016) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Proprio nell'anno in cui fortemente ci si interroga sul destino del cinema di Hong Kong sempre più compresso tra la presenza mainlander forte del potere economico e la conseguente fuga di autori alla ricerca di un pubblico più vasto e di investitori facoltosi, Trivisa si pone , assieme Ten Years , come il pregevole tentativo di dare voce a nuovi autori capaci di perpetuare la grande tradizione cinematografica hongkongese; se il lavoro corale votato come miglior film dalla critica di Hong Kong è un eccellente esempio di cinema indipendente e coraggioso, Trivisa è il risultato di una grande intuizione  di Johnnie To e della sua Fresh Wave , il concorso riservato ai nuovi autori dell'ex colonia britannica, da cui provengono i tre registi che firmano questo lavoro.


Se a ciò aggiungiamo la particolare scelta narrativa su cui si base Trivisa non è azzardato assegnare al film una importanza che va ben oltre il reale valore artistico.
Costruito come la somma di tre cortometraggi diretti ognuno da tre diversi autori, Trivisa ha però la sua linea comune, sebbene le tre storie si intersechino fugacemente per brevi attimi: Frank Hui, Jevons Au e Vicky Wong infatti raccontano le gesta di tre personaggi che a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 stimolarono le fantasie della cittadinanza grazie alle loro gesta criminose.
Kwai Ping-hung, divenuto famoso per aver sparato ad alcuni poliziotti, Yip Kwok-foon, lo svaligiatore di gioiellerie sempre col suo inseparabile kalashnikov e Cheuk Tze-keung lo spendaccione che trasportava i soldi dei rapimenti di ricchi uomini d'affari con la sua Lamborghini gialla sono infatti personaggi notissimi nella cronaca di Hong Kong oltre che conosciutissimi dal pubblico per le loro gesta.

Over Your Dead Body ( Miike Takashi , 2014 )




Over Your Dead Body (2014) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Nella sua indefessa peregrinazione all'interno dei vari generi cinematografici, Miike Takashi , soprattutto negli ultimi anni, ci ha regalato lavori che spaziano dal dramma storico alla rilettura di celebri manga, passando per la parodia dello yakuza movie e per gli horror-splatter; con Over Your Dead Body il regista giapponese firma un lavoro che si ispira, almeno in buona parte, ad uno dei testi letterari più celebri della cultura giapponese e al contempo costruisce una storia che per i suoi standard appare addirittura convenzionale che risente in maniera seppure indiretta del cinema più classico.


In Over Your Dead Body infatti la storia è quasi perfettamente suddivisa in due blocchi: da un lato la rappresentazione del dramma teatrale Tokaido Yotsua kaidan, appunto uno dei grandi classici del XIX secolo, dall'altro il racconto della vita fuori scena degli attori protagonisti che tende a convergere sulle stesse tematiche del testo letterario; se in scena viene proposto un dramma intriso di gelosia, tradimenti, avidità e rancori veicolati da fantasmi, nella vita reale vediamo la rappresentazione moderna delle medesime tematiche nelle quali i protagonisti si trovano ingabbiati inseguendo i loro istinti e la loro machiavellica avidità.
La storia d'amore del samurai Iemon, ben poco incline alle regole dell'onore e della irreprensibilità, con la giovane Oiwa che nasce nel sangue e prosegue nel tradimento e quella della attrice Miyuki tradita dal compagno Kosuke che scatena le ire degli spettri diventano nel corpo del film le due facce della stessa realtà, quella nella quale sono i lati più deteriori a venire allo scoperto.

venerdì 24 giugno 2016

Three Stories of Love ( Hashiguchi Ryosuke , 2015 )




Three Stories of Love (2015) on IMDb 
Giudizio: 6/10

Film tra i più attesi al recente Far East Film Festival di Udine, dove è giunto preceduto da una bella messe di giudizi positivi che lo hanno fatto considerare uno tra i lavori migliori prodotti in Giappone nel 2015, Three Stories of Love di Hashiguchi Ryosuke è un potente dramma tripartito nel quale si esplorano vari aspetti dei rapporti amorosi.
Costruito intorno alle figure di tre personaggi, le loro storie , totalmente indipendenti una dall'altra, costituiscono l'asse portante del film: Atsushi ha perso la moglie da ormai tre anni in un incidente causato da un pazzo, lavora come tecnico della manutenzione dei ponti e ne studia con una tecnica tutta sua, molto istintiva , la tenuta e le eventuali riparazioni da compiere; la sua casa è una stamberga nella quale si accumula immondizia e ciarpame vario, perchè quando egli non lavora passa il tempo a ricordare la moglie, a disperarsi nella ricerca di una possibile accettazione del lutto e della perdita.


