lunedì 22 giugno 2009

Changeling ( Clint Eastwood , 2008 )


Giudizio: 6.5/10
Il paladino dell'Uomo


Liberamente ispirato ad una storia realmente avvenuta sul finire degli anni 20 a Los Angeles ed efficacemente sceneggiato da J. Michael Straczynski , questo lavoro di Clint Eastwood percorre con tenace coerenza i binari ideologici e narrativi impiantati dal regista nella sua ormai lunghissima carriera di attore e regista.
Christine Collins (una convincentissima Angelina Jolie) ha un bravo foglioletto avuto da un uomo che senza scrupoli poco dopo la sua nascita li abbandona a se stessi; il ragazzino ci appare subito molto giudizioso e ben temprato alla vita, nonostante l'assenza della figura paterna. Quando un giorno tornando dal lavoro la madre non trova il figlio a casa capisce subito che qualcosa di doloroso è successo; inizia la sua battaglia personale tra polizziotti corrotti e insensibili al dramma fino al grande inganno con cui viene oltraggiata. Non smetterà un attimo di dare battaglia fino a rendersi totalmente invisa ad un potere poliziesco che mal digerisce i disturbatori della quiete cittadina e dell'ordine costituito ed una opinione pubblica assetata di lieto fine e rassicurazioni mendaci. Scoprirà con dolore e fierezza quanto malsano e indecente è il potere grezzo in mano a persone incapaci.
I temi della lotta contro il potere da parte del cittadino vessato, i problemi dell'infanzia difficile e precocemente recisa, la dignità del singolo di fronte al dolore lacerante, la corruzione e l'inefficenza di certi apparati statali americani sono i cardini della narrazione cui Clint si è votato anima e corpo, sempre, soprattutto ora da regista, filtrandoli con la poesia dura , spietata che gli da il maneggiare la macchina da presa. Rimane, sottofondo , quell'individualismo che ne ha fatto un eroe epico dei nostri tempi, ma solo per dimostrare come l'individuo è solo, nudo davanti al Potere, troppo grande per i comuni mortali, almeno fino a quando una vera forza solidale non lo risolleva e lo ritempra.
Il film è bello, girato con tinte spesso cupe, impreziosito di alcune scene memorabili (valga per tutte la scena dell'impaccagione), in cui trasudano in tutta la loro forza coinvolgente il dramma e la disperata lotta per la sopravvivenza, abbagliato in questo da una grande Angelina Jolie,mai manierata, sempre sul filo del rasoio nel suo mostrare il dolore e la rabbia che la divorano, ora silenziosa con gli occhi gonfi , ora furibonda come un vulcano in eruzione.
Eleviamo , quindi, anche per Clint Eastwood la preghiera del cinefilo incallito agli dei della celulloide che ci preservino per sempre questo Grande Maestro, cantore della lotta titanica dell'Uomo contro le ingiustizie.

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