Toko è una casalinga di mezza età con un marito che non la degna di uno sguardo e una suocera pedante, il suo unico momento di felicità è l'ossessiva visione di un vecchio video che la immortala in un fugace incontro con la principessa Masako e che le suscita una struggente nostalgia; il suo noioso vivere quotidiano la porta ad intraprendere una relazione stramba con un presunto artista truffatore che sogna un allevamento di polli e che consuma droghe in maniera industriale.
Infine Shinomiya , un rampante e altezzoso avvocato gay che tratta il suo amante come un servetto, fino a quando qualcosa inizia a sgretolarsi e lui cerca conforto presso un vecchio compagno di scuola amato anni prima e che ora è sposato con prole.
Tre storie che sembrano distanti anni luce, ed in effetti lo sono, nelle quali è difficile trovare un filo conduttore, semplicemente perchè le facce dei rapporti amorosi sono talmente numerose e variegate da non riuscire a trovare nulla in comune.

giovedì 23 giugno 2016

The Priests ( Jang Jae-hyun , 2015 )




The Priests (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

The Priests , opera prima del regista e sceneggiatore coreano Jang Jae-hyun, è un buon esempio di film di genere che segue modelli storici e consolidati a tema esorcismo; definirlo una versione coreana del capolavoro di Friedkin è probabilmente affermazione sbagliata, ma il solco su cui si muove la pellicola è quello.
Introdotto da un prologo nel quale c'è già tutta la tematica sviscerata poi nel contesto della trama, The Priests racconta di una giovane studentessa il cui corpo viene carpito dal demonio e per mettere in pratica gli opportuni esorcismi il Vaticano si rivolge alla chiesa locale coreana che a sua volta individua nel sacerdote Kim l'uomo giusto per portare a termine l'operazione, sebbene quest'ultimo sia fortemente inviso alla maggior parte degli alti prelati per il suo modus operandi tutt'altro che ortodosso.


A tal proposito gli viene affidato come assistente il giovane Choi, prete alle prime armi, soprattutto con lo scopo di controllare i metodi di Kim.
Tra i due sacerdoti si instaura quasi subito il classico rapporto mentore-allievo, nonostante Kim faccia di tutto per mostrare al giovane collega il suo lato più deteriore accanto alle indubbie capacità da esorcista, cui fa da background personale il passato non proprio limpido dei due.
Nel film ovviamente non mancano i classici momenti da horror, conditi in qualche circostanza anche di una certa dose di umorismo, ma nel complesso  The Priests è film terribilmente serio che affronta il tema della visione coreana del cattolicesimo, sempre in bilico tra fanatismo e integralismo.

mercoledì 22 giugno 2016

Apocalypse Child ( Mario Cornejo , 2015 )




Apocalypse Child (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

Nell'isola filippina di Luzon Francis Ford Coppola ambientò una delle scene più famose di Apocalypse Now, quella dove il tenente colonnello William Bill Kilgore si trastullava con il surf mentre gli elicotteri annientavano tutto col napalm.
Una tavola da surf abbandonata dai soldati e ritrovata da alcuni ragazzini diede il via alla penetrazione di quello sport nell'arcipelago delle Filippine.
Quasi quaranta anni dopo il surf è uno delle attrattive  di Baler e Ford (potenza del nome...) è un simulacro vivente di quegli eventi lontani: insegnante con tavola sempre pronta e frutto di una fugace relazione tra la madre adolescente ed un membro della troupe cinematografica , facilmente identificabile visto il nome che porta.


Ford se la spassa con la su amica Fiona tornata in patria dagli States per la malattia della nonna e intrattiene un rapporto praticamente paritario con la madre che è quasi sua coetanea: un menage piuttosto free tenuto in piedi da bevute, fumate e sesso a volontà.
Ford ha un caro amico, Rich , che ha intrapreso la carriera politica e col quale non scorrono però rapporti molto amichevoli per qualche episodio avvenuto nel passato; l'amico ha con sè la fidanzata Serena che ne approfitta per prendere lezioni da Ford e non solo.
Rich da parte sua saprà rendere pan per focaccia al suo amico fino ad un risolutivo confronto finale.
Quello che emerge in maniera netta dal film di Mario Cormejo è l'atmosfera rilassata, quasi giocosa che deriva da una vita vissuta a ritmi non frenetici e a misura d'uomo dove i rapporti personali possono disperdersi in mille rivoli e in cento sfaccettature.

Segreti di famiglia [aka Louder Than Bombs] ( Joachim Trier , 2015 )




Louder Than Bombs (2015) on IMDb
Giudizio: 5/10

Ad un anno di distanza dalla sua presentazione in concorso al Festival di Cannes, le imperscrutabili e misteriose vie della distribuzione cinematografica italiana conducono sui nostri schermi Segreti di famiglia, titolo italiano che cerca di stuzzicare la pruriginosità voyeuristica di Louder than Bombs del regista norvegese Joachim Trier.
Il terzo lavoro del cineasta scandinavo parte con grandi ambizioni: infatti dopo solo due lungometraggi all'attivo, seppur distribuiti lungo nove anni, Trier dirige un lavoro ambientato negli States ed in lingua inglese, coprodotto da Norvegia, Danimarca , Francia e Usa e che si affida ad un cast di stampo quasi hollywoodiano.


Segreti di famiglia è film di chiaro stampo drammatico, con al centro del racconto le dinamiche famigliari che un evento improvviso e doloroso porta al loro acme: Isabelle è una fotografa di guerra , di quelle sempre pronte a fare i bagagli al volo e recarsi nei teatri di battaglia dove la sporcizia dei conflitti viene terribilmente a galla; due anni dopo la sua morte il marito ed i figli Jonah, ormai trentenne e Conrad ancora adolescente si ritrovano in occasione della presentazione di una mostra dedicata alla donna.
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